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Bagno realizzato con piastrelle in tonalità grigio

Materiali e finiture per Piastrelle

5 dicembre 2025

Keywords:
Piastrelle, materiali, finiture, scelta materiali, guida, L'Artificio

Il materiale oggi più utilizzato per pavimenti e rivestimenti è il gres porcellanato. Si tratta di una ceramica a pasta compatta, poco assorbente, resistente all’usura e alle macchie. È adatta a quasi tutti gli ambienti: cucine, bagni, zone giorno, uffici, perfino esterni (se si sceglie la versione giusta). La sua forza è la capacità di imitare moltissimi materiali: pietra, cemento, legno, terrazzo, marmi, metalli, con spessori contenuti e manutenzione semplice.


La ceramica tradizionale da rivestimento (bicottura o monoporosa) è più leggera e leggermente più assorbente, pensata soprattutto per le pareti. Viene spesso usata in bagni e cucine per rivestire fino a una certa altezza o a tutta parete, con formati medio-piccoli o rettangolari. È perfetta dove non servono grandi prestazioni meccaniche, ma si desidera una superficie decorativa facile da pulire.


I mosaici: in versione ceramica, vetro o pietra, permettono di rivestire superfici curve, nicchie, piatti doccia, sedute e dettagli. Sono molto utilizzati in docce, zone wellness, schienali cucina e inserti decorativi. Il formato ridotto e le fughe fitte garantiscono buona presa e, nel caso di pavimenti bagnati, un discreto contributo antiscivolo.


Le pietre naturali (marmi, travertini, ardesie, pietre calcaree) hanno un fascino unico ma richiedono più attenzione: sono materiali vivi, con porosità, venature e caratteristiche proprie che vanno rispettate. Necessitano spesso di trattamenti protettivi, manutenzione più consapevole e scelte mirate a seconda della stanza (non tutte le pietre sono adatte, ad esempio, a cucine molto vissute).


Un aspetto cruciale è la finitura superficiale. Il gres può essere:

  • Naturale / matt, opaco e poco riflettente, ideale per ambienti contemporanei e pavimenti antiscivolo.

  • Lappato o satinato, con una leggera lucentezza che rende l’ambiente più luminoso, mantenendo buona praticità.

  • Lucido / levigato, molto scenografico ma più “delicato” in termini di graffi visibili e scivolosità, quindi da valutare con attenzione in zone a rischio bagnato.

Per gli esterni e le zone bagnate (docce, bordi piscina, ingressi dall’esterno) è importante considerare la classe di scivolosità e scegliere superfici strutturate o antiscivolo, pensate proprio per queste condizioni.


Anche lo spessore incide: formati standard per interni (8–10 mm), lastre grandi e sottili (3–6 mm) da usare spesso come rivestimento o per sovrapposizioni, e gres spessorato (20 mm e oltre) pensato per esterni, terrazze e posa su piedini o su ghiaia.


Infine, la giusta combinazione tra formato, colore e finitura permette di trovare l’equilibrio tra estetica e funzionalità: lastre grandi per spazi moderni e continui, formati piccoli per schemi più dinamici o ambienti classici, tinte neutre dove si vuole uno sfondo che non stanchi nel tempo, soluzioni più decise per zone di carattere.

HighLight

• Il gres porcellanato offre alta resistenza a usura, macchie e urti con manutenzione semplice.
• Ampia scelta di effetti: pietra, cemento, legno, metallo, terrazzo, marmo, tinta unita.
• Formati sottili e grandi lastre permettono sovrapposizioni e soluzioni molto contemporanee.
• Piastrelle specifiche per esterni e zone bagnate garantiscono superfici antiscivolo più sicure.

LowLight

• Alcune pietre naturali richiedono trattamenti e manutenzioni più impegnative rispetto al gres.
• Finiture molto lucide evidenziano di più graffi, aloni e sporco in controluce.
• Non tutte le piastrelle sono adatte indistintamente a pavimento, rivestimento e esterno: la scelta va mirata.

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