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- Siliconare le fughe per piastrelle | L'artificio
< Back Colori, luci e abbinamenti per valorizzare Piastrelle 9 gennaio 2026 Keywords: Piastrelle, colori, illuminazione, interior design, abbinamenti, L'Artificio Il formato influenza subito la percezione dello spazio. Piastrelle grandi (60×60, 80×80, 60×120 e oltre) riducono il numero di fughe e creano un effetto più continuo e moderno, particolarmente adatto a zone giorno open space, corridoi lunghi e ambienti contemporanei. Formati più piccoli o moduli modulari (20×20, 30×60, esagoni, mattoncini) aggiungono ritmo e dettaglio, interessanti per cucine, bagni, ingressi e rivestimenti. Le pose a correre, a spina di pesce, a spina ungherese, a moduli misti permettono di ottenere effetti molto diversi anche con lo stesso formato. Ad esempio, un gres effetto legno posato a spina cambia completamente percezione rispetto allo stesso materiale posato “dritto”: il primo ha un sapore più raffinato e decorativo, il secondo più lineare e sobrio. Sul piano cromatico, i neutri (bianchi, grigi, sabbie, greige) sono una base sicura: permettono di cambiare arredo nel tempo senza dover rifare pavimenti e rivestimenti. Nei bagni moderni funzionano molto bene combinazioni di grigi chiari e medi, con inserti in legno o note di colore solo su piccoli elementi (mobili, tessili, complementi). Le piastrelle effetto pietra e cemento sono protagoniste negli ambienti contemporanei: permettono di ottenere atmosfere materiche e sofisticate senza le criticità dei materiali originali. Abbinandole a pareti bianche o colorazioni tenui (verde salvia, tortora, blu polverosi) e a legni naturali si ottengono ambienti caldi e puliti allo stesso tempo. Per chi ama soluzioni più decise, piastrelle colorate o decorate possono essere concentrate in zone specifiche: una doccia rivestita in mosaico, un pavimento 20×20 effetto cementina per l’ingresso o la cucina, una parete protagonista dietro il lavabo. In questi casi è importante bilanciare il resto con superfici più calme, per evitare un effetto troppo carico. La fuga è un elemento di progetto da non sottovalutare: Fuga in tinta con la piastrella per un effetto omogeneo e continuo. Fuga leggermente a contrasto per evidenziare il disegno (ad esempio piastrelle esagonali o formati piccoli). Fuga scura su piastrelle chiare in zone molto trafficate, dove un leggero scurimento nel tempo risulterà meno visibile. Gli abbinamenti con altri materiali completano la scena: gres effetto legno accostato a pareti bianche e resine neutre, piastrelle effetto pietra abbinate a cartongessi e controsoffitti con luce indiretta, superfici lucide Combinate a pareti opache. Il trucco è limitare il numero di materiali principali e lavorare su una palette coerente, invece di sommare troppi effetti diversi. Anche la luce ha la sua parte: superfici lucide e chiare amplificano la luminosità in bagni piccoli e corridoi, mentre finiture opache e strutturate funzionano meglio in grandi open space o in zone di passaggio intenso. La luce radente, infine, mette in risalto texture e rilievi, quindi va considerata già in fase di scelta delle piastrelle. HighLight • Grandi formati e fughe ridotte danno continuità visiva e un aspetto contemporaneo a pavimenti e rivestimenti. • Palette neutre (grigi, sabbie, greige, effetti cemento e pietra) si abbinano facilmente ad arredi e tinteggiature. • Pattern, mosaici e formati piccoli permettono di creare zone caratterizzate (docce, ingressi, nicchie) senza appesantire tutto l’ambiente. • La scelta del colore della fuga può rendere il rivestimento più uniforme o sottolineare il disegno delle piastrelle. LowLight • Colori molto scuri o molto chiari su grandi superfici evidenziano di più polvere, segni e piccole irregolarità. • Troppi formati e pattern diversi nello stesso ambiente rischiano di creare un effetto visivo caotico. • Scegliere piastrelle solo da mazzetta o da foto, senza vederle con la luce reale, può portare a sorprese sul tono. ««« Previous Next »»»
- Macchina autocarrata che esegue lavoro in strada | L'artificio
