
Sistemi anticaduta e DPI per i lavori in quota
24 novembre 2025
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La protezione dall’eventuale caduta si basa su tre pilastri: prevenire l’accesso a zone pericolose, intercettare la caduta prima che avvenga e limitare le conseguenze se la caduta dovesse comunque innescarsi. Da qui derivano i diversi tipi di sistemi anticaduta e DPI.
I parapetti, i ponteggi correttamente montati e le protezioni collettive sono il primo livello. Se gli impalcati sono chiusi da tavole fermapiede, correnti intermedi e correnti superiori, la probabilità che qualcuno possa cadere si riduce drasticamente. Per questo motivo, laddove possibile, la priorità viene data alle protezioni collettive: proteggono tutti senza affidarsi esclusivamente al comportamento del singolo.
Quando questo non è sufficiente, entrano in gioco i sistemi di trattenuta e arresto caduta: linee vita, ancoraggi certificati, imbracature, cordini con assorbitore di energia, dispositivi retrattili. Una corretta progettazione stabilisce dove installare i punti di ancoraggio, quale sia il percorso di lavoro previsto e come limitare il più possibile i fattori di caduta (altezza di caduta libera, presenza di ostacoli, effetto pendolo). Non si tratta solo di “mettere la corda”, ma di studiare la configurazione giusta per quello specifico scenario.
Gli imbraghi devono essere scelti, regolati e controllati con cura. Taglie sbagliate, cinghie non regolabili, fibbie allentate o punti di ancoraggio non utilizzati correttamente rendono inefficace il sistema. Una verifica periodica dei DPI, la registrazione delle revisioni e la sostituzione di elementi invecchiati o danneggiati fanno parte della gestione ordinaria, non di interventi straordinari.
I caschi da cantiere per lavori in quota, con sottogola correttamente allacciato, sono un altro tassello spesso sottovalutato. Nei lavori in altezza il rischio non è solo la caduta di oggetti dall’alto, ma anche la possibilità che, in caso di scivolata o urto, il casco si stacchi se non fissato.
Formazione e addestramento chiudono il cerchio: anche il miglior sistema anticaduta è inutile se chi lo usa non è in grado di capire quando è in sicurezza e quando no. Sapere come agganciarsi, come spostare il punto di ancoraggio, come comportarsi in presenza di linee vita temporanee o fisse è parte integrante della professionalità di chi lavora in quota.
Un cantiere che utilizza correttamente sistemi anticaduta e DPI non è solo più sicuro: comunica serietà a committenti, vicini e istituzioni, e fa capire che il lavoro non viene imposto a scapito delle persone che lo svolgono.
HighLight
• Una valutazione preventiva dei rischi consente di scegliere il metodo di lavoro più sicuro per ogni situazione.
• La pianificazione di accessi, vie di fuga e punti di ancoraggio riduce improvvisazioni e manovre pericolose.
• Procedure chiare e condivise aiutano ogni membro della squadra a sapere esattamente cosa fare e dove muoversi.
• L’organizzazione del cantiere (depositi, aree interdette, percorsi pedonali) tutela sia chi lavora che chi transita sotto.
LowLight
• Una valutazione sommaria o “di facciata” tende a sottostimare rischi reali, soprattutto in contesti complessi.
• Cambi in corso d’opera non aggiornati nelle procedure possono rendere vecchie istruzioni non più adeguate.
• La mancanza di comunicazione tra imprese diverse che lavorano nello stesso sito aumenta il rischio di interferenze.





