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- VERTIGO CARE | L'artificio
Scopri i Nostri Progetti Scopri i Nostri Progetti Scopri i Nostri Progetti Scopri i Nostri Progetti < Back VERTIGO CARE Ridiamo vita al legno anche in zone difficili: finestre e persiane restaurate in quota con piattaforma autocarrata, in totale sicurezza senza ponteggi. Carteggiamo, ripariamo le parti rovinate e proteggiamo con una nuova finitura, restituendo alla facciata un colpo d’occhio curato, solido e duraturo. Il Progetto Vertigo Care è un restauro in quota : ridiamo vita a finestre e persiane in legno, senza fermare gli uffici e senza portare polvere dentro. Il cantiere è in strada, in pieno centro: prima di iniziare abbiamo curato pratiche e permessi, accordi con Polizia Locale e un percorso pedoni protetto, sempre presidiato. Il lavoro, grazie all'utilizzo di una PLE (piattaforma autocarrata) , i nostri operatori abilitati, DPI e check su appoggi e vento, ci ha mermesso di arrivare dove dall’interno non si arriva. Difatti la scelta PLE era un po' obbligata per alcune delle finestre in facciata, inoltre è stata anche la scelta più accomodante per i clienti: niente ingressi negli ambienti, niente scrivanie da spostare, nessun fermo del personale. In molti punti abbiamo operato restando fuori , ma con la stessa precisione di un lavoro interno. Le persiane sono state smontate dall’esterno e portate in laboratorio: carteggio completo, riprese sulle parti rovinate, cura dei ferri, ciclo protettivo e vernice, riprendendo il verde originale. Le finestre storiche in facciata, invece, sono state restaurate sul posto: preparazione, stucco, ricostruzione di spigoli e finitura uniforme, per un colpo d’occhio pulito e coerente. Poi il secondo passaggio in quota: rimontaggio delle persiane e sostituzione degli ometti fermapersiana , così ogni anta torna stabile e sicura. Durante tutte le fasi abbiamo gestito la strada: nasti protettivi, segnalazioni, controllo dei passaggi e attenzione costante a chi cammina. È un lavoro fatto di manualità e metodo: ogni passaggio nelle lavorizioni protegge il legno e restituisce carattere alla facciata. Brescia BS, Italia Azienda Giugno 2025 Restyling facciate storiche Riepilogo Tipologie lavorazioni Soluzioni tecniche Restauri Restauri di mobili in legno, stucchi e decorazioni per riportare alla luce finiture esistenti senza stravolgerle. Outdoor & esterni Lavori in quota Interventi su facciate e parti alte degli edifici con accessi in quota in sicurezza. Outdoor & esterni Lavori in strada Interventi su pareti esterne, serrande, vetrine ed elementi esposti direttamente sulla strada. Ti piacerebbe dare nuova forma ai tuoi spazi? Raccontaci il tuo progetto: ti aiutiamo a trovare la soluzione fuori dai luoghi comuni più adatta a te. ««« Previous Next »»»
- Striscie in legno decorative per interni | L'artificio
< Back Tecniche di posa per pannelli SPC e rivestimenti modulari a parete 17 novembre 2025 Keywords: Superfici verticali decorative, posa pannelli SPC, rivestimenti modulari, listelli parete, profili di finitura, L'Artificio La posa di pannelli SPC su parete inizia con un progetto di layout : si decide da quale lato partire, come chiudere sugli spigoli, dove cadranno gli eventuali tagli e come gestire prese, interruttori e punti luce. In questa fase si possono ridurre al minimo pannelli troppo stretti agli estremi o situazioni in cui i disegni grafici “muoiono” in modo poco armonico. A seconda del sistema, i pannelli possono essere incollati direttamente alla parete oppure montati su una sottostruttura con incastri o clip. Nel primo caso si utilizzano colle specifiche per SPC e supporti minerali, applicate a cordoli o a pettine, rispettando quantità e tempi di presa indicati. Nel secondo caso si predispone una griglia di profili su cui i pannelli vengono agganciati, spesso con sistemi a click o profili di sostegno. Durante la posa, si cura con attenzione l’allineamento dei giunti verticali e orizzontali . Una piccola imprecisione all’inizio si amplifica man mano che si procede, soprattutto su pareti lunghe. Controlli frequenti con livella e