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- Persiana in legno in fase di restauro | L'artificio
< Back Preparazione del legno e cicli di verniciatura per esterno 5 gennaio 2026 Keywords: Persiane e scuri in legno, verniciatura esterna, impregnanti, fondi, cicli protettivi, L'Artificio Prima di pensare al colore, una persiana in legno va preparata in profondità . La superficie deve essere asciutta, pulita, priva di polvere, residui di vecchie vernici incoerenti, grassi, cere o contaminanti. Carteggiature progressive, aspirazione accurata e, dove serve, sverniciature mirate riportano il supporto a una condizione in cui i nuovi prodotti possano ancorarsi realmente. In caso di legno nuovo, la preparazione punta a smussare spigoli troppo vivi, eliminare fibre sollevate e uniformare l’assorbimento. Su legni esistenti si interviene anche su stuccature e microfessurazioni , scegliendo prodotti elastici e compatibili con i cicli da utilizzare. Il primo strato è spesso un impregnante : penetra nelle fibre, protegge da umidità, raggi UV, attacchi biologici, e prepara il fondo per gli strati successivi. La scelta tra trasparente e pigmentato dipende da quanto si vuole uniformare il tono e da che tipo di esposizione avranno le persiane: colori leggermente pigmentati resistono meglio alla luce rispetto a soluzioni totalmente trasparenti. Dopo l’impregnante, o in abbinamento ad esso, si applicano uno o più fondi e finiture . Nei cicli trasparenti si usano vernici legno su legno, semitrasparenti, che lasciano visibile la venatura; negli smalti coprenti si introducono fondi opachi e smalti dai colori pieni. In entrambi i casi l’obiettivo è costruire una pellicola continua ma elastica , capace di seguire i piccoli movimenti del legno senza spaccarsi subito. La diluizione corretta e il rispetto dei tempi di asciugatura tra una mano e l’altra sono fattori decisivi: mani troppo cariche o applicate su strati non ancora maturi creano film fragili, screpolature precoci, bolle o distacchi. Lavorare in condizioni climatiche adeguate (né troppo freddo, né troppo caldo, né umidità estrema) è altrettanto importante. Particolare cura va posta su testate, giunzioni e punti più esposti all’acqua : qui il legno assorbe di più e tende a degradarsi prima. Una mano in più di impregnante o di finitura in queste zone, abbinata a dettagli costruttivi corretti, prolunga la vita dell’intero sistema. Alla fine del ciclo, la persiana appare uniforme, liscia o leggermente materica a seconda del prodotto, con uno spessore di vernice adeguato ma non eccessivo. Un buon lavoro di verniciatura non si riconosce solo appena finito, ma soprattutto dopo stagioni di sole e pioggia , quando la finitura invecchia in modo regolare, senza sfogliarsi a macchie. HighLight • Una preparazione accurata del legno è il presupposto fondamentale per qualsiasi buona verniciatura esterna. • Impregnanti e fondi scelti correttamente creano una base stabile per le mani di finitura. • Cicli a più strati, con tempi di asciugatura rispettati, garantiscono pellicole più elastiche e durature. • Attenzione particolare a testate e punti critici riduce i rischi di degrado precoce nelle zone più esposte. LowLight • Lavorare in fretta o in condizioni climatiche non idonee compromette anche prodotti di alta qualità. • Mani troppo spesse o non uniformi aumentano il rischio di screpolature e sfogliamenti nel medio periodo. ««« Previous Next »»»
- Operatore che restaura il legno | L'artificio
< Back Restauro del legno: trattamenti e protezioni 10 settembre 2025 Keywords: Restauri, restauro legno, persiane, impregnanti, protezione, L'Artificio Dopo un restauro importante, la manutenzione programmata è la miglior alleata della durata. Facciate, cornici, persiane e interni non vanno abbandonati fino al prossimo grande cantiere, ma monitorati con controlli periodici. Piccole crepe, distacchi localizzati, primi segni di sfogliamento della pittura o di degrado del legno sono molto più semplici da gestire se affrontati subito. Per le facciate tinteggiate , ad esempio, controlli visivi ogni pochi anni permettono di individuare zone più esposte allo smog, all’acqua o al sole. In questi punti può essere sufficiente un