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Pavimento in resina per esterni in tonalità cotto

Tecniche di posa professionale per Resine (a rullo)

30 ottobre 2025

Keywords:
Resine (a rullo), posa, tecnica applicazione, attrezzi, cantiere, L'Artificio

Una posa professionale inizia dal controllo delle condizioni ambientali: temperatura e umidità dell’aria e del supporto devono rientrare nei valori indicati dal produttore. Temperature troppo basse rallentano la polimerizzazione, mentre ambienti troppo caldi o ventilati rischiano di accelerare eccessivamente l’asciugatura, con possibili difetti di film.


I prodotti bicomponenti vanno miscelati con precisione, rispettando pesi o volumi indicati. Rapporti sbagliati compromettono durezza, adesione e resistenza chimica del rivestimento. Dopo la miscelazione è necessario rispettare i tempi di induzione, quando previsti, e lavorare entro il tempo di vita utile (pot life) del materiale, senza “allungarlo” quando ha già iniziato a indurire.


L’applicazione a rullo avviene in più mani, con consumi ben definiti. La prima mano viene stesa in modo uniforme, seguendo un andamento incrociato (prima in un senso, poi nell’altro), evitando accumuli e pozzette. Il rullo scelto – pelo corto, medio, specifico per resine – influisce sull’aspetto finale: una rullata corretta riduce le “pennellate” e aiuta a ottenere una superficie regolare.


Tra una mano e l’altra è importante rispettare i tempi di sovraverniciabilità: applicare la mano successiva troppo presto può intrappolare solventi o acqua, troppo tardi può ridurre l’adesione interstrato, specie nei prodotti che formano film molto compatti. In alcuni casi, se vengono superate certe finestre temporali, è necessaria una leggera carteggiatura o un’accurata pulizia prima di procedere.


Quando la resina a rullo prevede una finitura antiscivolo, la tecnica cambia: talvolta si spolvera quarzo sulla mano fresca e si sigilla con uno strato successivo; altre volte si utilizza direttamente una finitura additivata con micrograniglie. In entrambi i casi la distribuzione deve essere uniforme, per evitare zone lisce accanto a zone troppo ruvide.


Particolare attenzione va posta alle zone di bordo: giunti, risvolti su parete, ingressi, attacchi a pavimenti diversi. In corrispondenza di portoni e serrande, ad esempio, è utile studiare bene il punto di stacco del ciclo, per evitare che ruote e cingoli lavorino proprio sul bordo del film resinoso, favorendone il distacco.


Una posa curata si riconosce dalla regolarità dell’aspetto: niente “pozze” lucide e zone povere, nessun distacco in corrispondenza di crepe non trattate, nessun marcato effetto “a pelle d’arancia” dove non previsto. La resina diventa una superficie continua, tecnicamente efficace e leggibile come un vero rivestimento, non come una vernice improvvisata.

HighLight

• La stesura a rullo permette di coprire superfici medio-grandi in tempi relativamente contenuti.
• Lavorare “bagnato su bagnato” in porzioni ben studiate riduce segni di ripresa e differenze di assorbimento.
• La scelta del rullo (pelo, densità, formato) influenza molto la texture finale: più liscia o più “bucciata”.
• Cicli corretti a più mani creano uno strato uniforme, senza zone troppo cariche o troppo povere di prodotto.

LowLight

• Movimenti disomogenei o rulli sbagliati possono lasciare aloni, righe e sovrapposizioni evidenti in controluce.
• Condizioni climatiche non adatte (troppo caldo, troppo freddo, molta umidità) rendono più difficile lavorare senza difetti.

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