Risultati di ricerca
191 risultati trovati con una ricerca vuota
- Segnaletica di cantiere | L'artificio
< Back Segnaletica temporanea e sicurezza dei pedoni 5 dicembre 2025 Keywords: Lavori in strada, segnaletica temporanea, pedoni, sicurezza stradale, L'Artificio La segnaletica temporanea parte sempre da un concetto di base: informare con anticipo . Gli automobilisti devono capire prima di arrivare al cantiere cosa sta succedendo e come cambierà la viabilità: restringimento di corsia, senso unico alternato, deviazione, limite di velocità. Cartelli posizionati troppo vicino al cantiere non lasciano il tempo di reagire, soprattutto su strade veloci. Oltre alla distanza, conta la coerenza del messaggio . Una sequenza logica: segnale di lavori in corso, avviso di restringimento, limite di velocità, eventuale segnalazione di senso unico alternato – permette a chi guida di adattare progressivamente il comportamento. Cartelli discordanti, nascosti dietro alberi, ribaltati dal vento o coperti da furgoni parcheggiati generano confusione. La sicurezza dei pedoni richiede accorgimenti specifici. Quando il marciapiede viene occupato dal cantiere o interessato dagli scavi, è necessario indicare chiaramente percorsi alternativi: deviazioni sul lato opposto della strada, corridoi protetti, attraversamenti temporanei. I semplici nastri non bastano; servono barriere stabili, rampe per superare dislivelli, segnalazioni visibili anche a chi ha difficoltà motorie o visive. Di notte o in condizioni di scarsa visibilità entra in gioco la segnaletica luminosa : lampeggianti, fari, elementi rifrangenti su transenne e barriere. Un cantiere correttamente illuminato rende evidente gli ostacoli anche quando la luce naturale manca, riducendo il rischio di urti con veicoli e di inciampi per i pedoni. La luce non deve comunque abbagliare chi guida, ma accompagnare il tracciato in modo chiaro. La presenza di incroci, fermate autobus e scuole richiede una cura ancora maggiore. In questi punti la densità di pedoni è alta, i tempi di reazione sono più brevi e le distrazioni maggiori. Segnali posizionati bene, barriere continue e attraversamenti protetti aiutano a mantenere una separazione netta tra cantiere, traffico e flussi pedonali, soprattutto nelle ore di punta. Un aspetto spesso trascurato è la manutenzione della segnaletica temporanea durante tutto il cantiere: il vento sposta coni e cartelli, la pioggia scolorisce, i mezzi possono urtare le barriere. Controlli periodici per riallineare, pulire, sostituire elementi danneggiati sono parte integrante del lavoro, non una cortesia. Quando la segnaletica temporanea è pensata e gestita con attenzione, pedoni e automobilisti percepiscono il cantiere come un’area controllata, non come un ostacolo caotico. E questo, oltre a migliorare la sicurezza, contribuisce a ridurre tensioni e lamentele da parte di chi passa ogni giorno davanti ai lavori. HighLight • La segnaletica ben studiata informa in anticipo automobilisti e pedoni su cosa accade e come cambiano i percorsi. • Percorsi pedonali protetti, corridoi e attraversamenti temporanei aumentano la sicurezza di chi si muove a piedi. • Lampeggianti, elementi rifrangenti e segnaletica luminosa migliorano la visibilità del cantiere anche di sera. • Una segnaletica ordinata e coerente riduce rallentamenti inutili e manovre improvvise dei veicoli. LowLight • Cartelli posizionati male, coperti o ribaltati dal vento generano confusione e comportamenti imprevedibili. • La segnaletica temporanea va controllata e mantenuta: se trascurata perde rapidamente efficacia. • In punti critici (incroci, fermate bus, scuole) servono più attenzioni e verifiche sul campo. ««« Previous Next »»»
- Pavimento sopraelevato dettaglio | L'artificio
