top of page

Risultati di ricerca

155 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Mobile con 4 cassetti in fase di restauro | L'artificio

    < Back Rasature e stuccature nel restauro interno 17 settembre 2025 Keywords: Restauri, rasature, stuccature, interni, ripristino, L'Artificio Nel restauro la preparazione del supporto è una sorta di “diagnosi” approfondita. Si parte da un’osservazione ravvicinata delle superfici: intonaci che suonano a vuoto, rigonfiamenti, crepe, zone polverose, efflorescenze saline, aloni di umidità, vecchie pitture gonfiate o sfogliate. Ogni segnale racconta qualcosa della storia del muro e dei problemi ancora attivi. La prima operazione consiste nella rimozione del debolmente aderente : intonaci che si staccano facilmente, strati di pittura ormai incoerenti, vecchie rasature non più in presa. Questo lavoro, spesso polveroso e poco “spettacolare”, è però essenziale per non costruire cicli nuovi su basi instabili. Dove l’intonaco è sano, viene mantenuto; dove non lo è, si procede con demolizioni localizzate. Segue l’analisi degli ammaloramenti strutturali : crepe profonde, ferri d’armatura affioranti, murature slegate o lesionate. In questi casi il lavoro del decoratore si incrocia con quello di tecnici e imprese strutturali; prima di pensare alla finitura è necessario ristabilire la stabilità del supporto, con cuciture, ristilature, rinforzi localizzati o interventi più importanti. Un capitolo delicato riguarda l’umidità : risalita capillare, infiltrazioni dall’alto, ponti termici, condense. Efflorescenze bianche, intonaci che si sfogliano dal basso, aloni persistenti indicano problemi che non si risolvono con una semplice pittura “antimuffa”. In molti casi si rendono necessari intonaci deumidificanti, sistemi di risanamento e correzioni delle cause, prima di impostare il ciclo decorativo definitivo. Una volta ripristinata la struttura, si interviene con rasature e uniformazioni mirate: stuccature a base calce o malte compatibili, rasanti traspiranti, reti di armatura in corrispondenza di giunti e passaggi critici. L’obiettivo è riportare la superficie a una condizione omogenea, senza dislivelli marcati tra parti nuove e vecchie. La preparazione del supporto nei restauri richiede tempo e pazienza, ma è proprio in questa fase che si decide la reale durata dell’intervento. Un ciclo di prodotti eccellente, applicato su un supporto non sanato, non potrà mai dare i risultati attesi. HighLight • Una diagnosi accurata (crepe, sali, umidità, vecchi strati) è la base per un restauro che duri nel tempo. • La rimozione mirata del debolmente aderente evita demolizioni eccessive ma elimina i punti critici. • L’uso di consolidanti e rasanti compatibili restituisce continuità meccanica a intonaci e supporti indeboliti. LowLight • La fase di diagnosi richiede tempo, prove e competenze: non è un semplice “dare un’occhiata”. • Umidità di risalita, sali e vecchie infiltrazioni possono imporre interventi più profondi del previsto. ««« Previous Next »»»

  • Effetto travertino oro e nero su parete e soffitto in camera matrimoniale | L'artificio

