top of page

Risultati di ricerca

165 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Macchina PLE per lavori in quota | L'artificio

    < Back Ponteggi, trabattelli e piattaforme: quale soluzione scegliere 10 novembre 2025 Keywords: Lavori in quota, ponteggi, trabattelli, piattaforme aeree, accesso quota, L'Artificio Il ponteggio fisso è la soluzione più conosciuta e utilizzata per lavori prolungati su facciate, corti interne, grandi superfici o edifici multipiano. Offre piani di lavoro ampi, continui e modulabili, permette di spostarsi lungo tutta la facciata e consente il trasporto di materiali in quota con sistemi di sollevamento. È particolarmente indicato per restauri estesi, rifacimenti di intonaci, tinteggiature integrali, posa di cappotti e interventi che coinvolgono buona parte dell’involucro. I trabattelli sono torri mobili, in genere montate su ruote con sistemi di bloccaggio. Si prestano a interventi localizzati a media altezza, come lavori su porzioni limitate di facciata, ritocchi, manutenzioni di insegne o piccoli interventi su coperture accessibili. La loro forza è la rapidità di montaggio e lo spostamento relativamente semplice, ma richiedono superfici di appoggio regolari e il rispetto rigoroso delle configurazioni di montaggio previste. Le piattaforme aeree (PLE) – come autocarrate, semoventi, verticali o articolate – consentono di raggiungere punti difficili, spesso sopra ostacoli o in cortili interni dove non è pratico montare un ponteggio. Sono ideali per interventi brevi, mirati, o per lavorare su più punti distanti senza dover installare strutture fisse su tutto l’edificio. Richiedono però operatori abilitati, spazi adeguati per manovrare e spesso superfici portanti sufficienti per sopportare pesi concentrati. La scelta dell’attrezzatura dipende da diversi parametri: durata del cantiere, estensione delle superfici, accessibilità, budget e impatti sul contesto . Un intervento di pochi giorni su un solo punto alto può giustificare una piattaforma, mentre un rifacimento completo delle facciate di un condominio difficilmente potrà rinunciare a un ponteggio. Un altro aspetto riguarda l’impatto sulle persone che vivono o lavorano nell’edificio. Un ponteggio fisso comporta la presenza prolungata di una struttura che riduce luce e visuali, ma permette di gestire il cantiere in modo stabile. Una piattaforma, al contrario, crea un disturbo più puntuale ma può rendere meno invasivo l’intervento nel tempo. Valutare con i committenti queste differenze contribuisce a scegliere la soluzione più accettabile per tutti. Infine, è importante considerare la combinazione di più sistemi: ponteggi per le parti principali, trabattelli per l’interno cortile, piattaforme per alcuni punti particolarmente complessi. Ogni cantiere richiede un progetto di accesso in quota pensato su misura, non una risposta standard uguale per tutti. HighLight • La scelta corretta tra scale, trabattelli, ponteggi, PLE o sistemi su funi migliora sicurezza ed efficienza. • Tecniche di accesso ben definite riducono salite e discese inutili, minimizzando fatica e distrazioni. • Buone pratiche di movimentazione in quota (attrezzi legati, aree sottostanti interdette) proteggono anche chi sta a terra. • Formazione e addestramento sulle manovre più frequenti aumentano la confidenza senza abbassare l’attenzione. LowLight • L’uso improprio di scale e trabattelli come “postazione di lavoro stabile” espone a rischi di caduta elevati. • Appoggi improvvisati o ancoraggi fai-da-te su elementi non strutturali possono cedere senza preavviso. • Sovraccaricare piattaforme o piani di lavoro oltre i limiti indicati compromette stabilità e sicurezza dell’insieme. ««« Previous Next »»»

  • Effetto travertino oro e nero su parete e soffitto in camera matrimoniale | L'artificio

