
Tecniche di posa professionale per Tinteggiature
3 novembre 2025
Keywords:
La prima scelta riguarda la diluizione delle pitture. Prodotti troppo densi rischiano di lasciare rullate marcate e consumo esagerato; pitture troppo diluite coprono meno e richiedono mani aggiuntive. Le indicazioni del produttore rappresentano un buon punto di partenza, da adattare leggermente in base al supporto e allo strumento utilizzato (rullo/pennello).
La tinteggiatura procede di solito in due o più mani, dopo il fondo, soprattutto quando si passa da colori scuri a chiari o quando si usano tinte intense. La prima mano ha spesso funzione di “base coprente” e va stesa in modo uniforme, senza preoccuparsi eccessivamente di piccole differenze; la seconda (e, se necessario, la terza) uniformano il colore e cancellano le rullate.
La scelta del rullo è importante: rulli a pelo corto per superfici lisce e finiture più tese, pelo medio per intonaci leggermente ruvidi, rulli con caratteristiche specifiche per smalti murali o prodotti particolari. L’applicazione avviene con movimenti incrociati: si stende il prodotto in una direzione e si finisce “tirando” leggermente nel verso opposto, per uniformare.
I tagli a pennello lungo spigoli, battiscopa, infissi e elementi architettonici vanno coordinati con il lavoro a rullo: tagliare troppo anticipo e poi tornare a rullare su pittura già asciutta può creare stacchi visibili. Una buona tecnica prevede di procedere per fasce, tagliando e rullando a distanza di tempo ridotta, così da mantenere sempre un buon “bagnato su bagnato”.
Quando si lavora con colori intensi o molto scuri, aumenta l’attenzione a eventuali riprese e sovrapposizioni. In questi casi spesso è opportuno utilizzare fondi pigmentati o prodotti specifici per colori pieni, che riducono il rischio di aloni e differenze di tono. Anche l’illuminazione del cantiere incide: una buona luce uniforme permette di vedere subito eventuali difetti.
Su soffitti e grandi superfici, la disposizione delle giunzioni tra rullate e la direzione di lavoro rispetto alla fonte di luce (finestre, portefinestre) diventano cruciali. Lavorare “con la luce” aiuta a mascherare rullate e passaggi; lavorare contro luce, senza un minimo di esperienza, rischia di evidenziare strisce e sovrapposizioni.
Oltre alla tecnica pura, è fondamentale rispettare i tempi di asciugatura tra una mano e l’altra. Forzare i tempi, soprattutto in ambienti umidi o freddi, può portare a difetti di film, differenze di brillantezza o rimozione parziale dello strato sottostante durante l’applicazione della mano successiva.
Una tinteggiatura professionale si riconosce da pareti uniformi, senza macchie più lucide o più opache, senza aloni in corrispondenza delle riprese, con spigoli netti e tagli puliti attorno a serramenti, battiscopa e punti luce. Dettagli che, nel complesso, fanno percepire lo spazio più curato e armonico.
HighLight
• Diluizioni corrette e numero di mani adeguato garantiscono copertura uniforme e colore stabile.
• L’uso combinato di rulli e pennelli permette tagli puliti su spigoli, battiscopa, infissi e punti luce.
• Lavorare con una buona luce di cantiere aiuta a individuare subito aloni e rullate irregolari.
• Rispettare i tempi di asciugatura tra una mano e l’altra evita differenze di brillantezza e difetti di film.
LowLight
• Tagli a pennello troppo anticipati o troppo distanti dal rullo lasciano “cornici” visibili sulle pareti.
• Movimenti disomogenei, rulli sbagliati o pigmenti mal miscelati causano strisce e macchie difficili da correggere.
• Applicare nuove mani su pittura ancora umida può sollevare lo strato sottostante e rovinare la finitura.