    < Back Colori, luci e abbinamenti per valorizzare Decorazioni materiche 16 gennaio 2026 Keywords: Decorazioni materiche, colori, illuminazione, interior design, abbinamenti, L'Artificio Le decorazioni materiche dialogano in modo diretto con la luce: ogni rilievo, ogni spatolata, ogni cambio di spessore crea piccole ombre che cambiano nell’arco della giornata. Per questo il primo passo è osservare come entra la luce naturale nella stanza, in quali orari lo spazio è più vissuto e che tipo di illuminazione artificiale è già presente o verrà installata. Ad esempio, una parete materica posizionata di fronte a una grande finestra va trattata diversamente rispetto a una parete laterale o a una nicchia più in penombra. I toni molto scuri, su superfici molto materiche, possono risultare elegantissimi in ambienti ampi e luminosi, ma rischiano di appesantire stanze piccole o poco illuminate. Al contrario, neutri caldi e grigi morbidi valorizzano la texture senza chiudere lo spazio, soprattutto in soggiorni e camere da letto. Abbinamenti con pavimenti e arredi. Una decorazione materica importante trova il suo equilibrio vicino a pavimenti più neutri e arredi dalle linee pulite; se invece il pavimento ha già un forte carattere (legno molto venato, cementine, pietra a vista) conviene scegliere pareti materiche più sobrie, che dialoghino per tono e non per contrasto eccessivo. Portiamo esempi pratici: parete effetto cemento chiaro con pavimento in legno caldo, parete nuvolata su fondo beige in cucina, decorazioni materiche più profonde solo dietro il divano o alla testata del letto. Parliamo di luce artificiale: applique che illuminano la parete dall’alto verso il basso, binari con spot orientabili, strip LED nascoste in velette o nicchie. Una corretta progettazione dell’illuminazione può far “vivere” la decorazione materica anche la sera, evitando ombre casuali e zone troppo abbagliate. L’idea è dare a chi legge non solo ispirazione, ma anche strumenti pratici per immaginare la propria casa con le decorazioni materiche al posto giusto, nella tonalità giusta e con la luce giusta. HighLight • Permettono di lavorare su combinazioni colore-matericità per cambiare completamente atmosfera agli ambienti. • Interagiscono in modo interessante con la luce radente, mettendo in risalto rilievi e sfumature. • Si integrano facilmente con arredi, pavimenti e velette, creando continuità tra pareti e volumi. • Consentono di caratterizzare solo alcune pareti lasciando le altre più neutre e leggere. LowLight • Scelte troppo estreme di colore o di texture rischiano di stancare nel tempo in ambienti molto vissuti. • Richiedono un minimo di progetto cromatico per evitare accostamenti casuali difficili da correggere dopo. • In stanze molto piccole, effetti troppo materici e scuri possono appesantire e ridurre visivamente gli spazi. ««« Previous Next »»»

  • DPI da cantiere | L'artificio

    < Back Allestimento del cantiere per lavori in strada 8 dicembre 2025 Keywords: Lavori in strada, allestimento cantiere, recinzioni, cartelli, sicurezza, L'Artificio L’allestimento inizia sempre da un rilievo dello spazio : larghezza della carreggiata, presenza di marciapiedi, fermate autobus, passi carrai, parcheggi, incroci e piste ciclabili. In base a queste informazioni si definisce quanto spazio dedicare al cantiere e quanto deve rimanere libero per il transito. Nei tratti più stretti è spesso necessario introdurre sensi unici alternati, deviazioni o restringimenti della carreggiata. La prima barriera fisica tra cantiere e strada è rappresentata da recinzioni, transenne e barriere New Jersey . Questi elementi non servono solo a “delimitare un’area”, ma a proteggere chi lavora dallo scorrere dei veicoli e a impedire l’accesso casuale di pedoni. L’allestimento deve evitare punti di passaggio improvvisati, varchi non controllati, spigoli vivi e ostacoli non segnalati, soprattutto di notte. All’interno del perimetro si organizza la logistica del cantiere : aree di stoccaggio materiali, zona di carico/scarico, eventuale spazio per mini-escavatori, betoniere, mezzi di sollevamento. In strada, gli spazi sono sempre pochi, quindi la disposizione deve essere pensata per ridurre al minimo gli incroci pericolosi tra uomini e mezzi. Una gestione ordinata evita accumuli di materiali vicini al limite della carreggiata, dove potrebbero diventare un ostacolo o un pericolo in caso di urto. Gli accessi agli edifici sono un altro capitolo decisivo. Negozi, ingressi condominiali, rampe box e accessi pedonali non possono essere semplicemente “tagliati fuori”: vanno garantiti passaggi protetti, pedane o passerelle quando il marciapiede è aperto per gli scavi, percorsi alternativi per carrozzine, passeggini e persone con mobilità ridotta. Una buona organizzazione prevede questi percorsi fin dall’inizio, non come soluzione di fortuna dopo le lamentele. La gestione degli ingressi carrabili richiede spesso una pianificazione condivisa con amministratori e residenti. In alcuni casi è possibile mantenere un accesso controllato; in altri è necessario concordare fasce orarie per entrata e uscita dei veicoli, in base alle fasi di lavoro. Informazioni chiare e aggiornate riducono incomprensioni e conflitti. Nei tratti di strada particolarmente trafficati, l’allestimento comprende anche la gestione dei flussi veicolari : coni, delineatori, riduzione di corsie, segnaletica provvisoria e, quando necessario, movieri o impianti semaforici temporanei per gestire sensi unici alternati. Tutto deve essere leggibile già a distanza, così che gli automobilisti abbiano tempo per reagire e rallentare. In chiusura, un cantiere in strada ben allestito si riconosce da pochi indizi semplici: i percorsi sono intuitivi, i limiti del cantiere sono chiari, gli accessi agli edifici sono protetti, i materiali non “invadono” la sede stradale e chi passa, pur rallentando, percepisce ordine e controllo invece che improvvisazione. HighLight • Organizza in modo chiaro gli spazi tra area di cantiere e carreggiata, riducendo i conflitti con il traffico. • Definisce percorsi sicuri per mezzi, materiali e operatori anche in strade strette e molto frequentate. • Mantiene accessi pedonali e carrabili a negozi, condomini e rampe box con passaggi protetti. • Un buon allestimento rende il cantiere leggibile e trasmette ordine anche a chi transita solo di passaggio. LowLight • Spazi ridotti possono limitare molto le aree di stoccaggio e obbligare a una logistica più complessa. • La vicinanza continua a traffico e pedoni richiede attenzione costante per evitare situazioni di rischio. • In alcuni tratti è necessario rivedere più volte l’organizzazione man mano che avanzano le fasi di lavoro. ««« Previous Next »»»

