
Preparazione del supporto per Velette e Cornici Decorative
17 ottobre 2025
Keywords:
La preparazione parte da un controllo accurato di soffitti e pareti. In corrispondenza del perimetro, dove verranno fissati profili, staffe o cornici, si verifica che l’intonaco sia sano: nessun rigonfiamento, nessun suono “a vuoto” picchiettando, nessuna pittura che si sfoglia. Eventuali parti degradate vengono rimosse, ristuccate e rasate, in modo da ottenere una base compatta.
Gli angoli tra parete e soffitto vengono controllati anche dal punto di vista geometrico. Fuori squadro marcati o differenze di quota importanti richiedono correzioni: a volte si preferisce lavorare con velette che “rettificano” visivamente il perimetro, altre volte si lavora di rasature per ridurre il più possibile le irregolarità prima di applicare cornici e profili. Questo passaggio è particolarmente importante negli ambienti moderni, dove linee e luci radenti evidenziano ogni differenza.
Per le velette in cartongesso, la preparazione comprende la definizione di punti di ancoraggio solidi nel soffitto e nelle pareti. Sui solai in laterocemento o calcestruzzo si utilizzano tasselli idonei; su strutture in cartongesso o controsoffitti esistenti è spesso necessario intercettare la sottostruttura metallica o prevedere rinforzi aggiuntivi. Una veletta progettata senza valutare dove “scarica” il suo peso rischia di fessurare o vibrare nel tempo.
Nel caso delle cornici adesive (poliuretano, polistirene, gesso incollato), la pulizia del supporto è fondamentale. Polvere, grassi, vecchie pitture lucide o smalti troppo compatti riducono drasticamente l’adesione. Per questo è importante carteggiare leggermente le zone di appoggio, rimuovere il pulviscolo, applicare eventualmente un primer o fissativo compatibile con la colla utilizzata, e solo dopo procedere con l’incollaggio.
Se lungo il perimetro del soffitto sono presenti impianti elettrici, cassonetti avvolgibili, tubazioni o altre interferenze, la preparazione include la loro mappatura e, se necessario, il loro spostamento o la loro integrazione nel progetto. Non basta “coprire”: serve sapere dove passano i cavi, dove si troveranno i futuri punti luce e come si accederà a eventuali componenti che dovranno essere ispezionati.
Infine, per ambienti soggetti a umidità o movimenti, come mansarde, bagni o edifici datati, la preparazione comporta una valutazione del rischio di microfessurazioni. L’utilizzo di nastri di armatura, stucchi elastici nelle zone di giunzione e cicli di pittura adeguati riduce la probabilità che, dopo poco tempo, compaiano cavillature lungo la linea delle cornici o delle velette.
HighLight
• Un supporto ben verificato garantisce ancoraggi sicuri a pareti e soffitti nel tempo.
• La pianificazione di passaggi cavi, tende e punti luce evita tagli e fori aggiunti dopo la posa.
• La verifica delle quote aiuta a mantenere allineati infissi, mobili su misura, gole luminose e ribassamenti.
LowLight
• Pareti fuori piombo, intonaci deboli o solai irregolari richiedono spesso più lavoro preliminare.
• Errori nella definizione delle quote possono tagliare visualmente finestre o creare “scalini” indesiderati.








