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Pavimento sopraelevato per uffici

Preparazione del supporto per Pavimenti sopraelevati

10 novembre 2025

Keywords:
Pavimenti sopraelevati, preparazione fondo, primer, umidità, adesione, L'Artificio

La preparazione comincia da un rilievo preciso delle quote. Si misura il livello del sottofondo in più punti, verificando eventuali dislivelli, avvallamenti o pendenze. Questo permette di capire quanto sarà la quota finale del pavimento finito e come si raccorda con altri ambienti, pianerottoli, ingressi, ascensori, serramenti e arredi fissi.


Il sottofondo ideale per un pavimento sopraelevato è solido, planare e pulito. Massetti troppo polverosi, con parti friabili o con vecchi collanti e rivestimenti non ancorati vanno sistemati prima di installare i piedini. In alcuni casi è necessario eseguire una rasatura autolivellante per ridurre al minimo i dislivelli, soprattutto su superfici molto estese.


Un aspetto fondamentale è la gestione dell’umidità. I pavimenti sopraelevati, specie con anima in truciolare, non gradiscono massetti ancora umidi o risalite dal basso. Per questo si effettuano misurazioni dell’umidità residua, si verificano eventuali punti di infiltrazione e, se necessario, si applicano barriere al vapore o primer specifici. In presenza di locali interrati o situazioni critiche, la verifica va fatta con particolare attenzione.


Parallelamente si pianifica la distribuzione degli impianti nel plenum: cavi elettrici, dati, tubazioni HVAC, canalizzazioni. Il pavimento sopraelevato non deve diventare un “contenitore disordinato”, ma un volume organizzato, con passaggi preferenziali, punti di risalita studiati (torrette, box, colonne) e spazi liberi per future modifiche. In questa fase si definiscono anche eventuali passerelle tecniche o supporti aggiuntivi per canaline di grande sezione.


Il sottofondo viene poi pulito accuratamente: polvere, sfridi, residui di cantiere, chiodi o ferri non devono restare nel plenum, perché potrebbero ostacolare la regolazione dei piedini o generare rumori e vibrazioni una volta in esercizio. Una volta posata la struttura, l’accesso all’area sottostante sarà meno immediato, quindi è il momento giusto per fare ordine.


In ambienti dove coesistono pavimenti tradizionali e pavimenti sopraelevati, la preparazione include lo studio dei raccordi di quota: rampe, profili di finitura, soglie, soluzioni a filo con porte e vetrate. È importante evitare scalini imprevisti o stacchi visivi bruschi che penalizzano la percezione di continuità.


Solo dopo aver verificato quote, supporto, umidità e impianti ha davvero senso iniziare a posare piedini e struttura. Saltare questa fase significa caricare sulle regolazioni del sistema problemi che andavano risolti prima, con il rischio di ritrovarsi un pavimento “galleggiante” non perfettamente stabile.

HighLight

• Un rilievo accurato delle quote evita scalini imprevisti a porte, vetrate, corridoi e aree adiacenti.
• La verifica di planarità e coesione del massetto riduce scricchiolii, vibrazioni e microcedimenti futuri.
• Controllare umidità e risalite permette di proteggere pannelli e struttura da problemi nel medio periodo.

LowLight

• Sottofondi polverosi, friabili o non puliti trasferiscono i loro difetti al sistema sopraelevato.
• Una gestione disordinata degli impianti nel plenum complica interventi futuri e può interferire con piedini e travette.

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