intervento di lavaggio delicato e un ripristino parziale della finitura, senza dover ricorrere a ponteggi estesi su tutta la facciata. Idrorepellenti e protettivi applicati al momento del restauro possono essere rinnovati periodicamente per mantenere la loro efficacia. Gli elementi in legno richiedono cicli di manutenzione regolari, soprattutto in presenza di forte esposizione solare o condizioni climatiche severe. Controllare ogni 2–3 anni lo stato di persiane e infissi, valutando se è sufficiente un leggero carteggio con mano di finitura oppure se è necessario un intervento più deciso, evita di arrivare a situazioni di degrado avanzato, in cui la sostituzione di parti diventa inevitabile. Negli interni restaurati , la manutenzione è spesso più legata alle abitudini quotidiane che a fattori esterni. L’uso di detergenti compatibili con le pitture e i materiali scelti, l’attenzione a non urtare costantemente le pareti con arredi e oggetti, l’eventuale ritocco di piccole zone con prodotti coerenti al ciclo originale mantengono l’insieme ordinato senza stravolgere l’intervento precedente. È utile anche stabilire priorità : alcune zone sono più delicate o più esposte (cornici marcapiano, spigoli, elementi decorativi sporgenti, parti basse soggette a urti), altre sono meno critiche. Conoscere queste differenze permette di concentrare tempo e budget dove servono davvero, senza interventi “a pioggia” poco mirati. Vivere un edificio restaurato con consapevolezza significa accettare che il tempo continuerà comunque a lasciare segni, ma decidere di gestirli in modo controllato. In questo modo si evita di arrivare a restauri d’urgenza e si trasforma la manutenzione in una serie di piccoli gesti programmati, molto più sostenibili sul lungo periodo. HighLight • Una manutenzione programmata evita di tornare a situazioni di degrado avanzato in pochi anni. • Controlli periodici permettono di intercettare subito piccole fessurazioni, sali o distacchi prima che si estendano. • Pulizie e lavaggi con prodotti adeguati mantengono leggibili le finiture senza aggredire il supporto restaurato. LowLight • Trattare le superfici restaurate come rivestimenti “normali” (prodotti aggressivi, urti, lavaggi pesanti) ne accelera il degrado. • Se la manutenzione viene trascurata, si rischia di vanificare parte del lavoro fatto durante il restauro. ««« Previous Next »»»
- Dettaglio Mobile rivestito con pellicola bianca lucida | L'artificio
< Back Tecniche di posa professionale per Laminati morbidi per mobili 21 novembre 2025 Keywords: Laminati morbidi per mobili, posa, tecnica applicazione, attrezzi, cantiere, L'Artificio In questo articolo apriamo il cantiere “dietro le quinte” della posa dei laminati morbidi su mobili. Partiamo dagli strumenti: spatole specifiche, taglierini con lame sempre nuove, phon termici per accompagnare il materiale sugli spigoli, metri e nastri di carta per impostare linee precise. L’improvvisazione, in questo tipo di lavorazione, si vede subito: giunte storte, bolle d’aria intrappolate, bordi irregolari. Raccontiamo la logica con cui si affronta una cucina o un armadio: si parte quasi sempre dalle ante, lavorando un elemento alla volta, poi si passa ai fianchi a vista, alle colonne, ai frontali dei cassetti e infine ai dettagli come zoccoli e coprifili. Ogni elemento viene misurato, tagliato con un margine di abbondanza e poi “vestito” con la pellicola, che va accompagnata gradualmente con la spatola per evitare la formazione di sacche d’aria. Un capitolo importante è dedicato agli spigoli e alle zone curve. Qui entra in gioco la capacità di scaldare il materiale quanto basta per renderlo morbido, senza stressarlo o bruciarlo, ove necessario. Si lavora in genere sugli spigoli vivi, sulle gole delle cucine moderne e sui bordi arrotondati dei mobili più datati ma è importante considerare eventuali giunte, soprattutto quando si lavora con decori a venatura (legno, pietra), che devono proseguire in modo credibile. Il cliente nota a lavoro finito, allineamenti delle venature tra ante vicine, continuità dei decori tra basi e colonne, cura nelle zone meno visibili come l’interno delle ante o il bordo inferiore dei frontali. Sono questi dettagli che