  • Striscie in legno decorative per interni | L'artificio

    < Back Tecniche di posa per pannelli SPC e rivestimenti modulari a parete 17 novembre 2025 Keywords: Superfici verticali decorative, posa pannelli SPC, rivestimenti modulari, listelli parete, profili di finitura, L'Artificio La posa di pannelli SPC su parete inizia con un progetto di layout : si decide da quale lato partire, come chiudere sugli spigoli, dove cadranno gli eventuali tagli e come gestire prese, interruttori e punti luce. In questa fase si possono ridurre al minimo pannelli troppo stretti agli estremi o situazioni in cui i disegni grafici “muoiono” in modo poco armonico. A seconda del sistema, i pannelli possono essere incollati direttamente alla parete oppure montati su una sottostruttura con incastri o clip. Nel primo caso si utilizzano colle specifiche per SPC e supporti minerali, applicate a cordoli o a pettine, rispettando quantità e tempi di presa indicati. Nel secondo caso si predispone una griglia di profili su cui i pannelli vengono agganciati, spesso con sistemi a click o profili di sostegno. Durante la posa, si cura con attenzione l’allineamento dei giunti verticali e orizzontali . Una piccola imprecisione all’inizio si amplifica man mano che si procede, soprattutto su pareti lunghe. Controlli frequenti con livella e laser aiutano a mantenere anche il disegno grafico coerente: venature del “finto legno”, fughe decorative, righe e pattern devono proseguire in modo continuo. Sugli spigoli esterni , sugli incontri con altre superfici e lungo i perimetri, entrano in gioco profili e finiture : angolari, terminali, cornici superiori e inferiori permettono di chiudere il rivestimento in modo pulito e protetto. Questo evita che gli spigoli dei pannelli restino esposti agli urti o si scheggino nel tempo. La gestione di prese, interruttori e scatole elettriche richiede tagli precisi: si segnano gli ingombri sul pannello, si eseguono i fori o i ritagli con attrezzi adatti e si rifinisce il bordo in modo che, una volta montate le placche, il risultato sia pulito e allineato. In alcuni casi, per grandi schermi TV o quadri, si prevedono nicchie o rinforzi dietro ai pannelli. Nel caso dei listelli e doghe in legno o effetto legno , la posa segue una logica simile: si definisce il modulo (ritmo tra listello e spazio), si traccia una linea di partenza e si procede fissando ogni elemento alla sottostruttura o direttamente al supporto, secondo il sistema utilizzato. Anche qui, la cura dei tagli in alto, in basso e agli angoli è determinante. Una posa ben eseguita si traduce in giunti regolari, superficie complanare, tagli puliti e profili ben integrati . Quando il lavoro è fatto bene, chi guarda l’insieme percepisce solo il risultato finito, non le singole linee di montaggio. HighLight • Un buon layout iniziale evita pannelli troppo stretti e disegni “tagliati male” agli estremi. • La scelta tra incollaggio diretto e sottostruttura dipende da supporto, impianti e tipo di pannello. • Profili, angolari e terminali ben posati proteggono spigoli e chiudono il rivestimento in modo pulito. • Tagli precisi per prese e punti luce mantengono l’allineamento anche intorno agli elementi elettrici. LowLight • Errori di allineamento si notano molto su venature continue, righe e pattern marcati. • Colla in eccesso o applicata male può creare rigonfiamenti e macchie visibili sui pannelli. ««« Previous Next »»»