laser aiutano a mantenere anche il disegno grafico coerente: venature del “finto legno”, fughe decorative, righe e pattern devono proseguire in modo continuo. Sugli spigoli esterni , sugli incontri con altre superfici e lungo i perimetri, entrano in gioco profili e finiture : angolari, terminali, cornici superiori e inferiori permettono di chiudere il rivestimento in modo pulito e protetto. Questo evita che gli spigoli dei pannelli restino esposti agli urti o si scheggino nel tempo. La gestione di prese, interruttori e scatole elettriche richiede tagli precisi: si segnano gli ingombri sul pannello, si eseguono i fori o i ritagli con attrezzi adatti e si rifinisce il bordo in modo che, una volta montate le placche, il risultato sia pulito e allineato. In alcuni casi, per grandi schermi TV o quadri, si prevedono nicchie o rinforzi dietro ai pannelli. Nel caso dei listelli e doghe in legno o effetto legno , la posa segue una logica simile: si definisce il modulo (ritmo tra listello e spazio), si traccia una linea di partenza e si procede fissando ogni elemento alla sottostruttura o direttamente al supporto, secondo il sistema utilizzato. Anche qui, la cura dei tagli in alto, in basso e agli angoli è determinante. Una posa ben eseguita si traduce in giunti regolari, superficie complanare, tagli puliti e profili ben integrati . Quando il lavoro è fatto bene, chi guarda l’insieme percepisce solo il risultato finito, non le singole linee di montaggio. HighLight • Un buon layout iniziale evita pannelli troppo stretti e disegni “tagliati male” agli estremi. • La scelta tra incollaggio diretto e sottostruttura dipende da supporto, impianti e tipo di pannello. • Profili, angolari e terminali ben posati proteggono spigoli e chiudono il rivestimento in modo pulito. • Tagli precisi per prese e punti luce mantengono l’allineamento anche intorno agli elementi elettrici. LowLight • Errori di allineamento si notano molto su venature continue, righe e pattern marcati. • Colla in eccesso o applicata male può creare rigonfiamenti e macchie visibili sui pannelli. ««« Previous Next »»»
- Decorazione materica in altorilievo a parete con movimento circolare | L'artificio
< Back Materiali e finiture per Decorazioni materiche 8 ottobre 2025 Keywords: Decorazioni materiche, materiali, finiture, scelta materiali, guida, L'Artificio Quando si parla di decorazioni materiche si entra in un mondo fatto di texture, profondità e luce. Dietro a una parete apparentemente “semplice” ci sono scelte molto diverse: rivestimenti a base calce, stucchi moderni, microresine, prodotti acrilici o ibridi che combinano più tecnologie. Ognuno ha il suo carattere e il suo modo di invecchiare nel tempo. In questo articolo facciamo una panoramica dei materiali più utilizzati, spiegando in modo chiaro cosa cambia tra una finitura naturale e una più tecnica. Le soluzioni a base calce, per esempio, sono ideali per chi ama superfici morbide, leggermente nuvolate e molto traspiranti. Le resine decorative, invece, permettono effetti più compatti e continui, con una resistenza superiore agli urti e alle macchie, perfette in zone di passaggio o in punti “a rischio”, come dietro al divano o in corridoio. Analizziamo anche i prodotti a effetto cemento, travertini, stucchi e pietre, che danno subito un’impronta contemporanea all’ambiente. Qui la scelta dello spessore, della granulosità e del tipo di protezione finale fa la differenza tra una parete solo bella e una parete bella e pratica da vivere ogni giorno. Infine si può optare per decorazioni materiche più discrete, magari per tutta la casa. In questi casi proponiamo combinazioni di finiture morbide e facili da pulire, giocando con leggere variazioni di tono e texture, invece che con stacchi di colore molto forti. Alcune domande chiave da farsi prima di scegliere il materiale: quanto è vissuto l’ambiente? ci sono bambini o animali? quanto è forte la luce naturale? HighLight • Offrono un’ampia scelta di materiali naturali, sintetici e compositi per adattarsi a stili molto diversi. • Permettono di lavorare su spessori, texture e grane per creare effetti davvero su misura. • Possono aumentare la resistenza superficiale delle pareti rispetto a una semplice pittura. • Aiutano a mascherare piccole imperfezioni del supporto valorizzando muri non perfetti. LowLight • Richiedono una valutazione tecnica attenta del supporto e degli ambienti prima della scelta. • Alcune finiture hanno costi più elevati rispetto alle tinteggiature tradizionali. • Non tutti i materiali sono adatti a zone umide o soggette a urti frequenti. ««« Previous Next »»»
