
Preparazione del supporto per Piastrelle
24 novembre 2025
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Nel caso di pavimenti, il supporto più comune è il massetto cementizio o autolivellante. Prima di tutto va verificata la planarità: avvallamenti, gobbe, differenze di quota marcate si ripercuoteranno sul rivestimento rigido. Dove necessario, si interviene con rasature o autolivellanti per riportare tutto entro tolleranze accettabili, soprattutto se si stanno utilizzando grandi formati, che tollerano poco i sottofondi irregolari.
La coesione superficiale è altrettanto importante. Massetti polverosi, friabili, con croste superficiali non aderenti vanno consolidati o scarificati. Gli adesivi per piastrelle hanno bisogno di appoggiarsi a un supporto compatto; altrimenti, anche se inizialmente “tiene”, con il tempo possono comparire distacchi.
Un capitolo delicato è quello dell’umidità residua. Massetti giovani contengono ancora molta acqua di costruzione; procedere con la posa troppo presto aumenta il rischio di efflorescenze, rigonfiamenti e distacchi, soprattutto se sopra si utilizzano materiali poco traspiranti come gres di grande formato e colle ad alte prestazioni. La misurazione dell’umidità residua e il rispetto dei tempi minimi di asciugatura sono passaggi tecnici ma fondamentali.
Nel caso di posa su piastrelle esistenti, il supporto deve essere verificato con cura: piastrelle staccate, vuote o con suono anomalo vanno rimosse e ripristinate. La superficie lucida viene irruvidita meccanicamente o trattata con primer di adesione specifici, in modo che la nuova colla possa ancorarsi correttamente.
Per i rivestimenti verticali, il supporto può essere intonaco tradizionale, cartongesso idoneo, vecchie piastrelle. Anche qui valgono le stesse regole: stabilità, assenza di parti in distacco, planarità sufficiente. Intonaci deboli, “sfarinanti” o troppo irregolari richiedono rasature, consolidanti e correttivi prima di poter ospitare un rivestimento ceramico.
In zone umide come docce, box, pareti a contatto con acqua, la preparazione include spesso l’utilizzo di guaine o sistemi impermeabilizzanti sotto piastrella, soprattutto se le strutture sono leggere o se sotto l’ambiente ci sono locali sensibili. Questo passaggio riduce il rischio che eventuali micro fessurazioni delle fughe o punti critici causino infiltrazioni nel tempo.
Anche la progettazione delle pendenze (piatti doccia in opera, terrazzi, balconi) rientra nella preparazione del supporto: l’acqua deve defluire correttamente verso gli scarichi, evitando ristagni. Una volta posate le piastrelle, correggere una pendenza sbagliata diventa molto complesso.
HighLight
• Un sottofondo piano e compatto riduce il rischio di piastrelle “vuote” e fughe che si fessurano.
• La verifica dell’umidità residua evita rigonfiamenti, efflorescenze e distacchi nel tempo.
• Rasature e primer corretti migliorano l’adesione su massetti, intonaci e vecchie piastrelle.
• Pendenze studiate prima della posa garantiscono corretto deflusso dell’acqua in docce, balconi e terrazzi.
LowLight
• Saltare la preparazione o “adattarla” in cantiere compromette anche materiali di alta qualità.
• Supporti inquinati da oli, cere o vecchi collanti possono creare zone di distacco difficili da prevedere.
• Errori nelle pendenze diventano complessi da correggere una volta posate le piastrelle.