  • Carta da parati installata su parete | L'artificio

    < Back Preparazione del supporto per Carte da parati 19 novembre 2025 Keywords: Carte da parati, preparazione fondo, primer, umidità, adesione, L'Artificio La preparazione inizia sempre dalla verifica dello stato dei muri . Crepe, intonaci che si staccano, vecchie stuccature rigide, pitture scrostanti e zone con umidità devono essere individuate e trattate. Le crepe leggere vanno aperte, stuccate e, se necessario, rinforzate con bandelle in fibra; problemi più importanti, come infiltrazioni attive, devono essere risolti alla fonte prima di pensare a qualsiasi rivestimento. Se sulla parete è presente una vecchia carta da parati , viene valutata la possibilità e l’opportunità di rimuoverla completamente. Nella maggior parte dei casi è consigliabile eliminare gli strati esistenti con l’ausilio di prodotti specifici o vapore, per poi lavare e ripulire accuratamente il supporto. Lasciare vecchie carte in posto può creare problemi di adesione e vesciche, soprattutto quando gli strati sono multipli o la carta si sta già staccando. Successivamente si interviene sulla planarità e uniformità . Avvallamenti, zone ruvide o stuccature grossolane vengono livellati con rasanti fini, carteggiati e controllati con luce radente. L’obiettivo è ottenere una superficie il più possibile liscia e omogenea, perché la carta, soprattutto se sottile o con finitura liscia, tende a “leggere” ogni irregolarità sottostante. L’applicazione di un fondo idoneo è un altro passaggio cruciale. In funzione del tipo di carta, si utilizza un primer a base acqua, un fissativo pigmentato o un prodotto specifico consigliato dal produttore. Questi materiali riducono l’assorbimento eccessivo della colla, migliorano la scorrevolezza dei teli durante la posa e favoriscono un’asciugatura uniforme, limitando il rischio di distacchi, bolle o differenze di tono. Particolare attenzione viene riservata ad angoli, spigoli e punti critici come stipiti, rientranze, pilastri, nicchie. Queste zone devono essere correttamente squadrare e rasate, perché la carta dovrà adattarsi senza creare pieghe o tensioni anomale. Anche le scatole elettriche vengono preparate in modo da consentire tagli precisi e coperture pulite una volta rimontate le placche. Una preparazione accurata richiede tempo e cura, ma permette di valorizzare realmente la carta scelta. Senza questo lavoro preliminare il rischio è di ritrovarsi con giunte evidenti, bolle e imperfezioni che rovinano l’effetto complessivo della decorazione. HighLight • Una parete ben rasata e carteggiata restituisce giunti invisibili e pattern perfettamente continui. • L’uso di primer specifici uniforma l’assorbimento e migliora l’adesione della colla. • La correzione preventiva di crepe e stuccature riduce il rischio che le imperfezioni riaffiorino sotto la carta. LowLight • Superfici sfarinanti, pitture vecchie mal ancorate o intonaci irregolari richiedono più tempo e lavorazioni preliminari. • Saltare o ridurre la preparazione porta a bolle, distacchi e giunte che si notano soprattutto con luci radenti. • Vecchie carte da parati non rimosse correttamente possono compromettere la nuova posa. ««« Previous Next »»»