    < Back Colori, luci e abbinamenti per valorizzare Decorazioni materiche 16 gennaio 2026 Keywords: Decorazioni materiche, colori, illuminazione, interior design, abbinamenti, L'Artificio Le decorazioni materiche dialogano in modo diretto con la luce: ogni rilievo, ogni spatolata, ogni cambio di spessore crea piccole ombre che cambiano nell’arco della giornata. Per questo il primo passo è osservare come entra la luce naturale nella stanza, in quali orari lo spazio è più vissuto e che tipo di illuminazione artificiale è già presente o verrà installata. Ad esempio, una parete materica posizionata di fronte a una grande finestra va trattata diversamente rispetto a una parete laterale o a una nicchia più in penombra. I toni molto scuri, su superfici molto materiche, possono risultare elegantissimi in ambienti ampi e luminosi, ma rischiano di appesantire stanze piccole o poco illuminate. Al contrario, neutri caldi e grigi morbidi valorizzano la texture senza chiudere lo spazio, soprattutto in soggiorni e camere da letto. Abbinamenti con pavimenti e arredi. Una decorazione materica importante trova il suo equilibrio vicino a pavimenti più neutri e arredi dalle linee pulite; se invece il pavimento ha già un forte carattere (legno molto venato, cementine, pietra a vista) conviene scegliere pareti materiche più sobrie, che dialoghino per tono e non per contrasto eccessivo. Portiamo esempi pratici: parete effetto cemento chiaro con pavimento in legno caldo, parete nuvolata su fondo beige in cucina, decorazioni materiche più profonde solo dietro il divano o alla testata del letto. Parliamo di luce artificiale: applique che illuminano la parete dall’alto verso il basso, binari con spot orientabili, strip LED nascoste in velette o nicchie. Una corretta progettazione dell’illuminazione può far “vivere” la decorazione materica anche la sera, evitando ombre casuali e zone troppo abbagliate. L’idea è dare a chi legge non solo ispirazione, ma anche strumenti pratici per immaginare la propria casa con le decorazioni materiche al posto giusto, nella tonalità giusta e con la luce giusta. HighLight • Permettono di lavorare su combinazioni colore-matericità per cambiare completamente atmosfera agli ambienti. • Interagiscono in modo interessante con la luce radente, mettendo in risalto rilievi e sfumature. • Si integrano facilmente con arredi, pavimenti e velette, creando continuità tra pareti e volumi. • Consentono di caratterizzare solo alcune pareti lasciando le altre più neutre e leggere. LowLight • Scelte troppo estreme di colore o di texture rischiano di stancare nel tempo in ambienti molto vissuti. • Richiedono un minimo di progetto cromatico per evitare accostamenti casuali difficili da correggere dopo. • In stanze molto piccole, effetti troppo materici e scuri possono appesantire e ridurre visivamente gli spazi. ««« Previous Next »»»