< Back Materiali e finiture per Pavimenti sopraelevati 24 novembre 2025 Keywords: Pavimenti sopraelevati, materiali, finiture, scelta materiali, guida, L'Artificio Alla base di un pavimento sopraelevato c’è sempre un sistema composto da struttura metallica + pannelli modulari . La struttura è formata da piedini regolabili (pilastrini) collegati o meno da travette; i pannelli sono le “piastrelle” che appoggiano sopra e che si possono sollevare per accedere al plenum impiantistico. Il cuore del pannello può essere in solfato di calcio o in truciolare ad alta densità . Il solfato di calcio è più stabile dimensionalmente, ha buone prestazioni di reazione al fuoco e spesso un comportamento migliore sul fronte acustico; è ideale in uffici, banche, sale riunioni e locali dove serve robustezza e comfort. Il truciolare ad alta densità è una soluzione più economica, adatta a contesti meno critici, purché correttamente protetto dall’umidità. Esistono anche pannelli con anima metallica o miste, pensati per carichi elevati (archivi, locali tecnici, sale server) o ambienti dove servono requisiti particolari, come la dissipazione dell’elettricità statica. Questi sistemi permettono di sopportare carichi concentrati importanti, con deformazioni molto contenute. La superficie superiore del pannello può essere finita in diversi modi: Gres porcellanato incollato o integrato nel pannello, ideale per zone di rappresentanza, ingressi, spazi pubblici di banche e uffici. Resistente all’usura e facilmente pulibile. Laminato HPL , con una vasta gamma di effetti legno, cemento, pietra o colori pieni, adatto ad ambienti direzionali, open space, sale riunioni. PVC/LVT o gomma , per uffici dinamici, call center, spazi tecnici, con buona resistenza e comfort al calpestio. Moquette in quadrotte o finiture tessili, spesso accoppiate ai pannelli o appoggiate in sovrapposizione, per migliorare l’acustica e la sensazione di morbidezza sotto i piedi. Anche il retro del pannello è importante: rivestimenti in lamiera d’acciaio zincata, alluminio o film protettivi contribuiscono alla stabilità, alla reazione al fuoco e alla protezione dall’umidità risalente dal sottofondo. La scelta tra le varie finiture dipende dall’uso dello spazio: in una sala server saranno prioritari portata, antistaticità e accessibilità; in una filiale bancaria o in uffici open space conteranno di più estetica, comfort acustico e facilità di pulizia. In alcuni progetti si utilizzano finiture diverse sullo stesso sistema sopraelevato, per differenziare le zone pur mantenendo continuità tecnica. Il pavimento sopraelevato, quindi, non è un unico prodotto standard: è un sistema modulare che si adatta alle esigenze del progetto, combinando anima strutturale, prestazioni tecniche e finitura superficiale in un unico elemento. HighLight • Consentono di abbinare struttura tecnica e finiture estetiche (gres, laminato, LVT, moquette, gomma) nello stesso sistema. • Pannelli in solfato di calcio o truciolare ad alta densità permettono di calibrare portata, stabilità e budget. • Retro in lamiera o film protettivi migliora prestazioni su fuoco, umidità e stabilità dimensionale. • La gamma di finiture consente di differenziare aree di rappresentanza, uffici operativi e locali tecnici mantenendo lo stesso sistema sopraelevato. LowLight • Alcune finiture pregiate (gres grandi formati, legni particolari, moquette di alta gamma) hanno costi più elevati. • Pannelli non adeguatamente protetti dall’umidità possono deformarsi nel tempo, soprattutto in piani bassi o locali critici. • Non tutti i pannelli e le finiture sono adatti a carichi molto elevati (archivi, casseforti, macchinari). ««« Previous Next »»»
- Installazione lastra di controsoffitto | L'artificio