< Back Rapporti con il Comune e occupazione suolo pubblico 9 gennaio 2026 Keywords: Lavori in strada, Comune, occupazione suolo pubblico, permessi, autorizzazioni, L'Artificio La base di tutto è la documentazione autorizzativa : richieste di occupazione suolo pubblico, eventuali autorizzazioni alla modifica della viabilità, comunicazioni per chiusure temporanee di strade o marciapiedi. Ogni Comune ha le proprie procedure e modulistiche, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: definire quanto spazio verrà occupato, per quanto tempo e con quali modalità. Nella pratica, il progetto di occupazione suolo deve tener conto sia delle esigenze del cantiere che delle necessità della città: larghezza minima delle corsie di marcia, percorsi pedonali, accessi a passi carrai, vie di fuga, presenza di fermate autobus e stalli dedicati (carico/scarico, disabili, taxi). Un progetto ben fatto anticipa questi temi, evitando rimbalzi e richieste di modifiche in corso d’opera. Le ordinanze sulla viabilità spesso definiscono limiti di velocità temporanei, sensi unici alternati, divieti di sosta e altre misure legate al cantiere. È importante conoscerle e rispettarle, perché costituiscono il quadro di riferimento anche per la polizia locale e per chi si trova a gestire eventuali criticità (ingorghi, incidenti, segnalazioni dei cittadini). Un buon rapporto con gli uffici comunali si basa anche sulla trasparenza sulle fasi di lavoro : chi gestisce il cantiere dovrebbe essere in grado di comunicare tempi indicativi, fasi più critiche, eventuali prolungamenti necessari. Quando si prevedono cambiamenti importanti (ad esempio una chiusura completa per asfaltature o interventi profondi), un confronto anticipato permette al Comune di programmare comunicazioni, deviazioni e supporto. La polizia locale ha spesso un ruolo chiave nella gestione dei cantieri in strada: controlli, indicazioni sulla segnaletica temporanea, supporto nelle prime fasi di modifica della viabilità. Considerarla un alleato, e non un ostacolo, aiuta a trovare soluzioni pratiche per ridurre disagi e aumentare la sicurezza, soprattutto nei primi giorni di apertura del cantiere. Un altro tema ricorrente è quello delle segnalazioni dei cittadini che arrivano agli uffici comunali: lamentele su rumori, polveri, disagi, problemi di accesso. Se il Comune percepisce un cantiere come collaborativo, è più facile gestire queste comunicazioni senza irrigidimenti; fornire recapiti di riferimento e mostrare disponibilità a piccoli aggiustamenti spesso disinnesca situazioni potenzialmente conflittuali. HighLight • Autorizzazioni e occupazione suolo ben impostate evitano blocchi improvvisi o contestazioni formali. • Un progetto chiaro di viabilità temporanea aiuta Comune e polizia locale a gestire meglio i flussi. • Dialogo costante con gli uffici consente di programmare chiusure totali, sensi unici alternati e deviazioni con anticipo. • Gestire bene le segnalazioni dei cittadini attraverso i canali istituzionali aiuta a mantenere un clima più collaborativo. LowLight • Procedure burocratiche e tempi tecnici possono rallentare l’avvio o la modifica di alcune fasi di cantiere. • Errori o imprecisioni nelle richieste di occupazione suolo possono costringere a rivedere organizzazione e tempistiche. • Senza un referente chiaro, il Comune può ricevere lamentele difficili da gestire senza confronto diretto. ««« Previous Next »»»
- Persiana in legno in fase di restauro | L'artificio
< Back Restauro e ripristino di persiane e scuri in legno esistenti 8 settembre 2025 Keywords: Persiane e scuri in legno, ferramenta, regolazioni, chiusure, manutenzione, L'Artificio Nel restauro di persiane e scuri in legno il primo passo è sempre una valutazione attenta dello stato di fatto . Si cercano parti marce, fessurazioni, rigonfiamenti, vecchie vernici sfogliate, ferramenta ossidata o non più funzionante. In molti casi si scopre una stratificazione di mani di pittura e stucco che nel tempo hanno coperto problemi senza risolverli. Quando la struttura è sana, si può procedere con un restauro conservativo : rimozione delle vernici ammalorate tramite carteggiatura, sverniciatura chimica o, dove necessario, sistemi più incisivi ma controllati. L’obiettivo è tornare il più possibile al legno vivo nelle zone più critiche, per poter intervenire con impregnanti e prodotti specifici. Le parti ammalorate in profondità – soprattutto battenti inferiori, zone a contatto diretto con l’acqua o con terreno, elementi incastrati – possono richiedere integrazioni o sostituzione di porzioni : inserimenti di nuovo legno compatibile, ricostruzione di profili, sostituzione di lamelle rotte o pannelli deformati. In questa fase spesso si interviene anche con trattamenti antitarlo se si notano fori, polveri o segni tipici di infestazioni. Ripristinata la parte strutturale, si passa all’aspetto superficiale: stuccature localizzate , incollaggi di microfessurazioni, rasature leggere dove serve, sempre cercando di non creare spessori rigidi che si staccherebbero al primo movimento del legno. Poi si procede con un nuovo ciclo protettivo , scelto in base al risultato