  • Muretto del bagno rivestito in travertino | L'artificio

    < Back Manutenzione e pulizia delle lavorazioni di Decorazioni materiche 10 novembre 2025 Keywords: Decorazioni materiche, manutenzione, pulizia, detergenti, ripristino, L'Artificio Questo articolo è pensato per chi ha già scelto una decorazione materica o ci sta pensando ma teme la manutenzione. Partiamo sfatando un mito: non esiste una superficie che non si sporca mai, ma esistono superfici che si puliscono meglio e che si ripristinano senza drammi. Le decorazioni materiche sono tipicamente porose ma esistono diverse finiture protettive con cere, vernici o resine trasparenti. Le prime sono perfette in ambienti più “calmi”, dove si vuole un effetto molto naturale; le seconde sono indicate in zone di passaggio, corridoi, scale e vicino ai punti di contatto frequenti (interruttori, schienali di sedie, testate del letto), le ultime offrono il massimo livello di protezione ma incidono molto sulla riflettanza naturale della parete. Entriamo nel dettaglio dei prodotti consigliati per la pulizia: panni in microfibra, detergenti neutri, acqua tiepida e poche gocce di prodotto specifico. Invece è meglio evitare: spugne abrasive, solventi, candeggina, prodotti multiuso troppo aggressivi che possono opacizzare o macchiare la superficie. Piccoli incidenti domestici: strisciate lasciate da borse o scarpe, segni di matita o penna, macchie di cibo. Se le superfici sono trattate con protettivi i segni lievi vengono puliti con facilità anche dal cliente, senza bisogno di un intervento extra. Per danni più marcati proponiamo modalità di intervento per un ripristino localizzato. Soprattutto sulle decorazioni materiche è importante non improvvisare: certe correzioni fatte a caso si notano più del difetto iniziale. Infine, affrontiamo il tema dell’invecchiamento naturale: una decorazione materica, col tempo, può prendere una patina che spesso la rende ancora più interessante. Per riconoscere la differenza tra un invecchiamento “bello” e un degrado vero e proprio, suggeriamo intervalli indicativi per controlli e, se necessario, per stendere una nuova protezione superficiale. L’obiettivo è far capire che prendersi cura di queste superfici non è complicato, basta sapere come farlo. HighLight • Molte finiture materiche possono essere pulite con detergenti neutri e panni morbidi senza procedure complesse. • È spesso possibile intervenire con ritocchi localizzati senza rifare l’intera parete. • Le versioni protette con vernici o cere specifiche tollerano meglio urti leggeri e sporco quotidiano. LowLight • Prodotti troppo aggressivi o abrasivi possono rovinare la texture e lucidare in modo irregolare la superficie. • Colori molto scuri o effetti molto marcati tendono a evidenziare di più polvere e piccoli segni. ««« Previous Next »»»

  • Rivestimento murale a parete effetto in SPC | L'artificio

    < Back Rivestimenti murari in SPC: pareti continue e resistenti 30 gennaio 2026 Keywords: Rivestimenti murari SPC, pareti SPC, superfici verticali decorative, effetto legno, effetto pietra, L'Artificio L' SPC (Stone Plastic Composite) è nato come materiale per pavimenti tecnici, ma sempre più spesso viene utilizzato come rivestimento murale per dare alle pareti un ruolo da protagoniste, soprattutto in ambienti molto vissuti. Si tratta di pannelli sottili, rigidi e dimensionalmente stabili, composti da una miscela di polveri minerali e componenti polimerici, pensati per resistere nel tempo a urti, variazioni di temperatura e umidità controllata. Portato a parete, l’SPC consente di creare superfici continue, facili da pulire e molto resistenti a sfregamenti e urti leggeri. È una soluzione interessante per ingressi, corridoi, pareti di passaggio, retro di sedute, zone pranzo, fondali di cucine aperte sul living, ma anche per bagni e spogliatoi se combinato con corretti accorgimenti tecnici. Dal punto di vista estetico, i rivestimenti murari in SPC offrono un’ampia gamma di effetti grafici : legni naturali, rovere, noce, essenze più contemporanee, marmi chiari e scuri, pietre, cementi, finiture ossidate. Grazie alla stampa digitale e alle finiture superficiali goffrate, è possibile ottenere pareti che, a colpo d’occhio, sembrano rivestite in legno o pietra, ma con peso e spessori nettamente inferiori. La posa può avvenire tramite incollaggio diretto su pareti preparate oppure su sottostrutture con sistemi a incastro. Nel primo caso si ottengono superfici molto aderenti al supporto, nel secondo si guadagna spazio per far passare cavi, predisporre nicchie o integrare luci e impianti. In entrambi i casi, la regolazione di giunti e tagli perimetrali è fondamentale per un risultato pulito. Uno dei vantaggi più apprezzati è la facilità di manutenzione : la superficie si pulisce con detergenti neutri e panni morbidi, esattamente come un pavimento SPC. In ambienti con bambini, animali o forte passaggio, questo permette di preservare nel tempo l’aspetto delle pareti, che con una semplice tinteggiatura tenderebbero a segnarsi più rapidamente. In fase di progetto, i rivestimenti in SPC permettono di coordinare pavimenti e pareti usando la stessa finitura o giocando su contrasti controllati: ad esempio, pavimento effetto cemento e parete effetto legno caldo, oppure il contrario. Questa coerenza materica aiuta a costruire ambienti continui e bilanciati senza dover ricorrere a troppi materiali diversi. Come per ogni soluzione tecnica, è importante valutare contesto, supporto e destinazione d’uso : in presenza di umidità di risalita o pareti ancora “in movimento” è necessario intervenire prima sulla causa, perché il rivestimento SPC copre ma non risolve problemi strutturali. In situazioni corrette, però, rappresenta un ottimo compromesso tra estetica, prestazioni e lavori relativamente poco invasivi. HighLight • Riveste le pareti con superfici resistenti, lavabili e dimensionalmente stabili nel tempo. • Ampia scelta di effetti legno, pietra, cemento e marmo per coordinare pavimenti e pareti. • Ideale per zone molto vissute, ingressi, corridoi, living aperti e bagni tecnici. • Posa relativamente rapida e spessori ridotti, adatti anche a ristrutturazioni senza grandi demolizioni. LowLight • Non risolve problemi di umidità o movimenti del supporto: va applicato su pareti sane e stabili. • Finiture di bassa qualità possono risultare poco realistiche o rovinarsi più facilmente agli spigoli. ««« Previous Next »»»