- Carta da parati installata su parete | L'artificio
< Back Colori, luci e abbinamenti per valorizzare Carte da parati 14 gennaio 2026 Keywords: Carte da parati, colori, illuminazione, interior design, abbinamenti, L'Artificio Il primo passo è stabilire quale ruolo deve avere la carta . Se deve essere il centro visivo dell’ambiente, ha senso concentrarla su una parete principale: dietro il divano, alla testata del letto, lungo la parete di un tavolo da pranzo, dietro un banco reception. In questi casi si possono scegliere motivi più decisi, botanici, panoramici, grandi texture e lasciare le altre pareti su toni neutri coordinati, come bianco caldo, sabbia, greige o grigio perla, riprendendo i colori presenti nel disegno. Quando invece la carta deve avere un ruolo più discreto, pattern piccoli o texture tono su tono funzionano molto bene: righe sottili, micro-geometrie, effetti tessuto, falsi uniti leggermente movimentati. Queste soluzioni vestono la stanza senza dominarla e permettono facilmente cambi di arredo nel tempo, perché non legano in modo eccessivo a uno stile preciso. La combinazione con i pavimenti è altrettanto importante. Con pavimenti in legno rovere naturale, carte nei toni verde salvia, blu polveroso, grigio caldo, lino e sabbia creano atmosfere morbide e attuali. Con pavimenti effetto cemento o pietra, risultano interessanti carte con motivi grafici lineari, nuance neutre o accenti di colore più intensi, purché in palette equilibrate. In presenza di pavimenti molto decorati (cementine, pattern forti) è preferibile scegliere carte più tranquille, per non generare confusione visiva. La luce naturale e artificiale influenza in modo decisivo la percezione della carta. Disegni con fondi scuri e contrasti marcati richiedono buona luminosità, altrimenti la stanza rischia di apparire più piccola e chiusa. In spazi con poca luce si preferiscono fondi chiari, pattern delicati e colori desaturati, in modo da mantenere apertura e leggerezza. Le carte con effetti metallici o leggere perlescenze reagiscono in modo molto particolare alla luce radente, creando riflessi che cambiano durante il giorno. L’illuminazione artificiale può essere utilizzata per valorizzare specifiche pareti . Faretti orientabili, applique che lavano il muro, strip LED integrate in velette o nicchie evidenziano le texture e i dettagli senza creare ombre sgradevoli. Temperature di colore calde valorizzano motivi naturali, botanici e palette terrose; luci più neutre si abbinano bene a carte geometriche, grigie e a motivi legati a spazi di lavoro o contesti più formali. Gli abbinamenti con tessili e arredi completano il progetto: riprendere uno o due colori della carta in cuscini, tende, sedie o tappeti permette di creare un filo conduttore senza eccessi. Non è necessario copiare alla lettera ogni tonalità: è spesso più efficace lavorare per famiglie di colore (ad esempio tutti i verdi desaturati, tutti i blu polverosi, tutti i beige caldi) invece che cercare identità perfette. HighLight • Pattern e panoramiche possono diventare la “parete protagonista” di soggiorni, camere e ingressi. • Lavorare su una sola parete decorata e il resto neutro mantiene equilibrio anche con disegni importanti. • Texture leggere e toni neutri aiutano a dare profondità senza appesantire ambienti piccoli. • Abbinata a boiserie, velette e tinteggiature, la carta da parati permette composizioni molto scenografiche ma controllate. LowLight • Disegni troppo fitti o colori molto scuri su tutte le pareti possono chiudere visivamente lo spazio. • Abbinamenti improvvisati con pavimenti e arredi rischiano di creare conflitti cromatici difficili da gestire. • Nei locali molto luminosi, pattern troppo contrastati possono risultare visivamente stancanti se non bilanciati da elementi più neutri. ««« Previous Next »»»