desiderato: mantenere la venatura a vista, passare a una finitura più coprente, cambiare colore. Il restauro è l’occasione per rivedere anche tutta la ferramenta : cardini, bandelle, chiusure, aste, fermapersiane. Componenti ossidati o deformati possono essere sostituiti con modelli simili, eventualmente regolando spessori e posizioni per far tornare allineamenti e battute. Dove possibile, si può migliorare la funzionalità integrando elementi che prima mancavano, come arresti più pratici o sistemi antivento. Il risultato di un buon restauro non è una persiana “finta nuova”, ma un elemento che ha recuperato solidità, protezione e leggibilità , mantenendo però il suo carattere. L’intervento ha senso soprattutto quando il disegno originale si integra bene con la facciata o quando la sostituzione completa sarebbe troppo impattante, sia esteticamente che economicamente. HighLight • Il restauro permette di salvare persiane storiche o ben proporzionate evitando sostituzioni integrali. • Interventi mirati su parti marce e ferramenta restituiscono funzionalità senza cambiare il carattere dell’elemento. • Nuovi cicli di protezione prolungano la vita del legno e migliorano resistenza ad agenti atmosferici. LowLight • Persiane molto compromesse strutturalmente possono richiedere interventi estesi e costi importanti. • Vecchie vernici tenaci o cicli non identificabili richiedono più tempo per essere rimossi correttamente. • In presenza di gravi deformazioni o legno ormai esausto potrebbe risultare più sensato valutare una sostituzione. ««« Previous Next »»»
- Pannelli di alluminio da interni per uffici | L'artificio
< Back Manutenzione e pulizia delle superfici verticali decorative 7 novembre 2025 Keywords: Superfici verticali decorative, manutenzione pannelli SPC, pulizia listelli legno, rivestimenti 3D, pannelli fonoassorbenti, L'Artificio La manutenzione delle superfici verticali decorative parte da gesti semplici e regolari. Quasi tutti i rivestimenti, che siano in SPC, legno o composito, beneficiano di una spolveratura periodica : panni morbidi, piumini antistatici o aspirapolvere con spazzole delicate permettono di rimuovere polvere e particelle prima che si accumulino in fughe, rilievi e angoli. Per i pannelli SPC a parete , la pulizia è simile a quella di un pavimento in SPC o LVT: si utilizzano detergenti neutri diluiti in acqua e panni morbidi leggermente umidi, evitando prodotti aggressivi, solventi o spugne abrasive. In caso di macchie più ostinate, è meglio insistere con più passaggi delicati piuttosto che forzare la superficie. I listelli in legno richiedono qualche attenzione in più a seconda della finitura: superfici verniciate o oliate vanno pulite con prodotti compatibili, senza eccedere con acqua o detergenti grassi. In ambienti polverosi, l’uso di aspirapolvere con bocchetta morbida è spesso la soluzione più pratica per pulire tra un listello e l’altro senza lasciare aloni. I pannelli tessili o fonoassorbenti devono essere gestiti con maggiore delicatezza: aspirazione leggera, eventuali prodotti specifici per tessuti, evitare bagnature eccessive che potrebbero deformare l’anima interna. In contesti molto frequentati, una manutenzione programmata (ad esempio annuale) mantiene il rivestimento pulito e funzionale nel tempo. 7Per i rivestimenti 3D e le superfici con rilievi marcati, la polvere tende a depositarsi maggiormente nelle cavità. Anche qui, aspiratore con accessori morbidi e panni leggermente umidi sono gli strumenti principali; prodotti troppo aggressivi rischiano di opacizzare vernici e finiture, soprattutto se sono opache o satinate. Oltre alla pulizia, la manutenzione comprende controlli visivi periodici : verificare che non ci siano pannelli che si muovono, listelli allentati, giunti che si aprono o segni insoliti legati a umidità o infiltrazioni. Intervenire su un elemento singolo all’inizio di un problema è molto più semplice che affrontare un degrado diffuso. Nel tempo, se cambiano arredi e colori delle pareti adiacenti, alcuni rivestimenti possono essere rinfrescati o aggiornati : pannelli in legno verniciabile, profili tinta muro, elementi modulabili. Avere fin dall’inizio una soluzione smontabile o modulare aiuta a gestire questi cambi. HighLight • Spolveratura regolare con strumenti morbidi mantiene puliti pannelli, listelli e rivestimenti 3D senza rovinarli. • Pannelli SPC e superfici tecniche si puliscono facilmente con detergenti neutri e panni leggermente umidi. • Controlli periodici permettono di intervenire su eventuali allentamenti o segni di umidità prima che peggiorino. LowLight • Prodotti aggressivi, solventi e spugne abrasive possono opacizzare o rigare in modo permanente le finiture. • Trascurare la pulizia di rivestimenti molto strutturati fa accumulare polvere in rilievi e fughe, peggiorando l’estetica. ««« Previous Next »»»
