
Gestione delle interferenze durante i lavori in quota
5 dicembre 2025
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Le interferenze nascono ogni volta che le attività del cantiere si sovrappongono a quelle di chi usa gli spazi. In un condominio, questo significa accessi agli ingressi, utilizzo dei garage, passaggio di biciclette e passeggini; in una banca o in un ufficio, comporta la presenza di clienti e dipendenti durante gli orari di apertura; in un negozio o ristorante, si sommano anche fornitori e corrieri.
Il primo passo per gestirle è la pianificazione. Già in fase di sopralluogo vengono individuate le aree critiche: rampe, ingressi principali, vie di fuga, posteggi, carrai. Per ognuna si definiscono percorsi alternativi, eventuali chiusure temporanee, momenti della giornata in cui concentrare determinate lavorazioni. Un cantiere che “dialoga” con chi vive l’edificio trova più facilmente compromessi accettabili per tutti.
La segnaletica gioca un ruolo fondamentale. Cartelli chiari e leggibili, indicazioni di direzione, avvisi sulle fasi di lavoro più rumorose o sulle chiusure periodiche aiutano le persone a orientarsi e a sentirsi considerate. È importante che questi messaggi siano comprensibili, aggiornati e posizionati nei punti giusti, non nascosti in qualche angolo.
Dal punto di vista operativo, la gestione delle interferenze passa anche da scelte pratiche: programmare il carico e scarico dei materiali in orari di minor traffico, usare mezzi di sollevamento idonei agli spazi, proteggere in modo efficace le aree sottostanti al ponteggio con teli, reti antipolvere, parasassi e tunnel pedonali protetti quando necessario. Questi elementi riducono il rischio di caduta di oggetti dall’alto e isolano in parte rumori e polveri.
La comunicazione con amministratori, referenti aziendali e responsabili di struttura è altrettanto importante. Informare in anticipo su fasi chiave – ad esempio quando verranno eseguiti lavori più invasivi, quando verrà chiuso un accesso per qualche ora, quando verranno usati prodotti con odori più evidenti – permette a chi gestisce l’edificio di organizzarsi, avvisare gli utenti e programmare eventuali alternative.
Una buona gestione delle interferenze non elimina del tutto il disagio, ma lo rende prevedibile e controllato. Le persone accettano più facilmente rumori e modifiche temporanee quando percepiscono che il cantiere è organizzato, rispettoso e attento a ridurre l’impatto sul loro quotidiano.
HighLight
• Controlli periodici su imbracature, cordini, moschettoni e ancoraggi permettono di intercettare usure prima che diventino critiche.
• Registri e tracciabilità degli interventi facilitano verifiche, collaudi e sostituzioni programmate.
• Una manutenzione ordinata prolunga la vita utile delle attrezzature e riduce fermi imprevisti del cantiere.
LowLight
• DPI stoccati male (umidità, sole diretto, sporco) invecchiano più rapidamente e perdono prestazioni.
• Ignorare piccoli danneggiamenti visibili (cuciture sfilacciate, deformazioni, ossidazioni) espone a rischi importanti.
• Attrezzature senza documentazione o senza storico dei controlli rendono difficile dimostrare la loro effettiva idoneità.