  • Soffitto teso con illuminazione integrata | L'artificio

    < Back Preparazione del supporto per Soffitti tesi 30 settembre 2025 Keywords: Soffitti tesi, preparazione fondo, primer, umidità, adesione, L'Artificio Prima di arrivare alla posa vera e propria, si procede con un rilievo accurato dell’ambiente. Vengono misurate lunghezze, diagonali, altezze e si controllano gli eventuali fuori squadro. In questa fase si individua la quota a cui verrà posizionato il nuovo soffitto teso, valutando l’impatto sull’altezza percepita degli ambienti e la necessità di creare spazio per luci, cavi e altri impianti. Uno degli aspetti più importanti riguarda la verifica delle pareti sulle quali saranno fissati i profili. In caso di muri in laterizio pieno o cemento armato, la tenuta dei tasselli è generalmente molto buona; su tramezze leggere, vecchi intonaci scollati o cartongessi non adeguatamente rinforzati può essere necessario intervenire con consolidamenti, rinforzi interni o profili aggiuntivi. Un ancoraggio solido è indispensabile, perché il telo teso esercita una trazione costante sulla struttura perimetrale. È essenziale poi la mappatura degli impianti . Cavi elettrici, tubazioni, bocchette di ventilazione, sensori, rilevatori di fumo e climatizzazione devono essere individuati e, se necessario, riposizionati. L’altezza del soffitto teso viene scelta anche in funzione di questi elementi: troppo vicino al vecchio soffitto, si rischia di limitare gli spazi tecnici; troppo basso, si riduce in modo eccessivo l’altezza del locale. La preparazione include anche la definizione dei punti di illuminazione : faretti incassati, binari, linee di luce, pannelli retroilluminati. Per ogni elemento vanno previsti rinforzi locali, telai e anelli di supporto, in modo da non stressare il telo e garantire stabilità nel tempo. Questi accorgimenti vengono pianificati prima, per evitare soluzioni improvvisate in fase di posa. Nel caso di ambienti che hanno sofferto di umidità o infiltrazioni , è importante risolvere il problema alla base prima dell’installazione. Un soffitto teso può “contenere” temporaneamente piccole infiltrazioni, ma non deve diventare un modo per nascondere problemi strutturali non risolti. Eventuali distacchi di intonaco, rigonfiamenti o tracce di acqua vengono quindi trattati in anticipo. La preparazione dell’ambiente comprende anche l’organizzazione degli arredi: in molti casi è sufficiente spostarli al centro della stanza e proteggerli, in altri è preferibile liberare l’area perimetrale per consentire un accesso agevole alle pareti. Un buon sopralluogo iniziale permette di pianificare tutti questi aspetti, riducendo tempi di fermo e imprevisti il giorno della posa. HighLight • La verifica di pareti e perimetri assicura un ancoraggio stabile dei profili nel tempo. • La pianificazione di punti luce, faretti e linee LED evita modifiche invasive dopo la posa della membrana. • La gestione delle altezze consente di integrare impianti, retroilluminazione e velette senza abbassare eccessivamente gli ambienti. LowLight • Pareti fuori piombo o friabili possono richiedere rinforzi e lavori preliminari aggiuntivi. • Impianti esistenti disordinati sopra il soffitto possono complicare il posizionamento di corpi illuminanti e binari LED. • Una progettazione frettolosa delle quote luminose rischia di creare ombre o zone poco illuminate nella retroilluminazione. ««« Previous Next »»»

