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Pavimento in resina

Preparazione del supporto per Resine materiche (a spatola)

22 ottobre 2025

Keywords:
Resine materiche (a spatola), preparazione fondo, primer, umidità, adesione, L'Artificio

Prima di applicare una resina materica a spatola, il supporto deve essere valutato con attenzione. Pareti, massetti, vecchie piastrelle, cartongesso o pannelli in fibra: ogni base ha reazioni diverse e richiede interventi mirati. Una parete leggermente crepata non si comporta come un massetto non stagionato o come una vecchia finitura lucida e poco ancorata.


La prima operazione consiste sempre nell’individuare eventuali criticità strutturali: crepe passanti, distacchi di intonaco, zone umide, rigonfiamenti. Se questi problemi non vengono affrontati in modo corretto, la resina tende a copiare i difetti del supporto, oppure a fessurarsi in corrispondenza dei punti deboli. Nei casi più problematici è necessario intervenire con rasature armate, rifacimenti localizzati o prodotti specifici per il trattamento dell’umidità.


Segue la fase di pulizia e preparazione meccanica. Vecchie pitture sfarinanti, residui di colla, polveri e sporco devono essere rimossi. Su pavimenti esistenti e piastrelle è spesso opportuno eseguire una leggera sgrossatura meccanica per migliorare l’adesione degli strati successivi. L’obiettivo è ottenere una superficie pulita, stabile, con assorbimento il più possibile uniforme.


Entra quindi in gioco il sistema di primer e strati di fondo. Primer specifici per supporti assorbenti, promotori di adesione per piastrelle o superfici lisce, fondi epossidici o acrilici con cariche minerali: ogni ciclo di resina prevede una sequenza studiata per creare la base ideale al rivestimento materico. In questa fase si correggono piccole irregolarità e si comincia a uniformare visivamente la superficie, riducendo il rischio di aloni e macchie.


Un aspetto spesso sottovalutato è la gestione dei tempi. Massetti non ancora asciutti, intonaci troppo freschi, interventi eseguiti in ambienti freddi e umidi possono alterare la polimerizzazione dei prodotti. È quindi importante rispettare i tempi tecnici tra una mano e l’altra, assicurandosi che le condizioni climatiche (temperatura, umidità, ricambi d’aria) siano compatibili con le indicazioni dei produttori.


Una resina materica a spatola ben riuscita è la somma di queste attenzioni preliminari. Il cliente finale vede solo la finitura, ma la vera affidabilità del sistema si costruisce nelle fasi precedenti: analisi del supporto, correzione dei difetti, primer adeguati e rispetto dei tempi di asciugatura.

HighLight

• Una preparazione accurata riduce notevolmente il rischio di fessurazioni e distacchi nel tempo.
• La correzione di crepe, giunti e differenze di assorbimento permette alla resina di lavorare in modo uniforme.
• L’uso di primer e rasanti specifici garantisce un’adesione migliore su supporti diversi (massetti, piastrelle, intonaci).

LowLight

• Può richiedere più passaggi rispetto ad altre lavorazioni, soprattutto su fondi vecchi o irregolari.
• Supporti instabili, umidi o con movimenti strutturali non gestiti possono vanificare anche un buon ciclo.
• Saltare o comprimere la fase di preparazione porta spesso a difetti che emergono solo dopo qualche mese.

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