- Tavolo realizzato in resina materica | L'artificio
< Back Tecniche di posa professionale per Resine materiche (a spatola) 3 novembre 2025 Keywords: Resine materiche (a spatola), posa, tecnica applicazione, attrezzi, cantiere, L'Artificio Le resine materiche spatolate si applicano in più strati, ciascuno con un ruolo preciso. La posa professionale inizia da una corretta organizzazione del lavoro: suddivisione degli ambienti, gestione dei giunti, pianificazione dei tempi per lavorare bagnato su bagnato dove necessario. Su pareti e pavimenti continui è fondamentale evitare stacchi e riprese visibili, soprattutto quando le superfici sono illuminate da luce radente. La tecnica di spatolatura influisce in modo diretto sull’estetica finale. Spatolate incrociate, passaggi più tesi, movimenti circolari o diagonali: ogni gesto lascia un segno che si traduce in variazioni di luce e ombra. Le finiture più morbide e uniformi si ottengono con movimenti ampi e controllati, con carichi di materiale costanti e pressione regolare. Effetti più materici, invece, nascono da spatolate sovrapposte, variazioni nelle direzioni e, in alcuni casi, leggere tirature che lasciano leggere creste. Particolare attenzione va riservata ai punti critici: spigoli, cambi di piano, angoli interni e raccordi tra pareti e pavimenti. In queste zone la resina va lavorata con spatole di dimensioni adeguate, curando l’uniformità di spessore e la continuità del disegno. Nei box doccia e nelle zone umide, la corretta esecuzione dei raccordi è fondamentale anche dal punto di vista funzionale, per evitare ristagni e favorire il deflusso dell’acqua. La gestione delle giunte e dei grandi formati è un altro tema importante. Su superfici molto estese si utilizzano spesso linee di frazionamento o tagli tecnici che aiutano a controllare dilatazioni e movimenti, integrandoli nel disegno complessivo del pavimento o delle pareti. Questi elementi possono diventare parte del progetto estetico, trasformandosi in tagli decorativi piuttosto che in semplici obblighi tecnici. Dopo gli strati materici, l’applicazione delle finiture protettive richiede la stessa cura. Vernici trasparenti a rullo o a spatola, cere, prodotti a base acqua o solvente: la scelta e la tecnica di stesura determinano opacità, scivolosità, resistenza alle macchie. Una vernice stesa male può lasciare segni, righe o zone più lucide, compromettendo il lavoro svolto in precedenza. La posa professionale delle resine a spatola è quindi una combinazione di conoscenza del materiale, capacità manuale e gestione attenta del cantiere. Quando questi elementi lavorano insieme, il risultato è una superficie continua che non mostra la fatica che c’è dietro, ma solo un effetto finale coerente e armonioso. HighLight • Le tecniche di spatolatura permettono di modulare il disegno: più nuvolato, più uniforme, più segnato. • Lavorare a strati controllati consente di costruire profondità visiva e variazioni di tono molto raffinate. • Una posa professionale riduce giunti e segni di ripresa, creando vere superfici monolitiche. • La gestione corretta di tempi di asciugatura e sovrapplicazione migliora resistenza e stabilità del ciclo. LowLight • È una lavorazione altamente artigianale: la mano dell’applicatore incide tantissimo sul risultato finale. • Errori di spatolatura o tempi sbagliati possono costringere a carteggiature pesanti o a rifacimenti completi. • Grandi superfici aperte sono difficili da gestire senza esperienza, soprattutto in condizioni climatiche non ideali. ««« Previous Next »»»
- Dettaglio tecnico interior design tavolo abbinato a mobili | L'artificio
< Back Colori, luci e abbinamenti per valorizzare Elementi tecnici su misura 14 ottobre 2025 Keywords: Elementi tecnici su misura, colori, illuminazione, interior design, abbinamenti, L'Artificio Una prima strada è quella della totale integrazione visiva . Contropareti tecniche, botole a filo muro, velette e gole possono essere tinteggiate con lo stesso colore delle pareti o del soffitto, usando la stessa finitura opaca o leggermente satinata. In questo modo gli elementi tecnici scompaiono quasi del tutto: si percepiscono solo linee d’ombra, tagli sottili, cambi di piano molto discreti. È una soluzione perfetta in ambienti dove si vuole pulizia visiva e continuità. Al polo opposto ci sono gli elementi tecnici messi in risalto . Una controparete che ospita tv, impianti