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Operatore che restaura il legno

Restauro del legno: trattamenti e protezioni

10 settembre 2025

Keywords:
Restauri, restauro legno, persiane, impregnanti, protezione, L'Artificio

Dopo un restauro importante, la manutenzione programmata è la miglior alleata della durata. Facciate, cornici, persiane e interni non vanno abbandonati fino al prossimo grande cantiere, ma monitorati con controlli periodici. Piccole crepe, distacchi localizzati, primi segni di sfogliamento della pittura o di degrado del legno sono molto più semplici da gestire se affrontati subito.


Per le facciate tinteggiate, ad esempio, controlli visivi ogni pochi anni permettono di individuare zone più esposte allo smog, all’acqua o al sole. In questi punti può essere sufficiente un intervento di lavaggio delicato e un ripristino parziale della finitura, senza dover ricorrere a ponteggi estesi su tutta la facciata. Idrorepellenti e protettivi applicati al momento del restauro possono essere rinnovati periodicamente per mantenere la loro efficacia.


Gli elementi in legno richiedono cicli di manutenzione regolari, soprattutto in presenza di forte esposizione solare o condizioni climatiche severe. Controllare ogni 2–3 anni lo stato di persiane e infissi, valutando se è sufficiente un leggero carteggio con mano di finitura oppure se è necessario un intervento più deciso, evita di arrivare a situazioni di degrado avanzato, in cui la sostituzione di parti diventa inevitabile.


Negli interni restaurati, la manutenzione è spesso più legata alle abitudini quotidiane che a fattori esterni. L’uso di detergenti compatibili con le pitture e i materiali scelti, l’attenzione a non urtare costantemente le pareti con arredi e oggetti, l’eventuale ritocco di piccole zone con prodotti coerenti al ciclo originale mantengono l’insieme ordinato senza stravolgere l’intervento precedente.


È utile anche stabilire priorità: alcune zone sono più delicate o più esposte (cornici marcapiano, spigoli, elementi decorativi sporgenti, parti basse soggette a urti), altre sono meno critiche. Conoscere queste differenze permette di concentrare tempo e budget dove servono davvero, senza interventi “a pioggia” poco mirati.


Vivere un edificio restaurato con consapevolezza significa accettare che il tempo continuerà comunque a lasciare segni, ma decidere di gestirli in modo controllato. In questo modo si evita di arrivare a restauri d’urgenza e si trasforma la manutenzione in una serie di piccoli gesti programmati, molto più sostenibili sul lungo periodo.

HighLight

• Una manutenzione programmata evita di tornare a situazioni di degrado avanzato in pochi anni.
• Controlli periodici permettono di intercettare subito piccole fessurazioni, sali o distacchi prima che si estendano.
• Pulizie e lavaggi con prodotti adeguati mantengono leggibili le finiture senza aggredire il supporto restaurato.

LowLight

• Trattare le superfici restaurate come rivestimenti “normali” (prodotti aggressivi, urti, lavaggi pesanti) ne accelera il degrado.
• Se la manutenzione viene trascurata, si rischia di vanificare parte del lavoro fatto durante il restauro.

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