- Stanza con decorazione a trama rigata a parete | L'artificio
< Back Idropittura o smalto murale? Differenze e utilizzi 30 gennaio 2026 Keywords: Idropittura, smalto murale, pitture per interni, finiture murali, manutenzione pareti, L'Artificio Nel linguaggio comune, spesso si parla genericamente di “pittura murale”, ma in realtà esistono prodotti molto diversi tra loro. Due famiglie che ricorrono spesso nei progetti d’interni sono idropitture e smalti murali : entrambe si applicano alle pareti, ma hanno caratteristiche e campi di utilizzo differenti. Le idropitture sono le classiche pitture all’acqua per interni: possono essere traspiranti, lavabili o superlavabili. Le traspiranti sono adatte a locali poco sollecitati e a soffitti, dove serve un buon passaggio di vapore; le lavabili e superlavabili, più resistenti, sono pensate per pareti di ambienti molto vissuti, permettendo pulizie delicate nel tempo. Dal punto di vista estetico, le idropitture offrono generalmente finiture opache o leggermente vellutate , che aiutano a mascherare piccole imperfezioni del supporto. Lo smalto murale , pur essendo anch’esso a base acqua nella maggior parte dei casi, è un prodotto con una pellicola più resistente e “chiusa” : sopporta meglio lavaggi frequenti, sporco, urti leggeri e sfregamenti. È indicato in cucine, bagni, corridoi, scale, camere di bambini e in tutte le zone dove la parete viene toccata spesso o può sporcarsi facilmente. Esiste in versioni opache, satinate o più brillanti, con un aspetto generalmente più “teso” rispetto alle idropitture. Una differenza importante riguarda la manutenzione : le idropitture lavabili consentono piccole pulizie e ritocchi localizzati, ma non sono pensate per lavaggi intensivi continui; gli smalti murali tollerano meglio interventi di pulizia frequenti con panni e detergenti delicati. In cambio, richiedono un supporto ben preparato, perché le finiture più tese e satinate evidenziano maggiormente difetti e imperfezioni. C’è poi il tema del comfort visivo : grandi superfici opache tendono a restituire una luce più morbida, riducendo riflessi e giochi di luce troppo netti; smalti più tesi e satinati possono essere interessanti su porzioni di parete, boiserie, spalle, pareti lavabili dietro lavabi e piani di lavoro, dove serve un mix tra estetica e praticità d’uso. In fase di scelta, è utile ragionare ambiente per ambiente: una zona giorno con pareti in idropittura lavabile opaca risulta accogliente e facilmente ritinteggiabile; una parete dietro il lavello della cucina, una scala interna o il perimetro di un corridoio trafficato possono beneficiare di uno smalto murale satinato , più resistente alle mani che toccano, alle borse, ai giochi dei bambini. In sintesi, la distinzione non è “meglio uno o l’altro” in assoluto, ma usare il prodotto giusto al posto giusto , tenendo presente non solo il colore, ma la finitura, il tipo di utilizzo e il livello di manutenzione previsto. HighLight • Le idropitture offrono finiture opache o vellutate, ideali per grandi superfici e ambienti residenziali. • Gli smalti murali garantiscono una pellicola più resistente, adatta a zone di passaggio, cucine e bagni. • Scegliere in base a uso, sollecitazioni e manutenzione attesa consente pareti belle e funzionali più a lungo. • Combinare idropittura e smalto murale nella stessa casa permette di ottimizzare comfort ed esigenze pratiche. LowLight • Smalti murali più tesi evidenziano di più difetti del supporto se la preparazione non è accurata. • Usare idropitture poco resistenti in ambienti molto sollecitati porta a segni, aloni e ritocchi frequenti. ««« Previous Next »»»
- Cornice decorativa con luce led nascosta e decorazioni murarie | L'artificio
