
Ispezione e ripristino dei cappotti esistenti
24 novembre 2025
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La manutenzione leggera degli esterni passa innanzitutto da controlli visivi periodici. Dopo alcuni anni è normale che compaiano leggeri segni di invecchiamento: un po’ di sporco nelle zone più esposte al traffico, ombre vicino ai pluviali, segni d’acqua sotto i balconi. Intervenire in questa fase con lavaggi controllati è molto più semplice che aspettare che lo sporco si “cucini” sulla superficie.
In molti casi è possibile eseguire lavaggi a bassa pressione con acqua e detergenti specifici per facciate, evitando idropulitrici troppo aggressive che rischiano di rovinare il film di pittura o di staccare intonachini superficiali. L’azione combinata di acqua, detergenti adeguati e spazzolature mirate consente di rimuovere smog, alghe leggere e polveri accumulatesi nel tempo.
La comparsa di alghe e muffe in zone particolarmente umide o poco soleggiate (nord, cortili stretti, vicinanza con vegetazione fitta) è un fenomeno frequente. In questi casi, oltre alla pulizia, è utile valutare l’uso di cicli con additivi specifici o l’applicazione di prodotti protettivi che riducano la nuova colonizzazione biologica. Naturalmente, dove possibile, è altrettanto importante migliorare ventilazione e drenaggio dell’acqua.
Gli elementi più esposti a urti – come muretti, zoccolature, spigoli di rampe e accessi carrabili – possono richiedere ritocchi o riprese localizzate. Avere a disposizione un minimo di documentazione sui prodotti utilizzati (tipo di pittura, codice colore, eventuali rivestimenti) facilita molto questi interventi puntuali, evitando differenze troppo evidenti tra vecchio e nuovo.
Nel lungo periodo è consigliabile programmare interventi di manutenzione programmata, soprattutto su edifici complessi. Invece di attendere il totale degrado, si può prevedere un ciclo di lavaggio e ripresa della finitura ogni tot anni, concentrandosi sulle zone più esposte e rimandando un rifacimento integrale a scadenze più dilatate. Questo approccio è spesso più sostenibile, sia economicamente sia dal punto di vista dell’impatto sul vivere quotidiano di chi abita l’edificio.
Anche la gestione di grondaie, pluviali e coperture rientra a pieno titolo nella manutenzione delle superfici esterne: pluviali ostruiti o gocciolatoi mal funzionanti sono la causa principale di colature e aloni sulle facciate. Un controllo periodico di questi elementi evita che l’acqua scorra dove non dovrebbe, limitando i danni estetici e strutturali.
HighLight
• Lavaggi periodici controllati aiutano a rimuovere smog, polveri e primi depositi biologici prima che si fissino.
• Interventi localizzati su muretti, zoccolature e spigoli riducono la necessità di rifacimenti completi.
• Programmare manutenzioni leggere e regolari allunga la vita utile del ciclo e dilata i tempi tra un rifacimento e l’altro.
• Controlli su gronde, pluviali e punti di scolo limitano colature e aloni su facciate altrimenti sane.
LowLight
• Idropulitrici usate in modo troppo aggressivo possono danneggiare pitture e rivestimenti a spessore.
• Trascurare per anni manutenzione e pulizia porta a degradi che non si risolvono più con semplici ritocchi.
• Colonizzazioni importanti di alghe e muffe richiedono cicli specifici più complessi rispetto a una semplice pittura.




