
Colori, luci e abbinamenti per valorizzare Pavimenti sopraelevati
27 novembre 2025
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Il primo elemento da considerare è la dimensione del pannello. I formati più diffusi sono 60×60 cm, ma esistono soluzioni rettangolari (ad esempio 60×120 cm) o moduli particolari che, una volta finiti, restituiscono l’effetto di listoni o grandi lastre. Il modulo di base influisce sul disegno visivo del pavimento: una griglia regolare sottolinea l’aspetto tecnico, mentre grandi formati e pattern ben studiati rendono il pavimento più simile a un rivestimento tradizionale.
Sul fronte dei colori, i neutri sono spesso la scelta più frequente: grigi in diverse intensità, beige, greige, toni cemento e pietra. Queste palette funzionano bene in ambienti lavorativi, si abbinano facilmente a arredi e pareti e non stancano nel tempo. Grigi chiari e toni cemento alleggeriscono gli spazi, mentre grigi medi e scuri danno maggiore carattere, soprattutto se abbinati a pareti chiare e dettagli in nero o metallo.
Le finiture effetto legno (in laminato o LVT) permettono di dare calore anche in presenza di pavimento tecnico, mantenendo la possibilità di sollevare i pannelli. Sono molto adatte in uffici direzionali, sale riunioni e spazi di rappresentanza, soprattutto se abbinate a pareti neutre e a serramenti in toni scuri o metallici.
Per ambienti più tecnici o contemporanei, i toni cemento e pietra in gres porcellanato risultano molto efficaci: superfici leggermente strutturate, con variazioni di tono controllate, creano pavimenti eleganti e resistenti che si integrano perfettamente con arredi minimal, metallo, vetro e cartongesso. In questi casi la fuga tra i pannelli viene gestita in modo da sembrare una normale fuga di piastrella.
Gli abbinamenti con pareti e soffitti completano il quadro. Un pavimento sopraelevato grigio chiaro abbinato a pareti bianche e qualche parete d’accento (ad esempio verde salvia, blu petrolio, greige) crea ambienti luminosi e contemporanei. Se il pavimento è più scuro, pareti e soffitti chiari mantengono leggerezza e impediscono allo spazio di chiudersi visivamente.
Nei corridoi e negli open space si può giocare con pattern e zone differenziate: cambiare leggermente colore o finitura per suggerire percorsi, aree di lavoro, zone relax. Ad esempio, mantenere un pavimento effetto cemento in tutta la zona operativa e introdurre un effetto legno nelle aree lounge o nelle sale riunioni crea un cambio di atmosfera pur restando sullo stesso sistema sopraelevato.
Anche l’illuminazione ha un ruolo importante: luce più neutra (3000–4000 K) enfatizza l’aspetto tecnico pulito dei grigi e dei cementi, mentre luce più calda (2700–3000 K) valorizza toni legno, beige e greige, rendendo più accoglienti gli ambienti di lavoro. Luci radenti lungo i corridoi mettono in risalto texture e formati, per cui è importante coordinare scelta del pavimento e progetto illuminotecnico.
HighLight
• Formati 60×60 e moduli rettangolari permettono di adattare il disegno del pavimento a corridoi, open space e zone di rappresentanza.
• Palette neutre (grigi, sabbie, effetti cemento o pietra) rendono facile l’abbinamento con arredi, pareti e controsoffitti.
• Effetti legno su sistema sopraelevato danno calore senza rinunciare alla flessibilità impiantistica.
• Differenziare finiture in alcune zone (sale riunioni, aree lounge, reception) aiuta a leggere funzioni diverse mantenendo continuità tecnica.
LowLight
• Troppi cambi di finitura o colore sullo stesso piano possono spezzare la percezione di continuità tipica del sopraelevato.
• Finiture molto scure o molto lucide enfatizzano maggiormente segni, sporco e riflessi di luce radente.
• Pattern e colori scelti senza considerare luce artificiale e naturale possono risultare diversi da come appaiono in showroom.




