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Siliconare le fughe per piastrelle

Colori, luci e abbinamenti per valorizzare Piastrelle

9 gennaio 2026

Keywords:
Piastrelle, colori, illuminazione, interior design, abbinamenti, L'Artificio

Il formato influenza subito la percezione dello spazio. Piastrelle grandi (60×60, 80×80, 60×120 e oltre) riducono il numero di fughe e creano un effetto più continuo e moderno, particolarmente adatto a zone giorno open space, corridoi lunghi e ambienti contemporanei. Formati più piccoli o moduli modulari (20×20, 30×60, esagoni, mattoncini) aggiungono ritmo e dettaglio, interessanti per cucine, bagni, ingressi e rivestimenti.


Le pose a correre, a spina di pesce, a spina ungherese, a moduli misti permettono di ottenere effetti molto diversi anche con lo stesso formato. Ad esempio, un gres effetto legno posato a spina cambia completamente percezione rispetto allo stesso materiale posato “dritto”: il primo ha un sapore più raffinato e decorativo, il secondo più lineare e sobrio.


Sul piano cromatico, i neutri (bianchi, grigi, sabbie, greige) sono una base sicura: permettono di cambiare arredo nel tempo senza dover rifare pavimenti e rivestimenti. Nei bagni moderni funzionano molto bene combinazioni di grigi chiari e medi, con inserti in legno o note di colore solo su piccoli elementi (mobili, tessili, complementi).


Le piastrelle effetto pietra e cemento sono protagoniste negli ambienti contemporanei: permettono di ottenere atmosfere materiche e sofisticate senza le criticità dei materiali originali. Abbinandole a pareti bianche o colorazioni tenui (verde salvia, tortora, blu polverosi) e a legni naturali si ottengono ambienti caldi e puliti allo stesso tempo.


Per chi ama soluzioni più decise, piastrelle colorate o decorate possono essere concentrate in zone specifiche: una doccia rivestita in mosaico, un pavimento 20×20 effetto cementina per l’ingresso o la cucina, una parete protagonista dietro il lavabo. In questi casi è importante bilanciare il resto con superfici più calme, per evitare un effetto troppo carico.


La fuga è un elemento di progetto da non sottovalutare:

  • Fuga in tinta con la piastrella per un effetto omogeneo e continuo.

  • Fuga leggermente a contrasto per evidenziare il disegno (ad esempio piastrelle esagonali o formati piccoli).

  • Fuga scura su piastrelle chiare in zone molto trafficate, dove un leggero scurimento nel tempo risulterà meno visibile.

Gli abbinamenti con altri materiali completano la scena: gres effetto legno accostato a pareti bianche e resine neutre, piastrelle effetto pietra abbinate a cartongessi e controsoffitti con luce indiretta, superfici lucide Combinate a pareti opache. Il trucco è limitare il numero di materiali principali e lavorare su una palette coerente, invece di sommare troppi effetti diversi.


Anche la luce ha la sua parte: superfici lucide e chiare amplificano la luminosità in bagni piccoli e corridoi, mentre finiture opache e strutturate funzionano meglio in grandi open space o in zone di passaggio intenso. La luce radente, infine, mette in risalto texture e rilievi, quindi va considerata già in fase di scelta delle piastrelle.

HighLight

• Grandi formati e fughe ridotte danno continuità visiva e un aspetto contemporaneo a pavimenti e rivestimenti.
• Palette neutre (grigi, sabbie, greige, effetti cemento e pietra) si abbinano facilmente ad arredi e tinteggiature.
• Pattern, mosaici e formati piccoli permettono di creare zone caratterizzate (docce, ingressi, nicchie) senza appesantire tutto l’ambiente.
• La scelta del colore della fuga può rendere il rivestimento più uniforme o sottolineare il disegno delle piastrelle.

LowLight

• Colori molto scuri o molto chiari su grandi superfici evidenziano di più polvere, segni e piccole irregolarità.
• Troppi formati e pattern diversi nello stesso ambiente rischiano di creare un effetto visivo caotico.
• Scegliere piastrelle solo da mazzetta o da foto, senza vederle con la luce reale, può portare a sorprese sul tono.

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