fanno la differenza in un rivestimento professionale integrato nell’arredo. Chiudiamo l’articolo con una nota: è importante lasciare riposare il materiale e controllare il giorno dopo eventuali piccoli sollevamenti fisiologici, intervenendo subito con micro-ritocchi. HighLight • Una posa corretta permette di seguire spigoli, bordi e rientranze con risultati molto puliti. • L’utilizzo di calore controllato aiuta a modellare il laminato sulle geometrie più complesse. • Tagli precisi e giunzioni ben studiate rendono raccordi e cambi di direzione praticamente invisibili. • Le giuste tecniche riducono pieghe, bolle e tensioni che altrimenti comparirebbero nel tempo. LowLight • Spigoli, bordi e angoli vivi sono punti critici se non vengono gestiti con attenzione e prodotti adatti. • Un errato uso della temperatura può bruciare o lucidare in modo irregolare alcune finiture. • Errori di taglio o di allineamento costringono spesso a rifare completamente il pezzo rivestito. ««« Previous Next »»»
- Porzione di facciata di un palazzo con un ponteggio per lavori | L'artificio
< Back Manutenzione programmata delle facciate condominiali 7 novembre 2025 Keywords: Esterni, facciate condominiali, manutenzione programmata, amministratori, L'Artificio Il punto di partenza è spesso il contesto . In molti comuni, soprattutto nei centri storici, esistono indicazioni chiare su famiglie di colore ammesse e vietate. Toni come crema, avorio, sabbia, giallo paglierino smorzato, grigio caldo, rosato tenue e mattone desaturato si integrano bene in numerosi contesti, mentre colori troppo accesi o saturi rischiano di stonare con gli edifici vicini. La lettura dell’architettura aiuta a capire come distribuire le tonalità. Volumi principali, rientranze, corpi scala, balconi, cornici e zoccolature possono essere differenziati con variazioni di tono più o meno marcate. Una facciata monocolore uniforme può risultare elegante, ma a volte un leggero cambio di tono sulle parti in rilievo – marcapiani, cornici finestre, elementi verticali – permette di evidenziare il disegno originario senza cadere nel decorativismo. Per condomìni e villette moderne funzionano bene palette neutre e contemporanee : combinazioni di bianco caldo, grigio perla, greige, sabbia e tortora chiaro si sposano con serramenti in alluminio, parapetti in vetro o metallo, schermature solari. Zoccolature leggermente più scure aiutano a “ancorare” visivamente l’edificio al suolo e a gestire meglio lo sporco in basso. In contesti più classici o rurali, i toni terra e naturali – ocra chiara, gialli smorzati, rosati, marroni caldi, verdi salvia delicati – dialogano bene con tetti in coppi, infissi in legno e persiane tradizionali. In questi casi la coerenza tra colore di facciata, serramenti, persiane e eventuali elementi in ferro (ringhiere, cancelli) è fondamentale per evitare accostamenti casuali. I serramenti e le persiane giocano un ruolo importante negli abbinamenti. Telai bianchi o avorio creano un contrasto pulito su facciate più intense; serramenti grigio antracite o bronzo scuro funzionano molto bene su palette neutre moderne. Le persiane tradizionali in verde scuro, marrone o grigio fumo possono diventare un elemento caratterizzante, ripreso magari in piccoli dettagli come ringhiere o recinzioni. La luce naturale cambia molto la percezione dei colori esterni durante la giornata. Tinte che in campione sembrano neutre possono risultare più fredde all’ombra o eccessivamente calde al sole diretto. Per questo è sempre utile provare i colori direttamente in facciata, con campiture di dimensioni sufficienti, osservandoli in momenti diversi della giornata prima di definire la scelta finale. Infine, il progetto colore può considerare anche esterni accessori : muretti, recinzioni, cancelli, corpi scala esterni, volumi tecnici. Trattare questi elementi come parte di un unico disegno, anziché come pezzi separati, consente di dare un’immagine più ordinata e coerente all’insieme, anche quando l’edificio è complesso. Quando il colore viene scelto con attenzione a contesto, architettura e dettagli, l’esterno smette di essere solo “una facciata pitturata” e diventa un vestito su misura per la casa o il condominio, capace