audio e nicchie può essere trattata con un colore più deciso (grigio fumo, verde bosco, blu profondo, tortora intenso), mentre il resto dell’ambiente resta su toni chiari. L’elemento tecnico diventa così una vera quinta scenica, che organizza la parete e raccoglie insieme funzioni diverse. Lo stesso vale per telai metallici, profili a vista e pannelli: un colore a contrasto, ma in palette con pavimenti e arredi, li trasforma in dettagli contemporanei. La luce integrata è uno degli strumenti più potenti per valorizzare questi elementi. Gole luminose che corrono lungo il perimetro, tagli luce verticali sulle contropareti, strip LED incassate in nicchie o mensole non servono solo a “fare luce”, ma a disegnare lo spazio. Una linea di luce calda che taglia una parete tecnica, ad esempio, alleggerisce il volume e guida lo sguardo, mentre un taglio luminoso a soffitto può segnare percorsi, differenziare funzioni o creare atmosfere più intime. Gli abbinamenti con pavimenti e arredi aiutano a far percepire gli elementi tecnici come parti coerenti dell’ambiente. Contropareti in grigio caldo dialogano bene con pavimenti in rovere naturale e mobili in legno chiaro; pannelli tecnici in effetto legno o in colore pieno riprendono le finiture di cucina e soggiorno; gole e profili neri si accordano con serramenti scuri, lampade e dettagli in metallo. L’idea è costruire una famiglia di materiali e colori che ritorna, evitando di aggiungere un “pezzo tecnico” slegato dal resto. Anche il rapporto con le pareti non tecniche è importante. Se l’elemento tecnico è molto presente (per esempio una grande controparete attrezzata), il resto delle pareti può rimanere su toni neutri, lasciando respirare lo spazio. Se invece l’elemento è più discreto, ci si può permettere qualche intervento di colore in più, con una parete opposta tinta o decorata, in modo da bilanciare i pesi visivi. Infine, la temperatura di colore dell’illuminazione contribuisce a definire il tono complessivo. Luci calde (2700–3000K) valorizzano palette naturali, legni e toni morbidi; luci neutre (3000–4000K) si sposano con ambienti più minimal, grigi e bianchi. Integrare elementi tecnici su misura in un progetto di colore e luce ragionato permette di trasformarli da semplici “contenitori di impianti” in veri strumenti di design degli interni. HighLight • Verniciando pannelli e sportelli nello stesso colore delle pareti si ottiene una lettura pulita e poco invasiva. • In alcuni casi, usare un colore o una finitura a contrasto permette di valorizzare il volume tecnico come “mobile” integrato. • Linee continue e allineamenti con porte, velette e arredi rendono l’insieme ordinato e progettato, non improvvisato. • Elementi tecnici su misura possono diventare anche contenitori utili (ripostigli, armadiature) oltre che semplici vani impianto. LowLight • Colori troppo diversi o finiture non coordinate con il resto dell’ambiente fanno percepire il volume tecnico come corpo estraneo. • Un eccesso di fughe, tagli e riquadri può frammentare visivamente pareti già ricche di elementi. • Soluzioni estetiche molto spinte rischiano di stancare e di complicare futuri cambi di arredo o disposizione. ««« Previous Next »»»
- Muschio stabilizzato in tonalità verde chiaro | L'artificio
< Back Colori, luci e abbinamenti per valorizzare Pareti verticali 8 ottobre 2025 Keywords: Pareti verticali, colori, illuminazione, interior design, abbinamenti, L'Artificio Partiamo da un dato semplice: il verde del moss non è sempre uguale. Esistono tonalità più chiare, quasi lime, verdi medi freschi e verdi profondi che tendono al bosco. Oltre che decine di altre colorazioni. Queste varianti cambiano la percezione dello spazio: i verdi più chiari sono perfetti per ambienti piccoli o corridoi, mentre i verdi più scuri funzionano benissimo come fondale scenografico dietro un divano, una reception o un tavolo da riunione. Parliamo di abbinamenti con le pareti. Un classico sempre vincente è la parete verde incorniciata da muri in bianco caldo o tortora chiarissimo: il verde risalta, ma l’insieme resta morbido e accogliente. Per un effetto più contemporaneo, suggeriamo accostamenti con grigio chiaro, greige e sabbia, magari in combinazione con pavimenti in legno rovere naturale o rovere spazzolato. Chi ama contrasti più decisi può valutare una parete verde inserita in un ambiente con una parete grafite o blu petrolio, ma in questo caso è importante non esagerare con il numero di colori presenti. Dedichiamo un paragrafo ai materiali che stanno particolarmente bene vicino al verde: legno naturale (rovere, frassino chiaro, noce caldo), pietre