< Back Manutenzione e pulizia delle lavorazioni di Velette e Cornici Decorative 3 novembre 2025 Keywords: Velette e Cornici Decorative, manutenzione, pulizia, detergenti, ripristino, L'Artificio La prima esigenza riguarda la polvere , che tende a depositarsi naturalmente sui profili sporgenti e sulle gole, soprattutto in alto. Per la pulizia è sufficiente un panno morbido, un piumino antistatico o, dove possibile, un aspirapolvere con bocchette adeguate. Movimenti delicati e regolari permettono di evitare accumuli e aloni, in particolare sopra cornici molto lavorate o in prossimità delle luci. Le superfici tinteggiate possono essere ritoccate localmente in caso di segni, piccole urti o lavori successivi (ad esempio sostituzione di lampade o interventi sugli impianti). In questi casi è importante utilizzare la stessa pittura usata in origine, o almeno un prodotto con la stessa finitura (opaca, super opaca, satinata), per non creare macchie di brillantezza diversa. In alcune situazioni conviene ritoccare l’intera porzione di vela o il tratto di cornice tra due angoli, piuttosto che un punto piccolissimo, per mimetizzare meglio l’intervento. Nel tempo possono comparire microfessurazioni tra veletta e soffitto o lungo le giunte delle cornici, soprattutto in edifici soggetti a assestamenti o sbalzi termoigrometrici. Queste cavillature hanno spesso carattere estetico più che strutturale e si affrontano con l’apertura del difetto, stuccatura elastica, carteggiatura leggera e nuova tinteggiatura. L’utilizzo di stucchi flessibili riduce la probabilità che il fenomeno si ripeta rapidamente. Per le cornici in poliuretano o polistirene , è importante evitare detergenti aggressivi o solventi che potrebbero intaccare il materiale. Se le cornici sono state correttamente pitturate, la pellicola di pittura protegge in parte il supporto, ma resta buona norma utilizzare prodotti delicati e ben diluiti, soprattutto durante pulizie straordinarie. Nelle velette che ospitano illuminazione integrata , la manutenzione può riguardare soprattutto la sostituzione delle fonti luminose (strip LED, alimentatori, faretti). In fase di realizzazione è consigliabile prevedere soluzioni che consentano l’accesso alle parti che prima o poi dovranno essere cambiate. Durante gli interventi è bene proteggere i bordi con nastro e teli, per evitare righe e urti sulle superfici già finite. Con piccole attenzioni periodiche: spolvero, controllo visivo di fessurazioni e ritocchi vari – velette e cornici decorative mantengono a lungo il loro ruolo di “cornice silenziosa” degli ambienti, senza richiedere lavori invasivi o frequenti rifacimenti. HighLight • Si puliscono come normali soffitti e pareti, con panni morbidi o spolvero leggero. • Eventuali crepe localizzate possono essere riprese con stuccature mirate e una nuova mano di pittura. • Cornici e velette tinteggiate con prodotti lavabili resistono meglio a polvere e piccoli segni. LowLight • In caso di infiltrazioni o movimenti strutturali possono comparire fessurazioni ricorrenti. • Profili molto articolati raccolgono più polvere e richiedono maggiore attenzione nella pulizia. ««« Previous Next »»»
- Segnaletica di cantiere | L'artificio
< Back Segnaletica temporanea e sicurezza dei pedoni 5 dicembre 2025 Keywords: Lavori in strada, segnaletica temporanea, pedoni, sicurezza stradale, L'Artificio La segnaletica temporanea parte sempre da un concetto di base: informare con anticipo . Gli automobilisti devono capire prima di arrivare al cantiere cosa sta succedendo e come cambierà la viabilità: restringimento di corsia, senso unico alternato, deviazione, limite di velocità. Cartelli posizionati troppo vicino al cantiere non lasciano il tempo di reagire, soprattutto su strade veloci. Oltre alla distanza, conta la coerenza del messaggio . Una sequenza logica: segnale di lavori in corso, avviso di restringimento, limite di velocità, eventuale segnalazione di senso unico alternato – permette a chi guida di adattare progressivamente il comportamento. Cartelli discordanti, nascosti dietro alberi, ribaltati dal vento o coperti da furgoni parcheggiati generano confusione. La sicurezza dei pedoni richiede accorgimenti specifici. Quando il marciapiede viene occupato dal cantiere o interessato dagli scavi, è necessario indicare chiaramente percorsi alternativi: deviazioni sul lato opposto della strada, corridoi