  • Dettaglio tinteggiatura scuretto a parete con orologio appeso | L'artificio

    < Back Tecniche di posa professionale per Tinteggiature 3 novembre 2025 Keywords: Tinteggiature, posa, tecnica applicazione, attrezzi, cantiere, L'Artificio La prima scelta riguarda la diluizione delle pitture. Prodotti troppo densi rischiano di lasciare rullate marcate e consumo esagerato; pitture troppo diluite coprono meno e richiedono mani aggiuntive. Le indicazioni del produttore rappresentano un buon punto di partenza, da adattare leggermente in base al supporto e allo strumento utilizzato (rullo/pennello). La tinteggiatura procede di solito in due o più mani , dopo il fondo, soprattutto quando si passa da colori scuri a chiari o quando si usano tinte intense. La prima mano ha spesso funzione di “base coprente” e va stesa in modo uniforme, senza preoccuparsi eccessivamente di piccole differenze; la seconda (e, se necessario, la terza) uniformano il colore e cancellano le rullate. La scelta del rullo è importante: rulli a pelo corto per superfici lisce e finiture più tese, pelo medio per intonaci leggermente ruvidi, rulli con caratteristiche specifiche per smalti murali o prodotti particolari. L’applicazione avviene con movimenti incrociati: si stende il prodotto in una direzione e si finisce “tirando” leggermente nel verso opposto, per uniformare. I tagli a pennello lungo spigoli, battiscopa, infissi e elementi architettonici vanno coordinati con il lavoro a rullo: tagliare troppo anticipo e poi tornare a rullare su pittura già asciutta può creare stacchi visibili. Una buona tecnica prevede di procedere per fasce, tagliando e rullando a distanza di tempo ridotta, così da mantenere sempre un buon “bagnato su bagnato”. Quando si lavora con colori intensi o molto scuri , aumenta l’attenzione a eventuali riprese e sovrapposizioni. In questi casi spesso è opportuno utilizzare fondi pigmentati o prodotti specifici per colori pieni, che riducono il rischio di aloni e differenze di tono. Anche l’illuminazione del cantiere incide: una buona luce uniforme permette di vedere subito eventuali difetti. Su soffitti e grandi superfici, la disposizione delle giunzioni tra rullate e la direzione di lavoro rispetto alla fonte di luce (finestre, portefinestre) diventano cruciali. Lavorare “con la luce” aiuta a mascherare rullate e passaggi; lavorare contro luce, senza un minimo di esperienza, rischia di evidenziare strisce e sovrapposizioni. Oltre alla tecnica pura, è fondamentale rispettare i tempi di asciugatura tra una mano e l’altra. Forzare i tempi, soprattutto in ambienti umidi o freddi, può portare a difetti di film, differenze di brillantezza o rimozione parziale dello strato sottostante durante l’applicazione della mano successiva. Una tinteggiatura professionale si riconosce da pareti uniformi, senza macchie più lucide o più opache, senza aloni in corrispondenza delle riprese, con spigoli netti e tagli puliti attorno a serramenti, battiscopa e punti luce. Dettagli che, nel complesso, fanno percepire lo spazio più curato e armonico. HighLight • Diluizioni corrette e numero di mani adeguato garantiscono copertura uniforme e colore stabile. • L’uso combinato di rulli e pennelli permette tagli puliti su spigoli, battiscopa, infissi e punti luce. • Lavorare con una buona luce di cantiere aiuta a individuare subito aloni e rullate irregolari. • Rispettare i tempi di asciugatura tra una mano e l’altra evita differenze di brillantezza e difetti di film. LowLight • Tagli a pennello troppo anticipati o troppo distanti dal rullo lasciano “cornici” visibili sulle pareti. • Movimenti disomogenei, rulli sbagliati o pigmenti mal miscelati causano strisce e macchie difficili da correggere. • Applicare nuove mani su pittura ancora umida può sollevare lo strato sottostante e rovinare la finitura. ««« Previous Next »»»

