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Mobile in fase di restauro

Recupero di decorazioni storiche e cornici

17 novembre 2025

Keywords:
Restauri, decorazioni storiche, cornici, modanature, recupero, L'Artificio

Le facciate esterne richiedono un approccio a strati. Dopo la rimozione del debolmente aderente e il ripristino degli intonaci, vengono eseguite rasature più o meno estese, armature nei punti critici e, se necessario, lavorazioni che riprendono la grana e l’aspetto originario dell’intonaco (rasature frattazzate, rigate, spatolate, ecc.). La scelta del ciclo di finitura tiene conto della traspirabilità richiesta, delle condizioni climatiche e dell’esposizione allo smog.


Negli interni storici o in abitazioni con finiture di pregio, le tecniche diventano più raffinate. È spesso necessario lavorare con prodotti a calce, velature sottili, pigmenti naturali, cercando di rispettare il più possibile la lettura originaria dei muri. Dove esistono decorazioni sottostanti o stratificazioni interessanti, può essere valutata la possibilità di recuperarle in parte, anziché coprirle definitivamente.


Il restauro del legno (persiane, infissi, portoni) prevede una sequenza precisa: sverniciatura o carteggiatura profonda, riparazione di parti degradate, eventuale sostituzione di elementi irrimediabilmente compromessi, trattamenti antitarlo se necessari, consolidamento e nuove finiture. Gli spigoli non vengono “affilati” in modo innaturale, ma si cerca di preservare il carattere degli elementi originali, eliminando solo il degrado funzionale.


Un aspetto importante è la gestione delle differenze tra vecchio e nuovo. Nelle zone dove l’intonaco è stato rifatto o il legno sostituito, il rischio è creare stacchi troppo evidenti. Tecniche di velatura, spatolate sottili, micro-stucchi cromatici e piccoli passaggi di invecchiamento controllato permettono di accompagnare queste transizioni, rendendo l’insieme più armonico pur mantenendo leggibile, quando richiesto, la storia dell’edificio.


Le decorazioni e cornici vengono trattate con particolare delicatezza. Rimozioni meccaniche troppo aggressive possono cancellare dettagli che non torneranno più; per questo spesso si preferiscono interventi graduali: puliture con prodotti specifici, micro-stuccature, reintegrazioni puntuali, ritocchi cromatici che restituiscono leggibilità senza creare un effetto “nuovo finto antico”.


In tutti questi casi la tecnica non è mai fine a sé stessa: serve a trovare un equilibrio tra conservazione, sicurezza, estetica e funzionalità. Un restauro professionale è riconoscibile proprio da questo equilibrio, non da un “effetto nuovo” uniforme che cancella la storia dell’edificio.

HighLight

• Interventi localizzati permettono di salvare il più possibile del materiale originale, sostituendo solo il necessario.
• Tecniche di ripristino stratificate (rinzaffi, intonaci compatibili, rasature, finiture) ricostruiscono correttamente la sezione della parete.
• È possibile integrare nuovi materiali “in tono” con l’esistente, senza stacchi netti tra vecchio e nuovo.
• Metodi poco invasivi riducono il rischio di danneggiare ulteriormente supporti fragili o decorazioni esistenti.

LowLight

• Interventi troppo aggressivi (sabbiature pesanti, demolizioni non selettive) possono compromettere irreversibilmente l’originale.
• Lavorazioni lente e a piccoli passi incidono sui tempi di cantiere rispetto a un semplice rifacimento totale.
• Rimediare a vecchi interventi sbagliati è spesso più complesso che lavorare su superfici mai toccate.

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