< Back Materiali e finiture per Controsoffitti e contropareti 19 dicembre 2025 Keywords: Controsoffitti e contropareti, materiali, finiture, scelta materiali, guida, L'Artificio Il materiale più utilizzato per controsoffitti e contropareti è il cartongesso , formato da lastre in gesso rivestito montate su una struttura metallica leggera. È una soluzione estremamente versatile: permette di realizzare superfici piane, velette, ribassamenti, nicchie, strutture curve e integrazioni con led e faretti. In funzione delle esigenze, le lastre possono essere standard, idrorepellenti per zone umide, o specifiche per la resistenza al fuoco. In contesti più tecnici o dove servono elevate prestazioni, entrano in gioco lastre in fibrogesso o sistemi compositi con pannelli ad alta densità. Questi materiali offrono maggiore robustezza, migliori prestazioni acustiche e, in alcuni casi, una migliore tenuta agli urti, utili in corridoi, spazi pubblici, aree di passaggio intenso e ambienti dove si prevede l’ancoraggio di elementi pesanti (pensili, apparecchiature, corpi illuminanti di grandi dimensioni). Un capitolo importante riguarda i sistemi fonoassorbenti . Pannelli microforati, doghe e lastre con fori o fresature specifiche, abbinati a materassini acustici posti dietro la superficie, contribuiscono a ridurre il riverbero e migliorare il comfort sonoro. In ristoranti, uffici open space, aule e sale riunioni, l’impiego di controsoffitti fonoassorbenti cambia in modo concreto la percezione dell’ambiente, rendendo le conversazioni più chiare e riducendo il rumore diffuso. Per i controsoffitti ispezionabili, vengono spesso utilizzati sistemi a moduli : pannelli in cartongesso, fibra minerale, metallo o materiali compositi appoggiati o agganciati a una struttura a vista. Queste soluzioni permettono di accedere facilmente agli impianti soprastanti, risultando molto pratiche in uffici, negozi e spazi dove le modifiche agli impianti sono frequenti. Quanto alle finiture , controsoffitti e contropareti possono essere tinteggiati con pitture opache o satinate, rivestiti con carte da parati, pannelli decorativi in legno, tessuti tesi o elementi tridimensionali. Un controsoffitto bianco opaco si presta a passare completamente in secondo piano, mentre una controparete può diventare protagonista grazie a colori intensi, tagli di luce e materiali in contrasto con il resto della stanza. La scelta del sistema giusto dipende da molti fattori: altezza disponibile, presenza di impianti, esigenze acustiche, stile dell’arredo, possibilità di manutenzione nel tempo. Valutare queste variabili in fase di progetto permette di trasformare controsoffitti e contropareti da semplici “coperture” a veri strumenti di progettazione degli interni. HighLight • Permettono di integrare impianti, illuminazione e passaggi tecnici senza demolire le strutture esistenti. • Ampia scelta di lastre: standard, idro, antincendio, acustiche, ad alta durezza superficiale. • Finiture lisce e continue che si tinteggiano come normali pareti e soffitti. • Possibilità di creare velette, gradini, tagli di luce e volumi decorativi oltre alla semplice “chiusura”. LowLight • Riducendo le altezze interne, possono rendere più “bassotti” ambienti già contenuti. • Le lastre standard sono sensibili all’umidità se utilizzate dove non sono previste. • Una scelta errata tra lastre normali, idro o REI può creare problemi di prestazioni nel tempo. ««« Previous Next »»»
- Inquiry Services Page | L'artificio