  • Cantiere in strada per imbiancatura parete | L'artificio

    < Back Gestione di rumori, polveri e orari di lavoro in strada 14 ottobre 2025 Keywords: Lavori in strada, rumori, polveri, orari lavoro, residenti, L'Artificio La gestione dei rumori parte dalla pianificazione delle lavorazioni più invasive: demolizioni, tagli con disco, fresature dell’asfalto, scarico di materiali inerti. Queste operazioni non possono essere eliminate, ma possono essere concentrate in fasce orarie più compatibili con il contesto: ad esempio evitando gli ingressi e le uscite scolastiche, le prime ore del mattino o la pausa pranzo in presenza di abitazioni e uffici molto vicini. Oltre agli orari, è importante curare le attrezzature : macchine in buono stato, silenziatori efficienti, compressori correttamente alloggiati, nessuna tendenza a “lasciare acceso” inutilmente un motore sotto la finestra di qualcuno. Ogni piccolo accorgimento limita il rumore di fondo e rende più sopportabile il cantiere, soprattutto per chi ci convive per settimane. Le polveri sono un altro tema sensibile. Tagli di asfalto, demolizioni di marciapiedi, frantumazione di sottofondi e movimentazione di materiali inerti generano inevitabilmente particelle che si disperdono nell’aria. Per ridurle si utilizzano sistemi di bagnatura, aspirazioni localizzate dove possibili, teli o barriere antipolvere in corrispondenza dei fronti più sensibili (vetrine, ingressi, finestre a piano terra). Durante lo spostamento di materiali e detriti è utile prevedere percorsi e modalità che evitino cadute dall’alto e dispersioni : benne chiuse, sacconi, cassoni adeguati, carichi non eccessivi che possano “schizzare” nell’urto. Anche la velocità dei mezzi che si muovono in cantiere incide sulla quantità di polvere sollevata. Gli orari di lavoro andrebbero definiti non solo in funzione della produttività interna, ma anche del contesto esterno. Nei centri abitati è frequente che ci siano regolamenti che fissano fasce orarie per rumori e lavorazioni; oltre a rispettarli, è buona pratica comunicare ai residenti e alle attività commerciali gli orari tipici in cui ci si aspetta maggior disturbo, così da permettere una minima organizzazione (ad esempio per chi tiene vetrine aperte o lavora con il pubblico). La comunicazione preventiva è una delle armi più efficaci per disinnescare conflitti: avvisi affissi nell’androne del condominio, comunicazioni a negozi e uffici, contatti con eventuali realtà sensibili (studi medici, scuole, attività che lavorano su appuntamento). Sapere in anticipo quando si prevedono giornate più rumorose o lavorazioni particolarmente polverose permette a chi vive la zona di organizzarsi meglio. Infine, prevedere momenti di ascolto e confronto durante il cantiere aiuta a calibrare alcuni aspetti: se un orario risulta particolarmente problematico per una determinata attività, spesso è possibile spostare alcune operazioni in un’altra fascia della giornata, senza stravolgere il cronoprogramma complessivo. Un cantiere che tiene conto di rumori, polveri e orari non sarà mai “invisibile”, ma può essere percepito come rispettoso, riducendo malumori e resistenze e permettendo di lavorare con un clima più sereno. HighLight • La programmazione delle lavorazioni più rumorose riduce l’impatto su residenti, scuole e attività commerciali. • Sistemi di bagnatura, aspirazione e pulizia limitano la diffusione di polveri in ambienti abitati. • Una comunicazione chiara su orari e fasi critiche aiuta negozi e uffici ad organizzarsi meglio. • L’ascolto delle segnalazioni del quartiere consente piccoli aggiustamenti che migliorano il clima complessivo. LowLight • Alcune lavorazioni (demolizioni, fresature, tagli) generano comunque rumori difficili da “addolcire”. • In strade strette o molto trafficate il controllo delle polveri è più complicato e richiede più passaggi. • Orari troppo rigidi o non concordati possono creare tensioni con chi vive o lavora a ridosso del cantiere. ««« Previous Next »»»

