
Materiali e finiture per Elementi tecnici su misura
15 dicembre 2025
Keywords:
Quando si parla di elementi tecnici su misura non si parla solo di estetica, ma di struttura + rivestimento. La parte portante è spesso realizzata in cartongesso, MDF, multistrato o metallo, mentre la superficie finita può essere pitturata, rivestita in laminato, rivestita con pellicole, pannelli decorativi o altri materiali coordinati al resto dell’arredo.
Il cartongesso è la base più diffusa per gole luminose, nicchie, velette e contropareti tecniche. Leggero, modulabile e facilmente rasabile, si presta a integrare faretti, strip LED, bocchette dell’aria, canalizzazioni e botole a filo muro. È la soluzione ideale quando si vuole ottenere superfici lisce e continue, pronte per essere tinteggiate come il resto della parete o del soffitto.
Per elementi soggetti a maggior usura o urti (spalle di passaggi, bancali tecnici, panche integrate, telai di nicchie basse) entrano in gioco MDF e multistrato. Questi materiali, se adeguatamente trattati e verniciati, offrono bordi più robusti e permettono lavorazioni di dettaglio: fresate, gole, spigoli arrotondati, sportelli complanari. In ambienti umidi o in prossimità di bagni e cucine, il multistrato marino o supporti a bassa assorbenza risultano più affidabili.
Gli elementi metallici (profili in alluminio, telai in acciaio, lamiera piegata) trovano posto in situazioni dove servono precisione millimetrica, resistenza meccanica e bordi molto sottili: gole luce, cornici per pannelli ispezionabili, telai per botole filo-parete, profili per grafiche o pannellature modulari. Spesso questi elementi vengono verniciati a polvere o laccati nello stesso colore delle pareti, così da scomparire alla vista, oppure lasciati a contrasto per dare un segno più tecnico.
Sul fronte estetico, gli elementi tecnici possono essere verniciati, rivestiti o mascherati. La verniciatura all’acqua, opaca o satinata, è la scelta più frequente quando si vuole uniformare contropareti, botole e gole al resto dell’ambiente: tutto sembra parte del muro, ma è in realtà ispezionabile. In altri casi si opta per rivestimenti in laminato o pellicole viniliche coordinate a mobili e porte, così che un vano tecnico diventi una sorta di “estensione” dell’arredo.
Non mancano soluzioni più particolari: pannelli acustici tessili integrati in contropareti tecniche, griglie in legno o metallo disegnate su misura, pannelli retroilluminati che nascondono cablaggi, diffusori audio, quadri elettrici o sistemi domotici. Qui il materiale scelto deve garantire un buon compromesso tra estetica, manutenzione e possibilità di smontaggio in caso di bisogno.
La scelta tra cartongesso, MDF, metallo o pannelli compositi non è mai solo una questione di gusto. Dipende da cosa l’elemento tecnico deve fare: sostenere, nascondere, illuminare, assorbire acusticamente, permettere l’accesso agli impianti. Solo partendo da questa funzione è possibile individuare il materiale giusto e la finitura più coerente con lo stile della casa o dell’ufficio.
HighLight
• Permettono di integrare vani tecnici, sportelli, botole e quinte impiantistiche in modo ordinato e coerente.
• Ampia scelta di materiali: cartongesso, MDF, legno, pannelli compositi, lamiera verniciata, reti e griglie tecniche.
• Le finiture possono essere uniformate a pareti, arredi e boiserie, riducendo l’impatto visivo dei componenti tecnici.
• Possibilità di combinare parti cieche e parti a giorno (nicchie, ripiani, griglie) in un unico sistema su misura.
LowLight
• Materiali non adeguati all’ambiente (umidità, urti, calore) possono deteriorarsi rapidamente.
• Finiture troppo delicate rendono più difficile la manutenzione in zone soggette a contatti frequenti.
• L’uso di materiali molto diversi affiancati richiede attenzione per evitare differenze visive e movimenti differenti.