chiare, travertino, microcemento nei toni grigio-beige. Raccontiamo qualche combinazione concreta: ingresso con parete di moss abbinata a boiserie in rovere e pavimento in gres effetto pietra chiara; zona tv con fascia verticale di verde e nicchie in cartongesso tinteggiate grigio caldo; ufficio con parete verde dietro la scrivania e arredo in legno chiaro + metallo nero. Menzioniamo ovviamente questioni di illuminazione, spesso il vero segreto per far funzionare una parete verticale. Bisogna distinguere tra luci frontali molto diffuse e luci radenti dall’alto o dal basso che esaltano i volumi del moss e delle foglie. Suggeriamo alcune soluzioni: wall washer a soffitto che lavano la parete, faretti orientabili su binario, strip LED integrate in velette o in cornici che incorniciano il pannello. Sconsigliamo i fari troppo puntuali a distanza ravvicinata, che creano macchie di luce e ombre troppo dure. Chiudiamo con tre scenari tipo: Casa privata: parete di moss verde medio in soggiorno, pareti circostanti in bianco caldo, pavimento in rovere naturale, luci radenti dall’alto con led caldi. Ufficio: pannello verde dietro la reception, pareti grigio chiaro, dettagli in nero (profili, sedie, lampade), luce neutra che mantiene l’ambiente professionale ma accogliente. Locale/ristorante: parete verticale mista (verde + legno) sulla parete principale, pareti laterali in tortora o greige, luci puntuali su tavoli e luce radente calda sulla parete verde per creare profondità. In questo modo è possibile iniziare a immaginare la propria parete verticale non come un elemento isolato, ma come parte di un progetto completo di colore e luce. HighLight • Introducono un elemento naturale forte che scalda subito ambienti molto tecnici o minimal. • Possono dialogare con illuminazione dedicata, creando scenografie serali suggestive. • Si abbinano bene a materiali come legno, metallo nero, cementi e tinte neutre su pareti e soffitti. • Permettono di creare quinte verdi che separano visivamente gli spazi senza costruire muri pieni. LowLight • Un uso eccessivo di verde in ambienti piccoli può risultare visivamente invasivo e difficile da gestire. • Abbinamenti cromatici casuali tra piante, pareti e arredi possono creare un effetto disordinato. ««« Previous Next »»»
- Soffitto teso installato in salotto | L'artificio
< Back Colori, luci e abbinamenti per valorizzare Soffitti tesi 13 gennaio 2026 Keywords: Soffitti tesi, colori, illuminazione, interior design, abbinamenti, L'Artificio Il bianco opaco resta una scelta molto utilizzata per chi desidera un soffitto discreto e uniforme, che riflette bene la luce senza attirare troppo l’attenzione. È una soluzione ideale quando pareti, arredi e pavimenti hanno già una forte presenza, oppure quando si vuole semplicemente ripulire visivamente un soffitto irregolare senza cambiare il carattere della stanza. I soffitti tesi lucidi creano un effetto completamente diverso. La superficie specchiante moltiplica riflessi e percezione di spazio, facendo sembrare gli ambienti più alti e profondi. In soggiorni moderni, corridoi stretti e ingressi piccoli, un soffitto lucido in tonalità chiare può trasformare radicalmente la resa visiva, a patto di gestire bene l’illuminazione e il disegno degli elementi sottostanti, che verranno riflessi in modo evidente. Le versioni satinato-opache colorate consentono invece di introdurre tonalità più decise sul soffitto senza eccessi. Toni come grigio caldo, tortora, greige, sabbia o addirittura blu e verdi profondi possono diventare un “cappello” avvolgente, soprattutto in ambienti con pareti chiare e arredi minimali. In camere da letto e zone relax, un soffitto leggermente colorato, abbinato a luci calde e dimmerabili, contribuisce a creare un’atmosfera raccolta. Un capitolo a parte spetta ai soffitti tesi retroilluminati e alle linee di luce integrate . Teli translucid combinati con sistemi LED permettono di realizzare cieli luminosi, pannelli centrali sospesi, rettangoli di luce sopra tavoli o isole cucina, percorsi luminosi in corridoi e ingressi. La luce viene diffusa in modo omogeneo dal telo, evitando i classici punti luce troppo concentrati. Le possibilità scenografiche sono molteplici: da una luce bianca neutra molto pulita a sistemi RGB che permettono di cambiare colore in base all’occasione. Gli abbinamenti con pareti e pavimenti completano il quadro. In ambienti con pavimenti legno e pareti neutre, un soffitto teso bianco o leggermente caldo aiuta a mantenere una percezione di luminosità uniforme. In spazi più moderni, con resine grigie o piastrelle effetto cemento, risultano interessanti soffitti