di durare nel tempo senza stancare. HighLight • Palette neutre e colori smorzati si integrano bene con contesto urbano, tetti, serramenti e fabbricati vicini. • Toni diversi per zoccolature, cornici e volumi aiutano a leggere meglio l’architettura senza eccessi decorativi. • Una scelta coerente con serramenti, persiane e elementi metallici crea facciate armoniche e ordinate. • Prove colore direttamente in facciata, in diversi momenti della giornata, evitano sorprese tra mazzetta e realtà. LowLight • Colori troppo saturi o fuori contesto possono stonare con il resto della via e stancare in fretta. • La luce naturale cambia molto la percezione: un tono scelto solo in showroom può risultare diverso all’esterno. • Accostare troppi colori diversi sulla stessa facciata frammenta la lettura e rischia un effetto disordinato. ««« Previous Next »»»
- Cantiere in strada per imbiancatura parete | L'artificio
< Back Gestione di rumori, polveri e orari di lavoro in strada 14 ottobre 2025 Keywords: Lavori in strada, rumori, polveri, orari lavoro, residenti, L'Artificio La gestione dei rumori parte dalla pianificazione delle lavorazioni più invasive: demolizioni, tagli con disco, fresature dell’asfalto, scarico di materiali inerti. Queste operazioni non possono essere eliminate, ma possono essere concentrate in fasce orarie più compatibili con il contesto: ad esempio evitando gli ingressi e le uscite scolastiche, le prime ore del mattino o la pausa pranzo in presenza di abitazioni e uffici molto vicini. Oltre agli orari, è importante curare le attrezzature : macchine in buono stato, silenziatori efficienti, compressori correttamente alloggiati, nessuna tendenza a “lasciare acceso” inutilmente un motore sotto la finestra di qualcuno. Ogni piccolo accorgimento limita il rumore di fondo e rende più sopportabile il cantiere, soprattutto per chi ci convive per settimane. Le polveri sono un altro tema sensibile. Tagli di asfalto, demolizioni di marciapiedi, frantumazione di sottofondi e movimentazione di materiali inerti generano inevitabilmente particelle che si disperdono nell’aria. Per ridurle si utilizzano sistemi di bagnatura, aspirazioni localizzate dove possibili, teli o barriere antipolvere in corrispondenza dei fronti più sensibili (vetrine, ingressi, finestre a piano terra). Durante lo spostamento di materiali e detriti è utile prevedere percorsi e modalità che evitino cadute dall’alto e dispersioni : benne chiuse, sacconi, cassoni adeguati, carichi non eccessivi che possano “schizzare” nell’urto. Anche la velocità dei mezzi che si muovono in cantiere incide sulla quantità di polvere sollevata. Gli orari di lavoro andrebbero definiti non solo in funzione della produttività interna, ma anche del contesto esterno. Nei centri abitati è frequente che ci siano regolamenti che fissano fasce orarie per rumori e lavorazioni; oltre a rispettarli, è buona pratica comunicare ai residenti e alle attività commerciali gli orari tipici in cui ci si aspetta maggior disturbo, così da permettere una minima organizzazione (ad esempio per chi tiene vetrine aperte o lavora con il pubblico). La comunicazione preventiva è una delle armi più efficaci per disinnescare conflitti: avvisi affissi nell’androne del condominio, comunicazioni a negozi e uffici, contatti con eventuali realtà sensibili (studi medici, scuole, attività che lavorano su appuntamento). Sapere in anticipo quando si prevedono giornate più rumorose o lavorazioni particolarmente polverose permette a chi vive la zona di organizzarsi meglio. Infine, prevedere momenti di ascolto e confronto durante il cantiere aiuta a calibrare alcuni aspetti: se un orario risulta particolarmente problematico per una determinata attività, spesso è possibile spostare alcune operazioni in un’altra fascia della giornata, senza stravolgere il cronoprogramma complessivo. Un cantiere che tiene conto di rumori, polveri e orari non sarà mai “invisibile”, ma può essere percepito come rispettoso, riducendo malumori e resistenze e permettendo di lavorare con un clima più sereno. HighLight • La programmazione delle lavorazioni più rumorose riduce l’impatto su residenti, scuole e attività commerciali. • Sistemi di bagnatura, aspirazione e pulizia limitano la diffusione di polveri in ambienti abitati. • Una comunicazione chiara su orari e fasi critiche aiuta negozi e uffici ad organizzarsi meglio. • L’ascolto delle segnalazioni del quartiere consente piccoli aggiustamenti che migliorano il clima complessivo. LowLight • Alcune lavorazioni (demolizioni, fresature, tagli) generano comunque rumori difficili da “addolcire”. • In strade strette o molto trafficate il controllo delle polveri è più complicato e richiede più passaggi. • Orari troppo rigidi o non concordati possono creare tensioni con chi vive o lavora a ridosso del cantiere. ««« Previous Next »»»