  • Dettaglio decorazione muraria | L'artificio

    < Back Materiali e finiture per Decorazioni 15 dicembre 2025 Keywords: Decorazioni, materiali, finiture, scelta materiali, guida, L'Artificio Nel campo delle decorazioni pittoriche, il primo passo è capire che tipo di finitura si vuole ottenere: opaca, setosa, leggermente lucida, metallica, sfumata, a righe, geometrica. Le pitture murali opache di buona qualità sono una base ideale quando si desidera un colore pieno e uniforme, con un effetto contemporaneo e poco riflettente, adatto quasi a ogni ambiente. Le versioni superlavabili permettono inoltre di intervenire più facilmente con panni umidi in caso di piccoli segni. Le velature e i prodotti semi-trasparenti consentono di sovrapporre leggere nuvole di colore, creare profondità e addolcire toni troppo netti. Una velatura grigio perla su un fondo beige caldo, ad esempio, genera un effetto elegante, mentre sovrapposizioni di tortora, sabbia e grigio chiaro permettono di ottenere pareti morbide e vibranti, perfette dietro un divano o in una zona pranzo. Molto apprezzate sono le finiture metalliche e perlescenti: argento caldo, champagne, oro chiaro, rame, grafite. Utilizzate su una sola parete o su fasce selezionate, riflettono la luce in modo controllato, dando un tocco di scenografia senza diventare eccessive. Un esempio tipico è la parete dietro il tavolo da pranzo con una velatura metallica champagne o una testata letto in grigio perla con leggere sfumature argentate. Gli smalti murali all’acqua permettono decorazioni più strutturate: righe precise, profili netti, boiserie dipinte, bordini e riquadri. Grazie alla maggiore resistenza, risultano adatti a corridoi, scale, camere di ragazzi e zone molto vissute. Con abbinamenti studiati – ad esempio una parte bassa della parete in grigio fumo e la parte alta in bianco caldo – è possibile ridisegnare le proporzioni della stanza e proteggere i punti più esposti dallo sporco. Rientrano nelle decorazioni anche gli stencil e i motivi grafici : elementi floreali molto stilizzati, pattern geometrici tono su tono, fasce orizzontali che accompagnano il perimetro della stanza. L’utilizzo di colori tonali, come bianco caldo e beige, grigio chiaro e greige, o verde salvia e panna, rende queste decorazioni eleganti e adatte anche ad ambienti che nel tempo potranno cambiare arredi e funzioni. La scelta dei materiali e delle finiture non riguarda solo l’aspetto estetico, ma anche la praticità quotidiana. Pareti vicino a tavoli, letti, scrivanie o in ingresso beneficiano di finiture più resistenti, mentre in zone meno sollecitate è possibile usare prodotti più delicati e decorativi, concentrando il budget dove serve davvero. HighLight • Permettono di caratterizzare le pareti lavorando solo con colore, disegni e grafismi, senza creare spessore. • Comprendono soluzioni molto versatili: campiture piene, righe, geometrie, stencil, scritte e motivi grafici. • Ideali per aggiornare ambienti già finiti senza interventi invasivi su intonaci e supporti. • Possono dialogare facilmente con arredi e tessili, diventando una “quinta” su cui costruire il resto del progetto. LowLight • Richiedono coerenza con pavimenti e mobili: scelte casuali rischiano di creare pareti troppo “rumorose”. • Alcuni motivi molto di tendenza possono stancare nel medio periodo, soprattutto in locali molto vissuti. • Errori di proporzioni o posizionamento (decorazione troppo alta/bassa) si notano subito e sono difficili da ignorare. ««« Previous Next »»»

  • Pavimento in legno | L'artificio

    < Back Colori, luci e abbinamenti per valorizzare Pavimenti in legno-laminati-spc 8 ottobre 2025 Keywords: Pavimenti in legno-laminati-spc, colori, illuminazione, interior design, abbinamenti, L'Artificio La prima scelta riguarda la tonalità del pavimento . I legni chiari come rovere naturale, rovere sbiancato, frassino, finiture miele leggere, aprono visivamente gli spazi, rendendo ambienti piccoli e poco illuminati più ariosi. I toni medi (rovere caldo, noce attenuato, effetti rovere fumè chiaro) creano un equilibrio perfetto tra accoglienza e contemporaneità, mentre i pavimenti scuri o molto fumè risultano particolarmente adatti in ambienti ampi e ben illuminati, dove si cerca un effetto scenografico e deciso. Nei pavimenti effetto legno in laminato o SPC , la scelta cromatica permette di ottenere gli stessi risultati di atmosfera, con qualche libertà in più su formati e disegni. Effetti rovere chiaro con venatura marcata si sposano bene con arredamenti nordici e minimal, mentre rovere più caldo o tabacco dialoga con stili moderni ma anche con arredi più classici. Un aspetto spesso determinante è il rapporto tra pavimento e pareti . Pavimenti chiari abbinati a pareti bianche o neutre chiare creano ambienti luminosi e facilmente trasformabili nel tempo; l’inserimento di una sola parete colorata o di elementi in cartongesso decorati permette di cambiare carattere alla stanza senza stravolgere la base. Pavimenti medi o scuri abbinati a pareti molto chiare aiutano a evitare un effetto eccessivamente cupo, soprattutto nelle stanze più piccole. La direzione di posa incide sulla percezione dello spazio. Doghe posate parallelamente al lato lungo di una stanza tendono ad allungare visivamente l’ambiente; in corridoio, la posa nel senso della marcia contribuisce a far scorrere lo sguardo. In spazi aperti con zone giorno e cucina collegate, una continuità di direzione e di materiale evita spezzature visive e crea un effetto di ampiezza. Gli abbinamenti con altri materiali completano il quadro. Pavimenti legno o effetto legno si combinano molto bene con pareti neutre e con elementi in pietra, gres o resine in toni coordinati. Ad esempio, un pavimento rovere naturale si integra facilmente con pareti in grigio caldo, piani cucina effetto pietra chiara e dettagli in metallo nero per tavoli e lampade. Pavimenti effetto rovere grigio o rovere fumè trovano alleati naturali in pareti greige, tessuti tortora e qualche tocco di colore pieno (blu profondo, verde bosco) su elementi d’arredo selezionati. Anche la luce artificiale gioca un ruolo importante. Temperature di colore calde (2700–3000K) valorizzano i pavimenti legno e i toni naturali, mentre luci troppo fredde possono rendere certi laminati e SPC più “piatti” o tecnici del previsto. Un progetto illuminotecnico che alterna luci diffuse, faretti e lampade d’accento consente di percepire il pavimento come un elemento integrato nella scena, non come un semplice sfondo.Quando il pavimento è scelto con attenzione a colori, luce e abbinamenti, l’ambiente risulta immediatamente più coerente. Le altre scelte – mobili, tende, tappeti – diventano più semplici, perché poggiano su una base solida e neutra nella quale le variazioni di stile possono avvenire senza dover ripartire da zero. HighLight • Doghe lunghe e formati allungati aiutano a far percepire gli ambienti più ampi e continui. • Toni neutri (rovere naturale, greige, sabbie) si abbinano facilmente a pareti e arredi nel tempo. • Utilizzare lo stesso pavimento in più stanze rende la casa più uniforme e “distesa” visivamente. • Le finiture effetto legno si sposano bene con cartongesso, resine e tinteggiature neutre o polverose. LowLight • Pavimenti molto scuri o molto chiari tendono a evidenziare di più polvere, segni e graffi. • Scelte di colore troppo di moda possono stancare rapidamente o legare troppo lo stile dell’arredo. • Formati esageratamente grandi o pose complesse in stanze piccole rischiano di sbilanciare le proporzioni. ««« Previous Next »»»