  • Persiane e Scuri in legno | L'artificio

    Scopri le Nostre Lavorazioni Scopri le Nostre Lavorazioni Scopri le Nostre Lavorazioni Scopri le Nostre Lavorazioni < Back Persiane e Scuri in legno Persiana restaurata e riverniciata in legno Descrizione lavorazioni La lavorazione su persiane e scuri in legno richiede competenze specifiche, attenzione ai dettagli e una corretta gestione delle fasi operative, soprattutto quando si interviene su edifici abitati o in ambito condominiale. Ci occupiamo di interventi completi che comprendono smontaggio, ripristino strutturale, riallineamento delle ante e revisione della ferramenta , operando sia su singole unità abitative sia su complessi di più appartamenti. Le lavorazioni vengono organizzate per ridurre al minimo i disagi , pianificando tempi e modalità di intervento in accordo con amministrazioni e proprietari. Le fasi di preparazione prevedono carteggiature mirate , risanamenti localizzati e cicli di finitura specifici per legno da esterni, scelti in base all’esposizione e alle condizioni ambientali. Una corretta manutenzione delle persiane è fondamentale per preservarne funzionalità, sicurezza e resa estetica , contrastando nel tempo l’azione di umidità, agenti atmosferici e degrado biologico. Perché sceglierla Ripristino e risanamento del legno Riallineamento e messa in squadra delle ante Revisione e sostituzione della ferramenta Cicli di finitura per esterni Ti piacerebbe dare nuova forma ai tuoi spazi? Raccontaci il tuo progetto: ti aiutiamo a trovare la soluzione fuori dai luoghi comuni più adatta a te. ««« Previous Next »»»