- Striscie in legno curve decorative | L'artificio
< Back Colori, trame e abbinamenti per superfici verticali decorative 19 dicembre 2025 Keywords: Superfici verticali decorative, colori pareti, pannelli SPC effetto legno, listelli decorativi, abbinamenti interni, L'Artificio Il primo passo nella scelta di colori e trame per le superfici verticali decorative è guardare cosa c’è già nello spazio : pavimenti, infissi, arredi principali, luce naturale e temperatura delle luci artificiali. Un rivestimento a parete non vive da solo, ma entra in relazione con tutto il resto. I pannelli SPC effetto legno sono una base molto versatile: essenze chiare (rovere sbiancato, quercia nordica) alleggeriscono gli ambienti e funzionano bene con pavimenti neutri e pareti bianche o greige. Toni più caldi e intensi si sposano con serramenti scuri, metallo nero, tessuti materici. Su pareti molto grandi è spesso preferibile un disegno tranquillo e venature morbide, per non creare eccessiva movimentazione. Gli effetti pietra e cemento su pannelli SPC o rivestimenti tecnici puntano a un linguaggio più contemporaneo: grigi, sabbie e toni fumé dialogano bene con arredi minimal, cucina a isola, illuminazione lineare e dettagli in nero. In questo caso, è importante bilanciare con elementi più caldi (legno, tessuti, verde) per evitare un ambiente troppo freddo. I listelli in legno e le doghe verticali sono perfetti per creare quinte e fondali: dietro la TV, alle spalle del letto, alle spalle del divano, in ingresso. Usati in porzioni, e non su tutte le pareti, danno ritmo senza “chiudere” lo spazio. Anche qui, la scelta dell’essenza e del tono deve dialogare con pavimento e mobili: legno troppo diverso per colore o disegno rispetto al pavimento crea facilmente dissonanza. I pannelli acustici e tessili possono essere l’occasione per introdurre colori più pieni: blu profondi, verdi salvia, terracotta soft, grigi scuri. Spesso funzionano bene se abbinati a una base più neutra sulle pareti principali, diventando un’unica “macchia colore” che definisce la zona lettura, la postazione di lavoro o l’area TV. La luce gioca un ruolo fondamentale: superfici strutturate, listelli e rivestimenti 3D vengono valorizzati da luce radente, strip LED integrate in velette o tagli di luce a soffitto. È utile pensare fin da subito dove cadranno le ombre e dove verranno esaltate trame e rilievi, per evitare effetti indesiderati. Dal punto di vista del progetto complessivo, una buona regola è limitare il numero di materiali diversi : meglio pochi elementi ben scelti, ripetuti con coerenza, piuttosto che un campionario di texture. Un pannello SPC effetto pietra, un legno coerente e una tinta murale neutra sono spesso più che sufficienti per definire un ambiente. HighLight • Pannelli SPC effetto legno, pietra e cemento permettono di costruire palette coerenti con pavimenti e arredi. • Listelli e doghe a parete creano quinte e fondali che valorizzano TV, letti, ingressi e zone conversazione. • Pannelli tessili e acustici sono l’occasione per inserire colori più pieni senza ridipingere tutte le pareti. • Luce radente e strip LED integrati esaltano trame, rilievi e ritmi verticali dei rivestimenti. LowLight • Sommare troppe texture, colori e pattern diversi sulla stessa parete crea facilmente un effetto caotico. • Abbinare legni e effetti legno molto diversi tra loro può generare dissonanza difficile da correggere solo con l’arredo. • Colori troppo scuri su superfici molto ampie rischiano di appesantire ambienti piccoli o poco luminosi. ««« Previous Next »»»