tesi bianchi freddi o grigi molto chiari, con linee di luce a tagliare lo spazio. Nei locali pubblici, soffitti scuri e lucidi abbinati a pareti chiare e luci radenti possono creare atmosfere intime e scenografiche. Anche la temperatura di colore dell’illuminazione è decisiva: luci calde (2700–3000K) rendono soffitti bianchi e neutri più accoglienti, ideali per case, ristoranti e ambienti conviviali; luci neutre (3000–4000K) sono più adatte a uffici, studi professionali e spazi di lavoro dove serve mantenere una buona resa cromatica e un’atmosfera fresca ma non fredda. Quando colori, finitura del telo e progetto luce vengono pensati insieme, il soffitto teso diventa uno strumento potente per modellare gli interni, correggere proporzioni, enfatizzare percorsi e creare scenografie luminose che un soffitto tradizionale difficilmente potrebbe offrire. HighLight • Le membrane translucide, abbinate a LED dimmerabili, permettono di creare veri e propri “cieli luminosi” su misura. • Colori neutri e superfici opache si integrano facilmente con velette, cornici e tinteggiature esistenti. • Lavorando su scenari di luce diversi (generale, d’atmosfera, perimetrale) si possono cambiare completamente le atmosfere della stanza. • La combinazione tra soffitto teso retroilluminato e luce indiretta perimetrale rende gli ambienti più profondi e scenografici. LowLight • Temperature di colore scelte male (troppo fredde o troppo miste) possono rendere poco gradevole la luce diffusa sul soffitto. • Progetti con troppa luce uniforme in alto rischiano di appiattire lo spazio se non bilanciati da punti luce a parete o su piani di lavoro. • Colori molto saturi retroilluminati possono affaticare alla lunga la vista in ambienti dove si trascorrono molte ore. ««« Previous Next »»»
- Pavimento sopraelevato per uffici | L'artificio
< Back Preparazione del supporto per Pavimenti sopraelevati 10 novembre 2025 Keywords: Pavimenti sopraelevati, preparazione fondo, primer, umidità, adesione, L'Artificio La preparazione comincia da un rilievo preciso delle quote . Si misura il livello del sottofondo in più punti, verificando eventuali dislivelli, avvallamenti o pendenze. Questo permette di capire quanto sarà la quota finale del pavimento finito e come si raccorda con altri ambienti, pianerottoli, ingressi, ascensori, serramenti e arredi fissi. Il sottofondo ideale per un pavimento sopraelevato è solido, planare e pulito . Massetti troppo polverosi, con parti friabili o con vecchi collanti e rivestimenti non ancorati vanno sistemati prima di installare i piedini. In alcuni casi è necessario eseguire una rasatura autolivellante per ridurre al minimo i dislivelli, soprattutto su superfici molto estese. Un aspetto fondamentale è la gestione dell’umidità . I pavimenti sopraelevati, specie con anima in truciolare, non gradiscono massetti ancora umidi o risalite dal basso. Per questo si effettuano misurazioni dell’umidità residua, si verificano eventuali punti di infiltrazione e, se necessario, si applicano barriere al vapore o primer specifici. In presenza di locali interrati o situazioni critiche, la verifica va fatta con particolare attenzione. Parallelamente si pianifica la distribuzione degli impianti nel plenum: cavi elettrici, dati, tubazioni HVAC, canalizzazioni. Il pavimento sopraelevato non deve diventare un “contenitore disordinato”, ma un volume organizzato, con passaggi preferenziali, punti di risalita studiati (torrette, box, colonne) e spazi liberi per future modifiche. In questa fase si definiscono anche eventuali passerelle tecniche o supporti aggiuntivi per canaline di grande sezione. Il sottofondo viene poi pulito accuratamente : polvere, sfridi, residui di cantiere, chiodi o ferri non devono restare nel plenum, perché potrebbero ostacolare la regolazione dei piedini o generare rumori e vibrazioni una volta in esercizio. Una volta posata la struttura, l’accesso all’area sottostante sarà meno immediato, quindi è il momento giusto per fare ordine. In ambienti dove coesistono pavimenti tradizionali e pavimenti sopraelevati, la preparazione include lo studio dei raccordi di quota : rampe, profili di finitura, soglie, soluzioni a filo con porte e vetrate. È importante evitare scalini imprevisti o stacchi visivi bruschi che penalizzano la percezione di continuità. Solo dopo aver verificato quote, supporto, umidità e impianti ha davvero senso iniziare a posare piedini e struttura. Saltare questa fase significa caricare sulle regolazioni del sistema problemi che andavano risolti prima, con il rischio di ritrovarsi un pavimento “galleggiante” non perfettamente stabile. HighLight • Un rilievo accurato delle quote evita scalini imprevisti a porte, vetrate, corridoi e aree adiacenti. • La verifica di planarità e coesione del massetto riduce scricchiolii, vibrazioni e microcedimenti futuri. • Controllare umidità e risalite permette di proteggere pannelli e struttura da problemi nel medio periodo. LowLight • Sottofondi polverosi, friabili o non puliti trasferiscono i loro difetti al sistema sopraelevato. • Una gestione disordinata degli impianti nel plenum complica interventi futuri e può interferire con piedini e travette. ««« Previous Next »»»
