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Quadro realizzato con moss e piante stabilizzate

Tecniche di posa professionale per Pareti verticali

7 novembre 2025

Keywords:
Pareti verticali, posa, tecnica applicazione, attrezzi, cantiere, L'Artificio

Una volta preparato il supporto, la posa della parete verticale segue una logica precisa. Il primo passo è un disegno in pianta e in prospettiva, i punti focali (ingresso, reception, divano, scrivania), eventuali tagli attorno a porte, televisori, loghi aziendali. La parete verde non è un tappeto da srotolare, o una carta da parati, ma un elemento progettato che deve dialogare con ciò che lo circonda.


Passiamo poi al fissaggio dei pannelli o dei telai, questo in base ai supporti presenta diverse soluzioni, ad esempio sistemi a ganci, profili perimetrali, pannelli avvitati e soluzioni magnetiche. Ogni sistema ha i suoi utilizzi, in ambienti dove è probabile dover accedere a ispezioni interne possono essere utili moduli facilmente smontabili, mentre in altri contesti sono preferibili pannelli più stabili e definitivi.


Entriamo nel dettaglio della gestione delle giunte: è importante saper accostare due pannelli di moss per non vedere stacchi netti, come si miscelano manualmente ciuffi di muschio per cancellare la linea di giunta e come integrare piante artificiali per evitare ripetizioni troppo regolari. Qui l’occhio artigiano è fondamentale, si tratta spesso di togliere, spostare, integrare per ottenere un risultato naturale.


Un paragrafetto è dedicato alle zone critiche: prese elettriche, pulsanti, tv a parete, nicchie, angoli sporgenti o rientranti. Bisogna tener conto dei tagli precisi, come rifinire i bordi del moss attorno a questi elementi e come si mantenere accessibili prese e comandi senza rovinarne l’estetica.


Raccontiamo infine l’ultimo controllo di insieme: distanza di osservazione, correzione di eventuali vuoti, ridefinizione di qualche ciuffo di verde per bilanciare visivamente la composizione. Una parete verticale ben posata deve risultare naturale, senza moduli a vista e senza punti dove il rivestimento sembra tirato o troppo compresso.


Chiudiamo sottolineando un aspetto spesso dimenticato: la posa pulita. Una buona installazione prevede protezioni adeguate, gestione di polveri e residui minimi e riconsegna di un ambiente ordinato, pronto per essere vissuto e fotografato appena terminati i lavori.

HighLight

• Un sistema di irrigazione ben progettato garantisce apporti d’acqua costanti e controllati alle piante.
• Strutture modulari ben ancorate permettono ispezioni e interventi senza demolire la parete.
• La corretta stratigrafia (supporto, pannelli, substrato, piante) migliora stabilità e durata dell’impianto.
• L’integrazione con sensori e centraline semplifica la gestione in ambienti poco presidiati.

LowLight

• Installazioni improvvisate, senza una logica d’irrigazione e drenaggio, aumentano il rischio di marciumi e perdite.
• La complessità degli impianti può richiedere la presenza di tecnici qualificati in caso di guasti.
• Errori nella densità di piantumazione portano a zone troppo piene e altre spoglie nel giro di pochi mesi.

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