- Effetto travertino a parete | L'artificio
< Back Preparazione del supporto per Decorazioni materiche 9 gennaio 2026 Keywords: Decorazioni materiche, preparazione fondo, primer, umidità, adesione, L'Artificio Prima ancora di parlare di effetti e campionature, per una decorazione materica serve capire su che tipo di supporto si andrà a lavorare. In questo articolo raccontiamo passo per passo come si prepara una parete che dovrà ospitare finiture a spessore, spatolati, stucchi o resine decorative. Partiamo dall’analisi iniziale: verificare se il muro presenta crepe attive, rigonfiamenti, vecchie pitture sfarinanti o zone con umidità di risalita. Segnali che un occhio esperto riconosce subito, e, in certi casi, prima di pensare alla decorazione conviene risolvere problemi più strutturali. Non è solo una questione estetica: una finitura materica su un fondo instabile rischia di spaccarsi, staccarsi a scaglie o “stampare” difetti che col tempo diventano sempre più visibili. Se necessario bisogna effettuare una rimozione delle vecchie pitture non idonee e correggere le irregolarità più evidenti. Parliamo di rasature, carteggiature, stuccature localizzate e utilizzo di reti in fibra dove serve cucire piccole fessurazioni. Ogni passaggio ha un motivo preciso: distribuire le tensioni, uniformare l’assorbimento, creare una superficie che permetta alla decorazione materica di aderire in modo omogeneo. Un capitolo importante è dedicato ai fondi e ai primer: prodotti spesso sottovalutati, ma che fanno la differenza tra una decorazione che “tira bene” e una che macchia, si strappa o fa aloni. Non esiste un unico fondo universale e la scelta cambia sia in base al materiale che verrà applicato sopra che al tipo di supporto (intonaco nuovo, gesso, cartongesso, parete già pitturata, ecc.). Infine, Rispettare i tempi di asciugatura è fondamentale! Molte criticità nascono dalla fretta: passaggi sovrapposti troppo in fretta, poca ventilazione, temperature non adatte. HighLight • Una preparazione accurata aumenta in modo evidente la durata della finitura nel tempo. • Consente di correggere crepe, stuccature e dislivelli prima della lavorazione decorativa. • Uniforma assorbimenti diversi, evitando macchie e aloni sulla decorazione finita. LowLight • Può essere una fase lunga e polverosa, soprattutto su intonaci vecchi o degradati. • In presenza di supporti molto ammalorati possono rendersi necessari interventi strutturali. • Saltare o ridurre questa fase compromette il risultato, anche utilizzando ottimi materiali. ««« Previous Next »»»
- Pareti di cartongesso per dividere gli spazzi in appartamento | L'artificio
< Back Preparazione del supporto per Controsoffitti e contropareti 24 novembre 2025 Keywords: Controsoffitti e contropareti, preparazione fondo, primer, umidità, adesione, L'Artificio La prima fase consiste nella verifica della struttura esistente . Il solaio viene controllato per individuare punti di fissaggio solidi, eventuali irregolarità, vecchie infiltrazioni o distacchi di intonaco. Allo stesso modo, le pareti che ospiteranno le contropareti vengono valutate per stabilire se sono in laterizio, calcestruzzo, cartongesso o altri materiali, e se presentano crepe, umidità o difetti importanti. Viene poi eseguito un rilievo preciso dello spazio: misure in pianta, altezze, eventuali fuori squadro e differenze altimetriche tra punti diversi del soffitto. Questi dati servono a definire la quota del futuro controsoffitto, lo spessore della controparete e la posizione di eventuali velette, rientranze, nicchie e tagli di luce. In questa fase si decide anche quanta aria tecnica è necessaria per ospitare impianti elettrici, canalizzazioni di climatizzazione, tubazioni e corpi illuminanti. La mappatura degli impianti è un passaggio chiave. Cavi, tubi, canali di ventilazione, rilevatori antincendio e altri elementi devono essere individuati e, se necessario, riposizionati o integrati nel progetto. È importante sapere dove si trovano i punti di ispezione, quali tratti devono rimanere accessibili e dove si concentrano le componenti più delicate da non danneggiare. La preparazione comprende anche la definizione della tipologia di struttura metallica : orditure primarie e