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Tecniche di posa professionale per Elementi tecnici su misura

17 settembre 2025

Keywords:
Elementi tecnici su misura, posa, tecnica applicazione, attrezzi, cantiere, L'Artificio

La posa inizia con il tracciamento delle linee sul supporto: quote orizzontali, verticali, assi centrali di nicchie e gole, allineamenti rispetto a porte, finestre, mobili fissi. Livelli laser e misurazioni ripetute consentono di impostare la struttura in modo che, a lavoro finito, tutto risulti coerente: l’elemento tecnico non deve sembrare “appeso” a caso, ma integrato nel disegno complessivo della stanza.


La struttura portante viene assemblata con profili metallici, telai in legno o strutture miste, a seconda del tipo di elemento. Per contropareti e volumi importanti si usano orditure in montanti e guide; per gole luce e botole si ricorre spesso a profili più piccoli, specifici per creare recessi, rientranze e spigoli vivi. L’obiettivo è ottenere uno scheletro rigido, privo di flessioni, in grado di supportare lastre, pannelli e carichi applicati.


Nei sistemi a botola filo-muro e pannelli ispezionabili, la precisione è ancora più critica. I telai devono essere perfettamente in squadra, gli sportelli regolati in altezza e profondità, le cerniere allineate. Se si lavora con botole magnetiche o sistemi a scatto, è importante verificare più volte apertura e chiusura prima di procedere a rasatura e pittura, così da correggere subito eventuali giochi o sfregamenti.


La posa delle lastre di rivestimento (cartongesso, pannelli MDF, pannelli tecnici) avviene curando giunti e tagli in corrispondenza di nicchie, gole e sportelli. In queste zone, piccoli errori si vedono molto: spigoli storti, fughe disallineate, luce che “scappa” dove non dovrebbe. Per questo è frequente l’uso di dime, squadre e profili di finitura che garantiscono linearità e continuità visiva.


Quando gli elementi tecnici integrano illuminazione, l’installazione deve dialogare con elettricisti e progettisti luce. Gole per strip LED, cassonetti luminosi, incisioni a soffitto e parete richiedono quote precise, passaggi per cavi adeguati e spazi di dissipazione del calore. Prima di chiudere definitivamente le strutture, è opportuno eseguire prove di accensione e controlli sui cablaggi, per evitare di dover riaprire in un secondo momento.


La fase di rasatura e finitura ha il compito di cancellare le tracce dell’intervento, lasciando visibili solo le funzioni: una linea d’ombra, una fessura di luce, un pannello perfettamente complanare. Giunti tra pannelli, angoli e arredi, raccordi con pavimenti e soffitti vanno rifiniti con cura, carteggiati e controllati in luce radente per evitare “onde” e imperfezioni evidenti.


Un elemento tecnico su misura ben posato non attira l’attenzione perché stona, ma perché fa percepire l’ambiente come più ordinato, pulito e funzionale, anche se a colpo d’occhio non si capisce subito dove passa un cavo o dove è nascosto un vano tecnico.

HighLight

• Strutture ben progettate consentono aperture a pressione, sportelli filo-muro e pannelli rimovibili senza viti a vista.
• L’integrazione di botole ispezionabili garantisce accesso rapido a quadri, collettori e componenti impiantistici.
• Giunzioni ben studiate e allineamenti precisi rendono l’elemento tecnico quasi indistinguibile dalle pareti.
• Lavorare per moduli facilita eventuali sostituzioni future di singole parti senza rifare l’intero sistema.

LowLight

• Meccanismi di apertura scadenti o sottodimensionati si usurano rapidamente e perdono funzionalità.
• Errori nella squadratura o nelle tolleranze possono far strusciare sportelli e pannelli, compromettendo l’uso quotidiano.
• Fissaggi improvvisati o non coerenti con il peso reale rischiano di cedere nel tempo.

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