
Preparazione del supporto per Pavimenti in legno-laminati-spc
7 novembre 2025
Keywords:
La prima fase consiste nella valutazione del sottofondo esistente. Può trattarsi di un massetto cementizio, di un vecchio pavimento in piastrelle, di un parquet da coprire o di solai in legno. Ognuna di queste situazioni richiede accertamenti specifici: planarità, resistenza superficiale, umidità residua, presenza di crepe e movimenti. Nel caso di massetti nuovi, ad esempio, è fondamentale verificare che siano ben stagionati; un’umidità eccessiva può creare gravi problemi soprattutto ai pavimenti in legno.
Per le superfici irregolari o con dislivelli evidenti, spesso viene presa in considerazione una rasatura livellante o un intervento di regolarizzazione. Piccoli avvallamenti o “pance” del massetto possono essere corretti con prodotti autolivellanti, mentre crepe o fessurazioni richiedono interventi mirati con resine, reti o sistemi specifici per contenere i movimenti. L’obiettivo è avere un sottofondo il più possibile planare e stabile, entro le tolleranze previste dai produttori dei pavimenti.
Nel caso di posa su pavimenti esistenti, come piastrelle o vecchi laminati, vengono valutati il grado di adesione al supporto, l’assenza di piastrelle staccate, eventuali scalini o passaggi critici. Se il pavimento esistente è solido e ben ancorato, spesso è possibile posare sopra con l’ausilio di materassini specifici e, se necessario, con rasature leggere per correggere difetti localizzati.
La scelta della sottofondo intermedio varia in funzione del materiale da posare e del tipo di posa (flottante o incollata). Materassini acustici, barriere al vapore, pannelli con caratteristiche specifiche di isolamento e correzione dei piccoli difetti entrano in gioco per migliorare comfort e prestazioni. Nel caso del legno incollato, ad esempio, l’adesivo e la preparazione del massetto assumono un ruolo centrale; per i flottanti in laminato o SPC, invece, la combinazione materassino–incastro è il cuore del sistema.
Non va trascurato l’aspetto dei giunti di dilatazione. In ambienti estesi o in presenza di più stanze collegate, è fondamentale pianificare eventuali giunti tecnici in prossimità di porte, soglie o punti strategici. Questi elementi, se ben studiati, risultano quasi invisibili nell’insieme, ma permettono al pavimento di “lavorare” senza deformarsi.
Una preparazione corretta del supporto evita scricchiolii, movimenti anomali, chiusure forzate sotto le porte e problemi nei punti di contatto con altri materiali. È una fase poco spettacolare, ma da essa dipende la percezione di qualità che il pavimento restituisce ogni giorno.
HighLight
• Un sottofondo ben livellato riduce scricchiolii, movimenti e rotture degli incastri nel tempo.
• La verifica dell’umidità evita problemi di rigonfiamento, imbarcamenti e deformazioni dei pannelli.
• Sottopavimenti e materassini adeguati migliorano comfort acustico e isolamento dal freddo.
LowLight
• Massetti fuori quota o molto irregolari richiedono interventi di rasatura o autolivellante.
• Supporti umidi, non isolati o con risalite possono danneggiare seriamente legno e laminati.
• Ignorare giunti strutturali e fessurazioni del sottofondo può trasferire i movimenti al pavimento finito.