- Bocchette di mandata condizionatori con design personalizzato | L'artificio
< Back Materiali e finiture per Elementi tecnici su misura 15 dicembre 2025 Keywords: Elementi tecnici su misura, materiali, finiture, scelta materiali, guida, L'Artificio Quando si parla di elementi tecnici su misura non si parla solo di estetica, ma di struttura + rivestimento . La parte portante è spesso realizzata in cartongesso, MDF, multistrato o metallo, mentre la superficie finita può essere pitturata, rivestita in laminato, rivestita con pellicole, pannelli decorativi o altri materiali coordinati al resto dell’arredo. Il cartongesso è la base più diffusa per gole luminose, nicchie, velette e contropareti tecniche. Leggero, modulabile e facilmente rasabile, si presta a integrare faretti, strip LED, bocchette dell’aria, canalizzazioni e botole a filo muro. È la soluzione ideale quando si vuole ottenere superfici lisce e continue, pronte per essere tinteggiate come il resto della parete o del soffitto. Per elementi soggetti a maggior usura o urti (spalle di passaggi, bancali tecnici, panche integrate, telai di nicchie basse) entrano in gioco MDF e multistrato . Questi materiali, se adeguatamente trattati e verniciati, offrono bordi più robusti e permettono lavorazioni di dettaglio: fresate, gole, spigoli arrotondati, sportelli complanari. In ambienti umidi o in prossimità di bagni e cucine, il multistrato marino o supporti a bassa assorbenza risultano più affidabili. Gli elementi metallici (profili in alluminio, telai in acciaio, lamiera piegata) trovano posto in situazioni dove servono precisione millimetrica, resistenza meccanica e bordi molto sottili: gole luce, cornici per pannelli ispezionabili, telai per botole filo-parete, profili per grafiche o pannellature modulari. Spesso questi elementi vengono verniciati a polvere o laccati nello stesso colore delle pareti, così da scomparire alla vista, oppure lasciati a contrasto per dare un segno più tecnico. Sul fronte estetico, gli elementi tecnici possono essere verniciati , rivestiti o mascherati . La verniciatura all’acqua, opaca o satinata, è la scelta più frequente quando si vuole uniformare contropareti, botole e gole al resto dell’ambiente: tutto sembra parte del muro, ma è in realtà ispezionabile. In altri casi si opta per rivestimenti in laminato o pellicole viniliche coordinate a mobili e porte, così che un vano tecnico diventi una sorta di “estensione” dell’arredo. Non mancano soluzioni più particolari: pannelli acustici tessili integrati in contropareti tecniche, griglie in legno o metallo disegnate su misura, pannelli retroilluminati che nascondono cablaggi, diffusori audio, quadri elettrici o sistemi domotici. Qui il materiale scelto deve garantire un buon compromesso tra estetica, manutenzione e possibilità di smontaggio in caso di bisogno. La scelta tra cartongesso, MDF, metallo o pannelli compositi non è mai solo una questione di gusto. Dipende da cosa l’elemento tecnico deve fare: sostenere, nascondere, illuminare, assorbire acusticamente, permettere l’accesso agli impianti. Solo partendo da questa funzione è possibile individuare il materiale giusto e la finitura più coerente con lo stile della casa o dell’ufficio. HighLight • Permettono di integrare vani tecnici, sportelli, botole e quinte impiantistiche in modo ordinato e coerente. • Ampia scelta di materiali: cartongesso, MDF, legno, pannelli compositi, lamiera verniciata, reti e griglie tecniche. • Le finiture possono essere uniformate a pareti, arredi e boiserie, riducendo l’impatto visivo dei componenti tecnici. • Possibilità di combinare parti cieche e parti a giorno (nicchie, ripiani, griglie) in un unico sistema su misura. LowLight • Materiali non adeguati all’ambiente (umidità, urti, calore) possono deteriorarsi rapidamente. • Finiture troppo delicate rendono più difficile la manutenzione in zone soggette a contatti frequenti. • L’uso di materiali molto diversi affiancati richiede attenzione per evitare differenze visive e movimenti differenti. ««« Previous Next »»»