  • Dettaglio prese elettriche su parete in cartongesso | L'artificio

    < Back Tecniche di posa professionale per Controsoffitti e contropareti 15 dicembre 2025 Keywords: Controsoffitti e contropareti, posa, tecnica applicazione, attrezzi, cantiere, L'Artificio La posa inizia con la tracciatura delle linee guida su pareti e soffitto. Livelli laser, corde traccianti e misurazioni ripetute permettono di segnare la quota esatta del controsoffitto e l’ingombro delle contropareti. A questo punto vengono fissate le guide perimetrali e, nel caso del controsoffitto, vengono installati i pendini che sosterranno l’orditura principale. La struttura metallica rappresenta lo scheletro dell’intero sistema. I profili vengono tagliati e montati rispettando interassi e schemi previsti dai produttori, in funzione del peso delle lastre, della luce libera tra appoggi e delle prestazioni richieste (ad esempio in termini di resistenza al fuoco o di fonoisolamento). Nelle contropareti, montanti e guide vengono assemblati creando una maglia regolare, all’interno della quale trovano posto eventuali passaggi impiantistici e isolanti. Se il progetto prevede isolamento acustico o termico , nelle intercapedini vengono inseriti pannelli specifici, come lane minerali, fibre di legno o altri materiali idonei. La loro corretta installazione, senza vuoti o compressioni eccessive, contribuisce in modo significativo al risultato finale: una controparete acusticamente efficace o un controsoffitto che migliora il comfort interno. Le lastre vengono poi fissate alla struttura, avvitandole secondo uno schema regolare, curando il corretto accostamento tra pannelli e il rispetto delle giunte sfalsate. Nei controsoffitti, l’ordine di montaggio è studiato per evitare deformazioni e per integrare in modo preciso faretti, bocchette, botole di ispezione e altri elementi tecnici previsti in progetto. Una volta chiusa la struttura, le giunzioni tra le lastre vengono trattate con nastri e stucchi specifici, applicati in più passaggi e carteggiati fino a ottenere una superficie uniforme. In questa fase si correggono eventuali piccole imperfezioni e si prepara il supporto a ricevere fondi, pitture o altri rivestimenti. La qualità della rasatura incide in modo diretto sull’estetica finale, soprattutto in presenza di luci radenti o finiture particolarmente opache. La posa professionale presta attenzione anche ai dettagli : raccordi con pareti esistenti, chiusure su pilastri, bordi di velette, nicchie e tagli di luce. Cornici ben tirate, spigoli netti e superfici non “imbarcate” sono il risultato di una struttura corretta e di una finitura eseguita con pazienza. Quando tutti questi passaggi sono rispettati, il controsoffitto e la controparete sembrano elementi architettonici originari, non aggiunte posticce. HighLight • Strutture metalliche ben progettate garantiscono planarità e riduzione di movimenti e fessurazioni. • La corretta disposizione di sospensioni, montanti e guide migliora prestazioni acustiche e di stabilità. • Giunti ben trattati con nastri e stucchi specifici rendono invisibili le linee tra le lastre dopo la tinteggiatura. • Permettono di integrare in modo pulito faretti, botole di ispezione, griglie e binari tecnici. LowLight • Montanti troppo distanziati o sospensioni sottodimensionate possono portare a flessioni e crepe. • Giunti non correttamente nastrati o carteggiati emergono in luce radente, rovinando l’effetto finale. • Errori nella posizione dei rinforzi rendono difficile fissare in seguito pensili, mensole o elementi pesanti. ««« Previous Next »»»