secondarie, profili a muro, pendini per il controsoffitto, montanti e guide per le contropareti. In presenza di pareti deboli o supporti non idonei, può essere previsto un sistema di rinforzo, come telai autoportanti o strutture che scaricano il peso sul pavimento anziché sulla muratura esistente. È importante verificare che solai e pareti siano sani prima di chiuderli dietro un nuovo rivestimento. In presenza di umidità attiva, muffe o distacchi di intonaco, il rischio è di nascondere problemi che continueranno a lavorare nel tempo. Per questo, prima di procedere alla posa, eventuali criticità devono essere risolte con interventi specifici: risanamenti, trattamenti, sostituzioni di tratti degradati. Una buona preparazione del supporto consente al controsoffitto e alla controparete di lavorare come previsto: piani regolari, struttura stabile, impianti accessibili dove necessario e nessuna sorpresa sgradita dopo la chiusura delle lastre. HighLight • Una verifica accurata di solai, pareti e fissaggi garantisce ancoraggi sicuri e duraturi. • La pianificazione di impianti (elettrico, climatizzazione, aspirazione) evita fori e modifiche improvvisate. • Lo studio preventivo di quote e allineamenti permette di raccordare correttamente serramenti, velette e arredi fissi. LowLight • Strutture esistenti irregolari o degradate possono richiedere rinforzi e interventi preliminari. • Errori nelle quote iniziali si riflettono su porte, finestre, armadi e non sono semplici da correggere a posa finita. • Sovraccaricare solai o supporti con fissaggi non idonei può creare fessurazioni e microcedimenti. ««« Previous Next »»»
- Mobile rivestito con pellicola bianca lucida | L'artificio
< Back Colori, luci e abbinamenti per valorizzare Laminati morbidi per mobili 12 dicembre 2025 Keywords: Laminati morbidi per mobili, colori, illuminazione, interior design, abbinamenti, L'Artificio In questo articolo parliamo di colore in modo molto pratico, con esempi che puoi immaginare nella tua casa. Partiamo dalle cucine, dove spesso la richiesta è: “Voglio schiarire ma senza fare un effetto da cucina da laboratorio”. Una combinazione che funziona quasi sempre è basi in tonalità calde (sabbia, tortora chiaro, greige) e pensili o colonne in bianco caldo o in rovere naturale. Questa coppia di colori alleggerisce l’ambiente ma mantiene una sensazione accogliente. Per chi ama lo stile più moderno, proponiamo abbinamenti tra grigio fumo, antracite o nero morbido e superfici legno chiare. Ad esempio, basi in grigio scuro super-matt e colonne dispensa in rovere chiaro, oppure isola centrale in effetto cemento grigio e resto della cucina in bianco caldo. La luce naturale entra in gioco, in ambienti piccoli o poco luminosi consigliamo di riservare i toni scuri alle parti basse o a singoli elementi, evitando di chiudere tutto in colori profondi. Parliamo anche di armadi e mobili della zona notte. Qui funzionano benissimo i toni neutri come lino, panna, grigio chiaro e verde salvia, che dialogano facilmente con pareti bianche o con colori polverosi. Suggeriamo, ad esempio, un armadio in greige opaco con una sola fascia centrale in rovere caldo, o un frontale completamente liscio in verde salvia da abbinare a tessuti naturali e a una parete in bianco caldo o tortora chiarissimo. Non dimentichiamo gli ambienti di lavoro e gli spazi aziendali: i laminati effetto legno grigio, betulla chiara o rovere naturale, abbinati a piani in grigio compatto o cemento chiaro, aiutano a creare uffici e sale riunioni meno freddi ma comunque professionali. L’illuminazione anche gioca un ruolo chiave: linee di luce a soffitto o strip LED integrate nelle librerie valorizzano le superfici senza creare riflessi fastidiosi. Chiudiamo offrendo qualche palette pronta: – Scaldare una cucina datata: rovere naturale + bianco caldo + piano effetto pietra beige. – Look contemporaneo: grigio fumo + rovere chiaro + pareti bianco neutro. – Camera rilassante: armadio verde salvia + dettagli in legno miele + pareti panna. HighLight • Permettono di coordinare mobili, porte e pareti con un’unica palette colore e texture. • Effetti legno, pietra o metallo consentono di aggiornare arredi datati senza cambiarne la struttura. • Le tinte neutre aiutano a integrare mobili esistenti con nuovi elementi senza stacchi evidenti. • Texture e colori possono rafforzare uno stile preciso: minimal, industriale, classico rivisitato, ecc. LowLight • Scelte troppo di tendenza o molto eccentriche rischiano di stancare nel medio periodo. • Abbinamenti non studiati con pavimenti e pareti possono creare contrasti sgradevoli o “rumorosi”. • In ambienti molto piccoli, finiture troppo scure o molto contrastate possono appesantire visivamente l’insieme. ««« Previous Next »»»
