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Dettaglio specchio in legno

Restauro facciate: analisi del supporto

10 ottobre 2025

Keywords:

Restauri, rasature, stuccature, interni, ripristino, L'Artificio

Nel campo dei restauri il materiale sbagliato, anche se di ottima qualità, può creare più danni che benefici. Per questo la scelta parte sempre dall’analisi del supporto esistente: vecchi intonaci a calce, cementizi, mattoni a vista, pietra naturale, legno vecchio, decorazioni storiche. Ogni supporto ha le sue esigenze e reagisce in modo diverso a umidità, sbalzi termici e prodotti applicati in passato.


Per gli intonaci storici a calce, ad esempio, vengono privilegiati cicli compatibili: malte e rasanti a calce idraulica o naturale, traspiranti, con moduli elastici simili a quelli dell’intonaco originale. L’obiettivo non è “cementare” tutto, ma rispettare la capacità del muro di respirare e dilatarsi. Su supporti più recenti, cementizi o misti, possono entrare in gioco rasanti tecnici e malte fibrorinforzate, utili per ristabilire coesione e resistenza nelle zone più degradate.


Le pitture da restauro non sono semplici “colori da facciata”. Idrosiliconiche, silossaniche, ai silicati, a calce: ogni famiglia ha caratteristiche precise in termini di traspirabilità, idrorepellenza e resistenza allo sporco. Su edifici storici o di pregio si tende a usare prodotti più minerali e opachi, che rispettano la lettura dell’intonaco; su condomìni o edifici recenti si possono valutare cicli più tecnici, con maggiore resistenza alle intemperie e allo smog.


Per gli elementi in legno (persiane, infissi, portoni) vengono utilizzati impregnanti, fondi consolidanti e finiture protettive specifiche, scelti in base allo stato del supporto e all’esposizione. In contesti di restauro si dà spesso priorità a cicli che preservano il più possibile il legno esistente, evitando di creare strati troppo rigidi che, col tempo, potrebbero sfogliare.


Non vanno dimenticati i protettivi finali: idrorepellenti traspiranti per pietra e intonaci faccia vista, velature uniformanti, cere e finiture opache o semi-lucide. Questi prodotti aiutano a proteggere le superfici dal degrado precoce, rendendo più semplice la manutenzione e il futuro ripristino.

HighLight

• Permettono di lavorare con cicli specifici per supporti vecchi, deboli o già più volte riverniciati.
• Prodotti compatibili (a calce, ai silicati, acrilici specifici, consolidanti, ecc.) riducono il rischio di distacchi nel tempo.
• Finiture studiate per il restauro aiutano a rispettare l’aspetto originale mantenendo però prestazioni moderne.
• Possibilità di intervenire in modo diverso su zone storiche, parti rifatte e nuovi inserimenti mantenendo un linguaggio coerente.

LowLight

• Non tutti i materiali moderni sono compatibili con supporti storici o molto vecchi: la scelta va sempre valutata.
• Alcune finiture da restauro hanno costi superiori rispetto a cicli standard da nuova costruzione.
• In presenza di vecchie pitture sconosciute servono prove e test preliminari prima di decidere il ciclo definitivo.

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