Scopri i nostri servizi e contattaci I nostri servizi 01. Progetto Personalizzato Un servizio su misura progettato per affrontare le tue sfide uniche, dall'ideazione all'esecuzione. Lavoreremo a stretto contatto per definire obiettivi chiari e fornire soluzioni innovative che soddisfino le tue specifiche esigenze. Questo pacchetto garantisce un approccio dedicato al tuo successo. Mostra di più 02. Pianificazione Soluzione Individuale Ottieni un piano d'azione personalizzato per raggiungere i tuoi obiettivi personali o professionali. Questo servizio ti connette con esperti per una discussione approfondita delle tue necessità, portando a strategie concrete e attuabili. Trasforma le tue idee in risultati tangibili con una guida esperta. Mostra di più 03. Pacchetto Guida Esperta Approfitta della nostra profonda conoscenza del settore per navigare progetti complessi e prendere decisioni informate. Questo pacchetto offre accesso a insight preziosi e raccomandazioni strategiche per ottimizzare le tue performance. Ottieni la chiarezza necessaria per progredire con fiducia. Mostra di più
- Pavimento in resina | L'artificio
< Back Preparazione del supporto per Resine materiche (a spatola) 22 ottobre 2025 Keywords: Resine materiche (a spatola), preparazione fondo, primer, umidità, adesione, L'Artificio Prima di applicare una resina materica a spatola, il supporto deve essere valutato con attenzione. Pareti, massetti, vecchie piastrelle, cartongesso o pannelli in fibra: ogni base ha reazioni diverse e richiede interventi mirati. Una parete leggermente crepata non si comporta come un massetto non stagionato o come una vecchia finitura lucida e poco ancorata. La prima operazione consiste sempre nell’individuare eventuali criticità strutturali: crepe passanti, distacchi di intonaco, zone umide, rigonfiamenti. Se questi problemi non vengono affrontati in modo corretto, la resina tende a copiare i difetti del supporto, oppure a fessurarsi in corrispondenza dei punti deboli. Nei casi più problematici è necessario intervenire con rasature armate, rifacimenti localizzati o prodotti specifici per il trattamento dell’umidità. Segue la fase di pulizia e preparazione meccanica. Vecchie pitture sfarinanti, residui di colla, polveri e sporco devono essere rimossi. Su pavimenti esistenti e piastrelle è spesso opportuno eseguire una leggera sgrossatura meccanica per migliorare l’adesione degli strati successivi. L’obiettivo è ottenere una superficie pulita, stabile, con assorbimento il più possibile uniforme. Entra quindi in gioco il sistema di primer e strati di fondo. Primer specifici per supporti assorbenti, promotori di adesione per piastrelle o superfici lisce, fondi epossidici o acrilici con cariche minerali: ogni ciclo di resina prevede una sequenza studiata per creare la base ideale al rivestimento materico. In questa fase si correggono piccole irregolarità e si comincia a uniformare visivamente la superficie, riducendo il rischio di aloni e macchie. Un aspetto spesso sottovalutato è la gestione dei tempi. Massetti non ancora asciutti, intonaci troppo freschi, interventi eseguiti in ambienti freddi e umidi possono alterare la polimerizzazione dei prodotti. È quindi importante rispettare i tempi tecnici tra una mano e l’altra, assicurandosi che le condizioni climatiche (temperatura, umidità, ricambi d’aria) siano compatibili con le indicazioni dei produttori. Una resina materica a spatola ben riuscita è la somma di queste attenzioni preliminari. Il cliente finale vede solo la finitura, ma la vera affidabilità del sistema si costruisce nelle fasi precedenti: analisi del supporto, correzione dei difetti, primer adeguati e rispetto dei tempi di asciugatura. HighLight • Una preparazione accurata riduce notevolmente il rischio di fessurazioni e distacchi nel tempo. • La correzione di crepe, giunti e differenze di assorbimento permette alla resina di lavorare in modo uniforme. • L’uso di primer e rasanti specifici garantisce un’adesione migliore su supporti diversi (massetti, piastrelle, intonaci). LowLight • Può richiedere più passaggi rispetto ad altre lavorazioni, soprattutto su fondi vecchi o irregolari. • Supporti instabili, umidi o con movimenti strutturali non gestiti possono vanificare anche un buon ciclo. • Saltare o comprimere la fase di preparazione porta spesso a difetti che emergono solo dopo qualche mese. ««« Previous Next »»»