protetti, attraversamenti temporanei. I semplici nastri non bastano; servono barriere stabili, rampe per superare dislivelli, segnalazioni visibili anche a chi ha difficoltà motorie o visive. Di notte o in condizioni di scarsa visibilità entra in gioco la segnaletica luminosa : lampeggianti, fari, elementi rifrangenti su transenne e barriere. Un cantiere correttamente illuminato rende evidente gli ostacoli anche quando la luce naturale manca, riducendo il rischio di urti con veicoli e di inciampi per i pedoni. La luce non deve comunque abbagliare chi guida, ma accompagnare il tracciato in modo chiaro. La presenza di incroci, fermate autobus e scuole richiede una cura ancora maggiore. In questi punti la densità di pedoni è alta, i tempi di reazione sono più brevi e le distrazioni maggiori. Segnali posizionati bene, barriere continue e attraversamenti protetti aiutano a mantenere una separazione netta tra cantiere, traffico e flussi pedonali, soprattutto nelle ore di punta. Un aspetto spesso trascurato è la manutenzione della segnaletica temporanea durante tutto il cantiere: il vento sposta coni e cartelli, la pioggia scolorisce, i mezzi possono urtare le barriere. Controlli periodici per riallineare, pulire, sostituire elementi danneggiati sono parte integrante del lavoro, non una cortesia. Quando la segnaletica temporanea è pensata e gestita con attenzione, pedoni e automobilisti percepiscono il cantiere come un’area controllata, non come un ostacolo caotico. E questo, oltre a migliorare la sicurezza, contribuisce a ridurre tensioni e lamentele da parte di chi passa ogni giorno davanti ai lavori. HighLight • La segnaletica ben studiata informa in anticipo automobilisti e pedoni su cosa accade e come cambiano i percorsi. • Percorsi pedonali protetti, corridoi e attraversamenti temporanei aumentano la sicurezza di chi si muove a piedi. • Lampeggianti, elementi rifrangenti e segnaletica luminosa migliorano la visibilità del cantiere anche di sera. • Una segnaletica ordinata e coerente riduce rallentamenti inutili e manovre improvvise dei veicoli. LowLight • Cartelli posizionati male, coperti o ribaltati dal vento generano confusione e comportamenti imprevedibili. • La segnaletica temporanea va controllata e mantenuta: se trascurata perde rapidamente efficacia. • In punti critici (incroci, fermate bus, scuole) servono più attenzioni e verifiche sul campo. ««« Previous Next »»»
- ServiceList | L'artificio
In questa pagina trovi la lista dei nostri progetti con descrizioni, punti di forza, immagini, realizzazioni Dalle decorazioni materiche alle resine, dai laminati morbidi per arredi ai soffitti tesi, e molto altro. Progettiamo e realizziamo lavorazioni su misura per appartamenti, ville, condomìni, uffici e spazi commerciali. Studiamo materiali, finiture e dettagli in base agli ambienti e alle esigenze di chi li vive. In questa sezione trovi le nostre lavorazioni divise per tipologia: entra in ogni scheda per scoprire nel dettaglio caratteristiche, possibilità di personalizzazione e alcuni esempi di applicazione nei progetti realizzati. Lavorazioni ««« Lavorazioni precedenti Lavorazioni successive »»» Finiture e rivestimenti materici su pareti e superfici per dare profondità e carattere agli ambienti. »»» Read More ««« ««« Progetti precedenti Progetti successivi »»» Decorazioni materiche Resine spatolate e decorate per pareti e superfici continue con effetto materico, moderno e personalizzato. »»» Read More ««« ««« Progetti precedenti Progetti successivi »»» Resine materiche - decorative Interventi decorativi su pareti e soffitti per personalizzare gli ambienti con colori e finiture speciali. »»» Read More ««« ««« Progetti precedenti Progetti successivi »»» Decorazioni Restauri di mobili in legno, stucchi e decorazioni per riportare alla luce finiture esistenti senza stravolgerle. »»» Read More ««« ««« Progetti precedenti Progetti successivi »»» Restauri Rivestimento di mobili e arredi con laminati morbidi/pellicole per rinnovare superfici senza sostituirle. »»» Read More ««« ««« Progetti precedenti Progetti successivi »»» Laminati morbidi per mobili