  • Design doccia realizzata in resina materica | L'artificio

    < Back Manutenzione e pulizia delle lavorazioni di Resine materiche (a spatola) 27 novembre 2025 Keywords: Resine materiche (a spatola), manutenzione, pulizia, detergenti, ripristino, L'Artificio La prima distinzione riguarda l’uso: pareti, pavimenti, docce, top. Su pareti e superfici verticali la resina materica a spatola è in genere molto semplice da gestire: non esistono fughe e la polvere si deposita meno rispetto a superfici molto mosse. Per la pulizia è sufficiente un panno morbido o una spugna non abrasiva con detergente neutro, evitando prodotti fortemente alcalini o acidi che potrebbero intaccare la protezione superficiale. Su pavimenti e superfici calpestabili entra in gioco l’usura da traffico. In ambienti domestici è consigliabile utilizzare panni in microfibra e detergenti delicati, evitando strumenti troppo aggressivi. L’uso di tappeti nelle zone di ingresso e una cura minima rispetto a tacchi molto sottili o oggetti metallici trascinati contribuisce a ridurre graffi e segni concentrati. Nel caso di pavimenti in resina in contesti commerciali o molto frequentati, può essere utile programmare interventi periodici di manutenzione straordinaria con prodotti ravvivanti o nuove mani di protezione. Le zone umide, come box doccia e pareti vicino ai lavabi, richiedono attenzione soprattutto a ristagni e incrostazioni. È importante rimuovere periodicamente residui di sapone, calcare e shampoo con detergenti specifici ma compatibili con la finitura, risciacquando sempre con cura. L’accumulo di prodotti aggressivi può nel tempo opacizzare la vernice o creare aloni, soprattutto nelle zone di maggior contatto con l’acqua. Per quanto riguarda gli incidenti domestici, le resine materiche reagiscono in modo diverso a seconda del tipo di protezione utilizzata. Macchie di vino, caffè, oli o coloranti vanno pulite il prima possibile; una buona vernice protettiva offre il tempo di intervenire senza danni permanenti, ma lasciare i liquidi a lungo sulla superficie non è mai una buona idea. Nei casi in cui rimangano segni visibili, è spesso possibile intervenire con carteggiature leggere e nuove mani di finitura. Un vantaggio significativo delle resine è la possibilità di ripristino parziale. In assenza di danni strutturali al supporto, zone circoscritte possono essere trattate in modo mirato, ri-spatolate e nuovamente protette, limitando l’intervento alla sola area compromessa. La valutazione di questi interventi va sempre affidata al professionista che conosce il ciclo applicato. Con poche abitudini corrette e prodotti adeguati, le resine materiche spatolate mantengono a lungo il loro aspetto, evitando l’effetto vissuto male che può comparire quando si usano detergenti impropri o si trascurano completamente le superfici. HighLight • Le superfici continue senza fughe risultano pratiche da pulire nel quotidiano. • Con i protettivi giusti resistono bene a molti detergenti neutri e all’uso domestico normale. • È spesso possibile intervenire con riprese localizzate su segni o usure, senza demolizioni. LowLight • Richiedono l’uso di detergenti non aggressivi: prodotti troppo forti possono opacizzare o macchiare. • In caso di graffi profondi o urti violenti, i ripristini devono essere eseguiti da personale competente. • Alcuni cicli necessitano di rinnovo del protettivo dopo alcuni anni, soprattutto in zone molto trafficate. ««« Previous Next »»»

bottom of page