- Lavori in strada | L'artificio
Scopri le Nostre Lavorazioni Scopri le Nostre Lavorazioni Scopri le Nostre Lavorazioni Scopri le Nostre Lavorazioni < Back Lavori in strada Lavoro su finestra fronte strada. Descrizione lavorazioni I lavori in strada comprendono interventi eseguiti in spazi pubblici o ad alto passaggio, che richiedono una gestione attenta delle fasi operative e delle interferenze con l’ambiente circostante. Queste lavorazioni possono includere ripristini, finiture e interventi localizzati su superfici esterne, svolti nel rispetto delle condizioni di sicurezza e delle normative vigenti. La pianificazione è fondamentale per limitare disagi e garantire continuità alle attività quotidiane. L’esecuzione richiede organizzazione, coordinamento e attenzione costante , per operare in modo efficace anche in contesti complessi e dinamici. Perché sceglierla • Organizzazione del cantiere pensata per ridurre l’impatto su passaggio e attività. • Soluzioni studiate per resistere a traffico, sporco e usura quotidiana. • Coordinamento con eventuali altri operatori presenti in zona. • Cura dell’immagine anche in contesti molto esposti al pubblico. Ti piacerebbe dare nuova forma ai tuoi spazi? Raccontaci il tuo progetto: ti aiutiamo a trovare la soluzione fuori dai luoghi comuni più adatta a te. ««« Previous Next »»»
- Bagno realizzato con piastrelle in tonalità grigio | L'artificio
< Back Materiali e finiture per Piastrelle 5 dicembre 2025 Keywords: Piastrelle, materiali, finiture, scelta materiali, guida, L'Artificio Il materiale oggi più utilizzato per pavimenti e rivestimenti è il gres porcellanato . Si tratta di una ceramica a pasta compatta, poco assorbente, resistente all’usura e alle macchie. È adatta a quasi tutti gli ambienti: cucine, bagni, zone giorno, uffici, perfino esterni (se si sceglie la versione giusta). La sua forza è la capacità di imitare moltissimi materiali: pietra, cemento, legno, terrazzo, marmi, metalli, con spessori contenuti e manutenzione semplice. La ceramica tradizionale da rivestimento (bicottura o monoporosa) è più leggera e leggermente più assorbente, pensata soprattutto per le pareti. Viene spesso usata in bagni e cucine per rivestire fino a una certa altezza o a tutta parete, con formati medio-piccoli o rettangolari. È perfetta dove non servono grandi prestazioni meccaniche, ma si desidera una superficie decorativa facile da pulire. I mosaici: in versione ceramica, vetro o pietra, permettono di rivestire superfici curve, nicchie, piatti doccia, sedute e dettagli. Sono molto utilizzati in docce, zone wellness, schienali cucina e inserti decorativi. Il formato ridotto e le fughe fitte garantiscono buona presa e, nel caso di pavimenti bagnati, un discreto contributo antiscivolo. Le pietre naturali (marmi, travertini, ardesie, pietre calcaree) hanno un fascino unico ma richiedono più attenzione: sono materiali vivi, con porosità, venature e caratteristiche proprie che vanno rispettate. Necessitano spesso di trattamenti protettivi, manutenzione più consapevole e scelte mirate a seconda della stanza (non tutte le pietre sono adatte, ad esempio, a cucine molto vissute). Un aspetto cruciale è la finitura superficiale . Il gres può essere: Naturale / matt , opaco e poco riflettente, ideale per ambienti contemporanei e pavimenti antiscivolo. Lappato o satinato , con una leggera lucentezza che rende l’ambiente più luminoso, mantenendo buona praticità. Lucido / levigato , molto scenografico ma più “delicato” in termini di graffi visibili e scivolosità, quindi da valutare con attenzione in zone a rischio bagnato. Per gli