Realizzazione e posa di pavimenti lignei decorativi e tecnici per abitazioni e spazi commerciali. »»» Read More ««« ««« Progetti precedenti Progetti successivi »»» Pavimenti in legno-laminati-spc Rivestimenti murali decorativi per personalizzare pareti e soffitti con texture, pattern e immagini su misura, dalle carte tradizionali ai vinilici tecnici. »»» Read More ««« ««« Progetti precedenti Progetti successivi »»» Carte da parati Progettiamo elementi tecnici che diventano veri dettagli di design, dal modello 3D alla prototipazione in stampa 3D, fino alla realizzazione in diversi materiali, verniciatura e montaggio. »»» Read More ««« ««« Progetti precedenti Progetti successivi »»» Elementi tecnici su misura Pareti verdi e soluzioni verticali che portano natura e benessere negli interni. »»» Read More ««« ««« Progetti precedenti Progetti successivi »»» Pareti verdi Soffitti e pareti tesi per superfici perfette, retroilluminate o personalizzate con stampe e colori. »»» Read More ««« ««« Progetti precedenti Progetti successivi »»» Soffitti tesi Strutture in cartongesso per controsoffitti, velette e contropareti funzionali e decorative. »»» Read More ««« ««« Progetti precedenti Progetti successivi »»» Controsoffitti e contropareti Resine applicate a rullo per superfici uniformi, pratiche da pulire e dall’aspetto contemporaneo. »»» Read More ««« ««« Progetti precedenti Progetti successivi »»» Resine (a rullo)
- Pavimento in resina per interni in tonalità chiare | L'artificio
< Back Manutenzione e pulizia delle lavorazioni di Resine (a rullo) 10 settembre 2025 Keywords: Resine (a rullo), manutenzione, pulizia, detergenti, ripristino, L'Artificio La pulizia ordinaria di un pavimento in resina a rullo prevede l’uso di aspirapolvere o scope morbide per rimuovere polvere e piccoli detriti che, se trascinati sotto le suole o le ruote, possono nel tempo rigare la superficie, soprattutto nel caso di finiture lucide o satinate. Per il lavaggio si utilizzano detergenti neutri diluiti in acqua, evitando prodotti troppo aggressivi, deceranti forti o solventi che potrebbero opacizzare o corrodere il film protettivo. In ambienti domestici o semi-residenziali, un panno in microfibra ben strizzato o un mop morbido sono in genere sufficienti a mantenere pulita la superficie. In garage e locali tecnici può capitare di imbattersi in macchie di olio, carburanti, vernici o altri agenti chimici. La regola d’oro è intervenire subito, rimuovendo il grosso con carta assorbente e detergenti compatibili. Molte resine epossidiche e poliuretaniche tollerano bene questi incidenti, ma nessun materiale gradisce che i liquidi aggressivi rimangano a lungo sulla superficie. Nel tempo possono comparire micrograffi dovuti al normale utilizzo, soprattutto nelle zone di maggior passaggio o dove vengono trascinati oggetti pesanti. In alcuni cicli è possibile prevedere, a distanza di anni, una leggera abrasione superficiale e l’applicazione di una nuova mano di finitura trasparente o colorata, che rinfresca l’aspetto e ripristina parte della protezione originaria. È utile definire, almeno mentalmente, un piano di manutenzione in base al tipo di ambiente: In casa o in studi privati, un controllo visivo periodico e qualche attenzione agli urti più decisi sono in genere sufficienti. In officine, laboratori o autorimesse molto utilizzate, può essere opportuno programmare interventi più strutturati ogni tot anni, soprattutto se il pavimento sopporta carichi pesanti e traffico intenso. Un aspetto spesso sottovalutato è la scelta dei prodotti di pulizia affidata a chi materialmente lavora nell’ambiente (condomini, imprese di pulizie, personale interno): è importante che riceva indicazioni chiare su cosa si può usare e cosa no, per evitare danni dovuti a prodotti “miracolosi” ma poco compatibili con la resina. Con pochi accorgimenti costanti, le superfici in resina a rullo mantengono un aspetto ordinato e funzionale a lungo, senza richiedere attenzioni complicate o prodotti troppo specialistici. HighLight • Le superfici continue, con poche fughe a vista, sono più semplici da pulire rispetto a molte piastrelle tradizionali. • Con detergenti neutri e panni morbidi si mantiene facilmente un buon livello di pulizia quotidiana. • In caso di usura dello strato superficiale, molti cicli permettono di rinnovare il protettivo senza demolire tutto. LowLight • Detergenti troppo aggressivi o sgrassatori concentrati possono opacizzare e indurire la superficie nel tempo. • Se non si rispettano i tempi di maturazione iniziale, i primi lavaggi rischiano di segnare il film resinoso. • Graffi profondi e urti localizzati possono richiedere carteggiatura e ripristini puntuali non sempre invisibili. ««« Previous Next »»»