- Macchina PLE per lavori in quota | L'artificio
< Back Organizzazione del cantiere per i lavori in quota 30 ottobre 2025 Keywords: Lavori in quota, organizzazione cantiere, ponteggi, piattaforme, logistica, L'Artificio L’organizzazione del cantiere per i lavori in quota inizia sempre da una fase di analisi degli spazi . Prima ancora di montare un ponteggio o posizionare una piattaforma, è necessario capire come è fatto l’edificio, quali sono gli accessi disponibili, dove transitano persone e veicoli, se sono presenti negozi, uffici, ingressi condominiali, rampe o parcheggi. Questa fotografia iniziale permette di individuare le aree da occupare e quelle che devono restare fruibili, almeno in parte. Una volta definiti gli ingombri, si passa alla progettazione delle aree di lavoro e di stoccaggio . I materiali non vengono appoggiati “dove capita”: serve prevedere zone chiare per deposito, carico e scarico, in modo da minimizzare movimenti inutili e ridurre il rischio di inciampi e urti. Nei lavori in quota, la logistica verticale è fondamentale: ciò che sale e scende lungo il ponteggio o tramite piattaforme dev’essere pianificato con criterio, evitando sovraccarichi e improvvisazioni. La gestione dei flussi di persone è un altro tema cruciale. In contesti abitati, come condomìni o edifici aperti al pubblico, vanno individuati percorsi sicuri per residenti, clienti e dipendenti, separati dalle zone di manovra del cantiere. Transenne, barriere mobili, teli, cartelli ben visibili e segnaletica orizzontale aiutano a rendere chiaro dove si può passare e dove no. In alcuni casi è necessario prevedere passaggi protetti o corridoi pedonali sotto il ponteggio, in modo da garantire la mobilità senza esporre nessuno a cadute di materiali dall’alto. L’organizzazione tiene conto anche di orari e fasi di lavoro . In zone molto sensibili (scuole, uffici aperti al pubblico, vie commerciali) è spesso opportuno programmare le lavorazioni più rumorose o invasive in fasce orarie specifiche, concordate con amministratori, proprietari o attività. Una pianificazione chiara, comunicata in anticipo, riduce tensioni e incomprensioni, e consente a chi vive gli spazi di organizzarsi di conseguenza. Sul fronte interno al cantiere, la definizione di ruoli e responsabilità non è meno importante. Chi gestisce il ponteggio, chi controlla i DPI, chi coordina i movimenti dei mezzi di sollevamento, chi si occupa delle relazioni con i condomini o con l’azienda committente: sapere chi fa cosa evita sovrapposizioni, ritardi e soprattutto zone grigie in tema di sicurezza. Un cantiere in quota ben organizzato si riconosce subito: flussi ordinati, materiali posizionati in modo logico, segnaletica chiara, nessuno che vaga tra tavole, tubi o attrezzi in mezzo ai passaggi. Non è solo una questione di immagine: l’ordine è uno dei principali alleati della sicurezza. HighLight • Ampia gamma di sistemi collettivi e individuali: parapetti, linee vita, reti, imbracature, cordini, dissipatori. • I dispositivi corretti riducono drasticamente le conseguenze di una perdita di equilibrio o di un inciampo. • La scelta ragionata dei DPI in base al tipo di lavoro permette di lavorare meglio, non solo più sicuri. • Sistemi ben progettati integrano accesso, posizionamento e arresto caduta in un’unica logica coerente. LowLight • Dispositivi usati in modo scorretto o non regolati sull’utilizzatore rischiano di essere inefficaci. • Alcuni sistemi richiedono formazione specifica e non sono adatti a chi non ha addestramento adeguato. • DPI di bassa qualità o non certificati compromettono la sicurezza anche se “all’apparenza” simili agli originali. ««« Previous Next »»»










