
Materiali e finiture per Controsoffitti e contropareti
19 dicembre 2025
Keywords:
Controsoffitti e contropareti, materiali, finiture, scelta materiali, guida, L'Artificio
Il materiale più utilizzato per controsoffitti e contropareti è il cartongesso, formato da lastre in gesso rivestito montate su una struttura metallica leggera. È una soluzione estremamente versatile: permette di realizzare superfici piane, velette, ribassamenti, nicchie, strutture curve e integrazioni con led e faretti. In funzione delle esigenze, le lastre possono essere standard, idrorepellenti per zone umide, o specifiche per la resistenza al fuoco.
In contesti più tecnici o dove servono elevate prestazioni, entrano in gioco lastre in fibrogesso o sistemi compositi con pannelli ad alta densità. Questi materiali offrono maggiore robustezza, migliori prestazioni acustiche e, in alcuni casi, una migliore tenuta agli urti, utili in corridoi, spazi pubblici, aree di passaggio intenso e ambienti dove si prevede l’ancoraggio di elementi pesanti (pensili, apparecchiature, corpi illuminanti di grandi dimensioni).
Un capitolo importante riguarda i sistemi fonoassorbenti. Pannelli microforati, doghe e lastre con fori o fresature specifiche, abbinati a materassini acustici posti dietro la superficie, contribuiscono a ridurre il riverbero e migliorare il comfort sonoro. In ristoranti, uffici open space, aule e sale riunioni, l’impiego di controsoffitti fonoassorbenti cambia in modo concreto la percezione dell’ambiente, rendendo le conversazioni più chiare e riducendo il rumore diffuso.
Per i controsoffitti ispezionabili, vengono spesso utilizzati sistemi a moduli: pannelli in cartongesso, fibra minerale, metallo o materiali compositi appoggiati o agganciati a una struttura a vista. Queste soluzioni permettono di accedere facilmente agli impianti soprastanti, risultando molto pratiche in uffici, negozi e spazi dove le modifiche agli impianti sono frequenti.
Quanto alle finiture, controsoffitti e contropareti possono essere tinteggiati con pitture opache o satinate, rivestiti con carte da parati, pannelli decorativi in legno, tessuti tesi o elementi tridimensionali. Un controsoffitto bianco opaco si presta a passare completamente in secondo piano, mentre una controparete può diventare protagonista grazie a colori intensi, tagli di luce e materiali in contrasto con il resto della stanza.
La scelta del sistema giusto dipende da molti fattori: altezza disponibile, presenza di impianti, esigenze acustiche, stile dell’arredo, possibilità di manutenzione nel tempo. Valutare queste variabili in fase di progetto permette di trasformare controsoffitti e contropareti da semplici “coperture” a veri strumenti di progettazione degli interni.
HighLight
• Permettono di integrare impianti, illuminazione e passaggi tecnici senza demolire le strutture esistenti.
• Ampia scelta di lastre: standard, idro, antincendio, acustiche, ad alta durezza superficiale.
• Finiture lisce e continue che si tinteggiano come normali pareti e soffitti.
• Possibilità di creare velette, gradini, tagli di luce e volumi decorativi oltre alla semplice “chiusura”.
LowLight
• Riducendo le altezze interne, possono rendere più “bassotti” ambienti già contenuti.
• Le lastre standard sono sensibili all’umidità se utilizzate dove non sono previste.
• Una scelta errata tra lastre normali, idro o REI può creare problemi di prestazioni nel tempo.