esterni e le zone bagnate (docce, bordi piscina, ingressi dall’esterno) è importante considerare la classe di scivolosità e scegliere superfici strutturate o antiscivolo, pensate proprio per queste condizioni. Anche lo spessore incide: formati standard per interni (8–10 mm), lastre grandi e sottili (3–6 mm) da usare spesso come rivestimento o per sovrapposizioni, e gres spessorato (20 mm e oltre) pensato per esterni, terrazze e posa su piedini o su ghiaia. Infine, la giusta combinazione tra formato, colore e finitura permette di trovare l’equilibrio tra estetica e funzionalità: lastre grandi per spazi moderni e continui, formati piccoli per schemi più dinamici o ambienti classici, tinte neutre dove si vuole uno sfondo che non stanchi nel tempo, soluzioni più decise per zone di carattere. HighLight • Il gres porcellanato offre alta resistenza a usura, macchie e urti con manutenzione semplice. • Ampia scelta di effetti: pietra, cemento, legno, metallo, terrazzo, marmo, tinta unita. • Formati sottili e grandi lastre permettono sovrapposizioni e soluzioni molto contemporanee. • Piastrelle specifiche per esterni e zone bagnate garantiscono superfici antiscivolo più sicure. LowLight • Alcune pietre naturali richiedono trattamenti e manutenzioni più impegnative rispetto al gres. • Finiture molto lucide evidenziano di più graffi, aloni e sporco in controluce. • Non tutte le piastrelle sono adatte indistintamente a pavimento, rivestimento e esterno: la scelta va mirata. ««« Previous Next »»»
- Pavimenti in legno-laminati-spc | L'artificio
Scopri le Nostre Lavorazioni Scopri le Nostre Lavorazioni Scopri le Nostre Lavorazioni Scopri le Nostre Lavorazioni < Back Pavimenti in legno-laminati-spc Ambiente con nuovo pavimento decorativo. Descrizione lavorazioni I pavimenti in legno, laminati e SPC offrono soluzioni funzionali e versatili per ambienti residenziali e professionali, con diverse caratteristiche in termini di estetica, resistenza e manutenzione. La scelta del materiale viene valutata in base alle esigenze d’uso e al contesto. Questi sistemi consentono di rinnovare gli spazi con tempi contenuti e interventi poco invasivi, garantendo continuità visiva e integrazione con gli elementi esistenti. La posa può avvenire su supporti preesistenti, nel rispetto delle corrette condizioni tecniche. Un’installazione accurata richiede precisione negli allineamenti, attenzione ai dettagli e corretta preparazione dei supporti , per assicurare stabilità, durata e una resa estetica uniforme nel tempo. Perché sceglierla • Soluzioni calde e confortevoli, adatte a casa e ufficio. • Posa con tempi ridotti e, in molti casi, senza demolizioni. • Ampia scelta di essenze, formati e texture. • Facilità di pulizia e possibilità di sostituire singole doghe se necessario. Ti piacerebbe dare nuova forma ai tuoi spazi? Raccontaci il tuo progetto: ti aiutiamo a trovare la soluzione fuori dai luoghi comuni più adatta a te. ««« Previous Next »»»
- Cucina rivestita con pellicola gialla | L'artificio
< Back Preparazione del supporto per Laminati morbidi per mobili 22 ottobre 2025 Keywords: Laminati morbidi per mobili, preparazione fondo, primer, umidità, adesione, L'Artificio La preparazione del supporto è il passaggio più sottovalutato quando si parla di laminati per mobili. Il cliente vede il risultato finale, ma dietro ci sono ore dedicate a smontare, pulire, controllare e correggere difetti nascosti. Partiamo da qui: cosa facciamo quando arriviamo davanti a una cucina o a un armadio da rivestire? Per prima cosa analizziamo lo stato delle superfici: vernici che si sfogliano, gonfiori vicino al lavello, bordi rovinati, cerniere che non tengono più le ante. Una pellicola non può “risolvere” problemi strutturali di umidità o di legno danneggiato: in questi casi è