
Controlli e verifiche nelle opere eseguite in quota
3 novembre 2025
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La fase di verifica parte da un controllo visivo ravvicinato delle superfici: intonaci, tinteggiature, fissaggi, elementi in legno, serramenti, copertine, lattonerie. Vengono controllate uniformità di colore, eventuali colature, ritocchi non perfettamente integrati, piccoli difetti lasciati dalle lavorazioni. L’altezza non deve diventare una scusa per tralasciare dettagli che da sotto si vedranno comunque, soprattutto alle quote più basse del ponteggio.
In molti casi ha senso condurre un sopralluogo in presenza di committenti o referenti dell’edificio, salendo insieme su ponteggi o piattaforme (sempre in sicurezza) per condividere il risultato da vicino. Questo passaggio aiuta a chiarire cosa è stato fatto, quali sono i limiti fisiologici del supporto esistente (ad esempio vecchie deformazioni non eliminabili) e quali eventuali ritocchi verranno ancora eseguiti prima dello smontaggio.
Sul fronte tecnico, i controlli interessano anche fissaggi, sigillature e raccordi. Elementi come parapetti, fissaggi di lattonerie, giunti tra nuovi serramenti e vecchi imbotti, punti di scarico delle acque meteoriche vengono verificati per evitare infiltrazioni o allentamenti precoci. Piccole correzioni in questa fase prevengono problemi ben più importanti nel giro di qualche stagione.
Nei lavori in quota che hanno previsto l’installazione o l’utilizzo di sistemi anticaduta fissi, come linee vita permanenti, vengono eseguite verifiche specifiche e redatti documenti di conformità, consegnati al committente. Questi sistemi devono essere accompagnati da istruzioni chiare sull’uso e sulla manutenzione, perché verranno utilizzati in interventi futuri da altre imprese o professionisti.
Un aspetto spesso sottovalutato è la raccolta di documentazione fotografica prima, durante e dopo l’intervento. Foto e schede sintetiche aiutano a tenere traccia delle condizioni iniziali, delle lavorazioni eseguite e del risultato finale. Questa documentazione è preziosa sia per chi ha eseguito il lavoro, che potrà dimostrare quanto fatto, sia per chi, in futuro, dovrà occuparsi di manutenzioni o nuovi interventi.
Infine, definire sin da subito un piano di manutenzione, anche semplice, permette di programmare eventuali controlli periodici delle opere in quota: ispezioni visive delle facciate, verifica dello stato del legno, controllo di sigillature e lattonerie. In questo modo il lavoro concluso oggi non viene abbandonato al caso, ma inserito in un percorso di cura nel tempo.
HighLight
• La protezione delle aree sottostanti (transenne, teli, tunnel pedonali) tutela residenti, clienti e passanti.
• Una buona comunicazione con condòmini, vicini e attività commerciali riduce conflitti e incomprensioni.
• L’uso di parapetti, reti e schermature curate limita l’impatto visivo del cantiere sulle facciate finite.
• Pianificare orari e fasi rumorose aiuta a integrare i lavori in quota nella vita quotidiana del contesto.
LowLight
• Lavorare in quota sopra accessi, marciapiedi o negozi senza protezioni adeguate espone a responsabilità molto elevate.
• Teli e schermature montati male possono dare un’immagine disordinata e peggiorare la percezione del lavoro.
• Mancanza di cartellonistica e informazioni chiare porta facilmente a lamentele e richieste di intervento da parte dei vicini.