  • CUSTOM BREATH | L'artificio

    Scopri i Nostri Progetti Scopri i Nostri Progetti Scopri i Nostri Progetti Scopri i Nostri Progetti < Back CUSTOM BREATH Diamo forma a elementi tecnici che diventano dettagli di design: dal 3D alla prototipazione, fino alla realizzazione in alluminio, verniciatura e montaggio. In questo progetto, bocchette d’aria su misura con forme e finiture personalizzate, pensate per integrarsi perfettamente in ogni ambiente. Il Progetto Custom Breath nasce da una richiesta precisa, arrivata da un cliente internazionale : nella sua villa voleva sostituire le classiche bocchette di mandata dell’aria condizionata con un elemento più pulito, elegante, davvero integrato nell’architettura. Non un semplice accessorio tecnico con il classico motivo grigliato, ma un dettaglio di design capace di elevare l’ambiente. Abbiamo iniziato come si fa con i progetti su misura: ascolto, proporzioni, linee della casa. Presentato il primo disegno, il cliente ha approvato subito l’impostazione. Da lì abbiamo sviluppato il modello in 3D e realizzato una prototipazione in stampa 3D , utile per toccare con mano volumi e ingombri reali. La bozza fisica ha chiarito tutto: dimensioni, percezione, presenza a parete. Il feedback è stato immediato ed entusiasta. Scelto il design, siamo passati ai materiali. Tra ferro, leghe e altre soluzioni, la scelta definitiva è caduta sull’alluminio : leggero, stabile, resistente alla corrosione, lavorabile con grande precisione e perfetto per ottenere una verniciatura uniforme e durevole. La parte a vista è stata tagliata a laser per garantire pulizia assoluta del disegno, successivamente sul retro abbiamo realizzato e saldato la struttura di ancoraggio a muro/soffitto. Ogni bocchetta aveva misure dedicate, quindi grafiche e tagli sono stati gestiti singolarmente, in aggiunta alcune bocchette di mandata sono state installate su pareti curve. Abbiamo pertanto replicato l’angolo di curvatura della parete, creato uno schema di montaggio dedicato e saldato la faccia sulla struttura curva, mantenendo continuità e precisione. Dopo l’assemblaggio è iniziata la parte che fa davvero la differenza: la rifinitura. Ogni spigolo è stato smussato , ogni giunzione ripulita, le superfici fresate e carteggiate fino a ottenere una mano uniforme, pronta a ricevere la vernice senza imperfezioni. La verniciatura è stata eseguita con ciclo specifico per alluminio (ancoraggio e finitura), per garantire adesione, resistenza e un aspetto “pieno”, elegante, pensato per durare nel tempo. Una volta asciutte, le bocchette sono state imballate con protezioni rinforzate: angolari, distanziatori, fissaggi interni e confezionamento studiato per affrontare senza rischi la spedizione internazionale . Arrivate in cantiere, le abbiamo montate con precisione e poi integrate nelle lavorazioni decorative di pareti e soffitti, così che il pezzo tecnico scomparisse… lasciando solo il segno del design. Il risultato è quello che volevamo fin dall’inizio: aria che passa, bellezza che resta . Israele Studio di Architetti Dicembre 2024 Design tecnico su misura Riepilogo Tipologie lavorazioni Soluzioni tecniche Elementi tecnici su misura Progettiamo elementi tecnici che diventano veri dettagli di design, dal modello 3D alla prototipazione in stampa 3D, fino alla realizzazione in diversi materiali, verniciatura e montaggio. Decorazioni e finiture Finiture d’Interni Decorazioni Interventi decorativi su pareti e soffitti per personalizzare gli ambienti con colori e finiture speciali. Ti piacerebbe dare nuova forma ai tuoi spazi? Raccontaci il tuo progetto: ti aiutiamo a trovare la soluzione fuori dai luoghi comuni più adatta a te. ««« Previous Next »»»

  • Soffitti tesi | L'artificio

    Scopri le Nostre Lavorazioni Scopri le Nostre Lavorazioni Scopri le Nostre Lavorazioni Scopri le Nostre Lavorazioni < Back Soffitti tesi Ambiente con soffitto teso retroilluminato. Descrizione lavorazioni I soffitti tesi rappresentano una soluzione tecnica e decorativa per ridefinire gli spazi interni con superfici pulite, continue e visivamente ordinate. Consentono di intervenire senza opere murarie invasive, adattandosi a contesti residenziali e professionali. Questi sistemi permettono di integrare illuminazione, elementi tecnici e soluzioni personalizzate, migliorando la percezione degli ambienti e la gestione delle altezze. La scelta dei materiali e delle finiture viene valutata in funzione dello spazio e dell’effetto desiderato. L’installazione richiede precisione, corretta progettazione e attenzione ai dettagli , per garantire stabilità, resa estetica e durata nel tempo. Perché sceglierla • Rinnovano completamente il soffitto senza demolizioni. • Permettono di integrare luci, gole luminose e elementi tecnici. • Nascondono impianti, crepe e irregolarità della struttura esistente. • Installazione veloce, con tempi di fermo minimi. Ti piacerebbe dare nuova forma ai tuoi spazi? Raccontaci il tuo progetto: ti aiutiamo a trovare la soluzione fuori dai luoghi comuni più adatta a te. ««« Previous Next »»»