necessario prevedere piccoli interventi di ripristino prima di pensare al rivestimento. È un investimento di tempo che evita sorprese dopo pochi mesi. Il secondo passaggio è la pulizia profonda utilizzando sgrassanti specifici per rimuovere completamente grassi di cucina, siliconi, cere e residui di vecchi prodotti lucidanti. Raccontiamo perché anche una minima traccia di unto può compromettere l’adesione del laminato, soprattutto su ante vicino a fornelli e maniglie. Affrontiamo poi la correzione delle imperfezioni: piccole sbeccature, graffi, spigoli rovinati. In questi punti interveniamo con stuccature leggere e carteggiature mirate, in modo da riportare la superficie a una planarità sufficiente per ottenere un’applicazione pulita. A differenza della vernice, la pellicola “legge” molto di più ciò che c’è sotto, evidenziando eventuali difetti se non vengono trattati prima. Infine, è importante la preparazione di ambienti e mobili: smontaggio di maniglie, rimozione di elettrodomestici quando necessario, protezione di pavimenti e piani di lavoro. HighLight • Una buona preparazione migliora l’adesione del laminato e riduce il rischio di distacchi nel tempo. • La correzione di scheggiature, bordi rotti e piccole irregolarità rende il risultato finale molto più pulito. • Sgrassare correttamente elimina residui di silicone, cere e grassi che compromettono l’ancoraggio. LowLight • Può richiedere tempo, soprattutto su mobili vecchi con verniciature lucide o più strati di finitura. • In presenza di gonfiori da umidità su truciolare o MDF è spesso necessario sostituire parti del pannello. • Saltare carteggiatura e sgrassaggio porta facilmente a bolle e sollevamenti già nei primi mesi di utilizzo. ««« Previous Next »»»
- Chi siamo e la nostra visione | L’Artificio
L’Artificio nasce da una visione artigianale delle decorazioni d’interni e delle finiture, fatta di ascolto, ricerca dei materiali e cura dei dettagli. ABOUT US L’Artificio Ristrutturazioni leggere nasce 15 anni fa come impresa decorativa dall’intuizione di Fabio Brichetti e, con l’ingresso del figlio Mattia, si è trasformata in una realtà che unisce decorazione, finiture e ristrutturazioni supportate e coordinate , trasformando ogni ambiente in uno spazio che parla di voi. Il nostro obiettivo è guidarvi nella scelta di soluzioni uniche per rifinire e valorizzare i vostri interni, partendo dai vostri desideri per farvi scoprire la bellezza dell'arte dentro le vostre mura. Crediamo nella semplicità dell’eleganza e nella possibilità di trasformare ogni parete in un’opera che rispecchi la vostra personalità. La nostra missione L’Artificio è nato da due principi fondamentali: Esprimere una visione originale e personale del mondo, fatta di colori, luci e atmosfere che vanno oltre i soliti schemi. Offrire un servizio ad personam, basato sulla fiducia, sull’ascolto e sull’accoglienza di ogni esigenza individuale dei nostri clienti. La nostra esperienza Da oltre 15 anni ci impegniamo a garantire un servizio di alta qualità. Abbiamo frequentato corsi con aziende professionali nel settore della decorazione d'interni e continuiamo a formarci con aggiornamenti sulle ultime tecniche e materiali. Grazie a collaborazioni con partner specializzati, possiamo proporre soluzioni su misura che rispondano davvero alle vostre aspettative. Siamo al vostro fianco per rendere la vostra casa un luogo in cui sentirsi sempre a proprio agio, giorno dopo giorno. MANAGEMENT Fabio Brichetti Founder & Master decorator Mattia Brichetti Operation & Finance coordinator PARTNER GOLD LAVORA CON NOI Siamo sempre aperti a nuove collaborazioni: artigiani, installatori, architetti e studi di architettura, a Milano, in Italia e all’estero, che condividono la nostra visione del progetto e della qualità. Contattaci









