
Materiali e finiture per Resine (a rullo)
12 dicembre 2025
Keywords:
La grande famiglia delle resine a rullo comprende prodotti molto diversi tra loro: smalti poliuretanici, epossidici all’acqua, finiture acriliche rinforzate, cicli bicomponenti. Il comune denominatore è la modalità di applicazione – rullo o pennello – e lo spessore contenuto, ma le prestazioni cambiano parecchio.
Le resine epossidiche (spesso bicomponenti) garantiscono alte resistenze meccaniche e chimiche: sono adatte a pavimenti di garage, laboratori, ambienti di lavoro, zone dove ci sono carrelli, auto, attrezzature. Possono essere formulate a solvente o all’acqua; le versioni in dispersione acquosa, sempre più diffuse, permettono una posa con odori e tempi di rientro più gestibili in contesti abitati.
Le resine poliuretaniche offrono buona resistenza all’abrasione e ai raggi UV, aspetto importante in ambienti esposti alla luce diretta o in spazi con ampie vetrate. Sono spesso utilizzate come finiture protettive sopra cicli decorativi (ad esempio sopra resine spatolate o microcementi) o come smalti di finitura su pavimenti e superfici tecniche.
Le finiture acriliche rinforzate e i prodotti monocomponenti ad alte prestazioni rappresentano una via di mezzo interessante per spazi semi-residenziali: cantine, lavanderie, locali hobby, piccoli laboratori domestici. Sono più facili da gestire, ma meno “estreme” nelle prestazioni rispetto a cicli industriali.
Sul piano estetico, le resine a rullo possono essere:
Opache, per un effetto tecnico ma sobrio, che maschera meglio piccoli difetti e sporco.
Satinate, con una leggera riflessione che rende le superfici più “pulite” alla vista.
Lucide, più scenografiche ma anche più “sincere” nel mostrare graffi e imperfezioni.
Esistono versioni antiscivolo, ottenute grazie all’aggiunta di cariche o micrograniglie, particolarmente utili in ambienti umidi, rampe, zone di accesso dall’esterno, aree dove possono essere presenti oli o liquidi. In questi casi si bilancia estetica e sicurezza, evitando superfici troppo “vetrose”.
Un altro criterio di scelta riguarda il tono: resine grigie in varie intensità, beige, colori neutri, ma anche tinte più vivaci (rossi, blu, verdi) per delimitare aree, corsie o semplicemente dare carattere a un ambiente tecnico. In molti casi si scelgono colori pieni, uniformi, che ridisegnano lo spazio in modo netto rispetto al pavimento precedente.
La resina a rullo non è un “colore qualsiasi” da dare sul pavimento: è un sistema composto da fondo, eventuale strato intermedio e finitura, scelto in base al tipo di supporto, all’uso previsto e al risultato estetico desiderato.
HighLight
• Consentono di rinnovare superfici esistenti (piastrelle, massetti, vecchie pavimentazioni) con spessori molto ridotti.
• Disponibili in versioni opache, satinate, antiscivolo e con diverse granulometrie per adattarsi a pavimenti e pareti.
• I cicli a rullo possono combinare fondo, strato intermedio e protettivo trasparente per aumentare resistenza e durata.
• Ottima soluzione per uniformare superfici miste, riducendo visivamente fughe e giunti senza demolizioni importanti.
LowLight
• Rispetto alle resine spatolate hanno meno “profondità” materica e un effetto più pittorico.
• Alcuni cicli sono sensibili a raggi UV e richiedono protettivi specifici in zone molto luminose.
• Non tutti i prodotti sono adatti a carichi molto pesanti o ad ambienti industriali intensivi.