- Parete tinteggiata in stile americano rosso e bianco | L'artificio
< Back Manutenzione e pulizia delle lavorazioni di Tinteggiature 17 novembre 2025 Keywords: Tinteggiature, manutenzione, pulizia, detergenti, ripristino, L'Artificio La manutenzione parte da piccole attenzioni quotidiane. Le pareti tinteggiate accumulano polvere e sporco leggero , soprattutto negli angoli alti, dietro i termosifoni e lungo i bordi dei soffitti. Una spolverata periodica con panni morbidi o piumini antistatici riduce l’accumulo e mantiene le superfici più ordinate. La possibilità di lavare le pareti dipende molto dal tipo di prodotto utilizzato. Le pitture traspiranti semplici sopportano male gli sfregamenti ripetuti, soprattutto se in finitura molto opaca; le lavabili e superlavabili, così come gli smalti murali all’acqua, tollerano invece meglio panni umidi e detergenti neutri, purché usati con delicatezza. In ogni caso conviene sempre fare una prova in un angolo poco visibile, prima di intervenire su zone più esposte. Segni neri da sfregamento di sedie, valigie, borse o scarpe spesso possono essere attenuati o rimossi con spugne morbide e detergenti leggeri , lavorando senza insistere troppo. Se il segno è molto marcato o la pittura non è sufficientemente resistente, può essere più sensato prevedere un piccolo ritocco localizzato. I ritocchi di colore funzionano meglio quando si dispone ancora dello stesso prodotto usato in origine, ben chiuso e conservato. Anche così, su grandi superfici può essere difficile ottenere una perfetta mimetizzazione, perché il tempo, la luce e l’usura modificano leggermente il tono percepito. Spesso risulta più efficace ritoccare una intera parete o una porzione delimitata (tra due angoli, ad esempio) piuttosto che un punto isolato. In ambienti soggetti a muffe e condense , la manutenzione non può limitarsi alla pittura: vanno migliorate ventilazione e ricambio d’aria, eventualmente valutando l’uso di VMC o soluzioni di isolamento dei ponti termici. Cicli antimuffa e prodotti specifici aiutano, ma senza intervenire sulle cause il problema tende a ripresentarsi. Nel lungo periodo, il criterio per decidere se rifare completamente la tinteggiatura è una combinazione di fattori: ingiallimento generale, accumulo di segni e ritocchi, desiderio di cambiare colore e luce negli ambienti. Spesso, programmare una nuova tinteggiatura dopo alcuni anni, magari approfittandone per ripristinare piccole imperfezioni e aggiornare i toni, restituisce freschezza alla casa con un intervento relativamente poco invasivo. Se la scelta dei materiali è stata fatta con attenzione, e la tinteggiatura è stata applicata correttamente, la manutenzione si riduce a pochi gesti: pulizia delicata dove serve, ritocchi mirati e una nuova mano solo quando gli ambienti iniziano davvero a “chiedere” un cambio. HighLight • Le pitture lavabili e superlavabili consentono pulizie delicate con panni morbidi e detergenti neutri. • Piccoli segni e urti possono essere gestiti con ritocchi localizzati se si dispone ancora del prodotto originale. • Una spolverata periodica evita accumuli di polvere negli angoli, dietro termosifoni e lungo i soffitti. LowLight • Lavaggi troppo energici su pitture poco resistenti possono lasciare aloni più visibili dello sporco iniziale. • Senza conservare codice e tipo di pittura, ottenere ritocchi davvero invisibili diventa complicato. • Ignorare problemi di condensa e muffa porta a ripetere tinteggiature senza risolvere la causa alla radice. ««« Previous Next »»»