  • Effetto travertino a parete, corridoio camere | L'artificio

    < Back Travertini: superfici naturali per pareti e dettagli d’interni 30 gennaio 2026 Keywords: Travertini, decorazioni murali, finiture effetto pietra, superfici verticali decorative, pareti interne, L'Artificio Il travertino è una pietra che richiama subito atmosfere architettoniche importanti: facciate storiche, scalinate, grandi spazi. Nelle lavorazioni decorative per interni, le finiture “effetto travertino” reinterpretano questo materiale in chiave più leggera, portandolo su pareti, quinte e volumi tecnici senza dover movimentare lastre di pietra vera. I cicli decorativi a effetto travertino sono generalmente composti da più passaggi: fondi minerali o acrilici, strati materici sottili applicati a spatola e successivi interventi di velatura, raccordo e protezione. Il risultato finale restituisce venature, cavità e micro-porosità tipiche del travertino, ma con la libertà di modulare colore, intensità e grado di “disegno” della superficie. Una delle caratteristiche più apprezzate è la possibilità di lavorare con toni caldi naturali - beige, sabbia, crema, nocciola - capaci di scaldare l’ambiente e dialogare bene sia con legni chiari che con elementi più moderni in metallo e vetro. In progetti più decisi, è possibile spingersi verso travertini più scuri, quasi fumé, o accentuare le venature con velature in contrasto. Le superfici effetto travertino funzionano molto bene su porzioni di parete selezionate : alle spalle di un mobile TV, dietro il letto, in ingresso, nel volume di un camino o attorno a una nicchia. Lavorando per quinte e campiture, la decorazione diventa una “pelle” identitaria, senza trasformare tutta la stanza in un involucro pesante. Dal punto di vista tecnico, questi cicli offrono il vantaggio di avere spessori ridotti rispetto a rivestimenti in pietra o pannelli: si integrano facilmente con tinteggiature, cartongessi, velette e altri elementi decorativi. In molti casi, la manutenzione è di fatto simile a quella di una finitura murale di buona qualità, con la possibilità di proteggere la superficie nelle zone più esposte. Un aspetto interessante è la capacità di dialogare con la luce : in luce radente, piccoli rilievi, solchi e differenze di assorbimento fanno emergere la trama del travertino; in luce diffusa, la parete appare più omogenea, lasciando percepire solo un leggero movimento. Questo la rende adatta tanto a living e zone giorno quanto a corridoi e spazi di passaggio. L’effetto travertino può essere declinato in versioni più “pulite” e contemporanee, con venature appena accennate, oppure in interpretazioni più marcate, che richiamano il travertino classico con cavità e striature evidenti. In entrambi i casi, si tratta di una soluzione decorativa che mantiene nel tempo un’eleganza discreta, meno soggetta alle mode del momento rispetto ad altre finiture più estreme. HighLight • Porta l’estetica del travertino naturale su pareti e volumi senza i limiti di peso e spessore della pietra vera. • Toni caldi e venature morbide si abbinano facilmente a legni, metalli e arredi contemporanei. • Ideale per quinte, volumi camino, testate letto e fondali TV senza appesantire tutta la stanza. • Spessori ridotti e cicli specifici lo rendono compatibile con molte situazioni di ristrutturazione. LowLight • Richiede una buona mano applicativa: eccessi di “disegno” possono risultare poco naturali. • Colori troppo scuri o venature molto forzate rischiano di limitare abbinamenti futuri con arredi e tessuti. ««« Previous Next »»»

bottom of page