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- Copyright, crediti e note legali | L’Artificio
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- Decorazione materica in altorilievo a parete con movimento circolare | L'artificio
< Back Materiali e finiture per Decorazioni materiche 8 ottobre 2025 Keywords: Decorazioni materiche, materiali, finiture, scelta materiali, guida, L'Artificio Quando si parla di decorazioni materiche si entra in un mondo fatto di texture, profondità e luce. Dietro a una parete apparentemente “semplice” ci sono scelte molto diverse: rivestimenti a base calce, stucchi moderni, microresine, prodotti acrilici o ibridi che combinano più tecnologie. Ognuno ha il suo carattere e il suo modo di invecchiare nel tempo. In questo articolo facciamo una panoramica dei materiali più utilizzati, spiegando in modo chiaro cosa cambia tra una finitura naturale e una più tecnica. Le soluzioni a base calce, per esempio, sono ideali per chi ama superfici morbide, leggermente nuvolate e molto traspiranti. Le resine decorative, invece, permettono effetti più compatti e continui, con una resistenza superiore agli urti e alle macchie, perfette in zone di passaggio o in punti “a rischio”, come dietro al divano o in corridoio. Analizziamo anche i prodotti a effetto cemento, travertini, stucchi e pietre, che danno subito un’impronta contemporanea all’ambiente. Qui la scelta dello spessore, della granulosità e del tipo di protezione finale fa la differenza tra una parete solo bella e una parete bella e pratica da vivere ogni giorno. Infine si può optare per decorazioni materiche più discrete, magari per tutta la casa. In questi casi proponiamo combinazioni di finiture morbide e facili da pulire, giocando con leggere variazioni di tono e texture, invece che con stacchi di colore molto forti. Alcune domande chiave da farsi prima di scegliere il materiale: quanto è vissuto l’ambiente? ci sono bambini o animali? quanto è forte la luce naturale? HighLight • Offrono un’ampia scelta di materiali naturali, sintetici e compositi per adattarsi a stili molto diversi. • Permettono di lavorare su spessori, texture e grane per creare effetti davvero su misura. • Possono aumentare la resistenza superficiale delle pareti rispetto a una semplice pittura. • Aiutano a mascherare piccole imperfezioni del supporto valorizzando muri non perfetti. LowLight • Richiedono una valutazione tecnica attenta del supporto e degli ambienti prima della scelta. • Alcune finiture hanno costi più elevati rispetto alle tinteggiature tradizionali. • Non tutti i materiali sono adatti a zone umide o soggette a urti frequenti. ««« Previous Next »»»
- Imbiancare parete con pennello | L'artificio
< Back Materiali e finiture per Tinteggiature 21 novembre 2025 Keywords: Tinteggiature, materiali, finiture, scelta materiali, guida, L'Artificio La base di molte tinteggiature interne è la pittura lavabile all’acqua , disponibile in versioni più o meno resistenti. Le pitture idropitture traspiranti sono indicate per soffitti e locali dove serve una buona permeabilità al vapore (come bagni e cucine, se ben ventilati), mentre le pitture lavabili e superlavabili vengono scelte per pareti soggette a sporco, passaggi frequenti o contatto diretto: corridoi, scale, soggiorni molto vissuti. Negli ambienti dove si richiede una resistenza superiore a macchie e lavaggi, entrano in gioco gli smalti murali all’acqua , spesso satinati o semi-lucidi, ideali per cucine, bagni, zone vicino a lavabi e piani di lavoro, o per pareti di camere ragazzi molto stressate. Questi prodotti formano una pellicola più compatta e tollerano meglio detergenti e sfregamenti ripetuti. La finitura superficiale influisce molto sulla percezione: L’opaco nasconde meglio piccole imperfezioni e regala un aspetto elegante e morbido. È perfetto per soggiorni, camere da letto e soffitti. Il seta/satinato riflette leggermente la luce, appare più “pulito” e si presta bene in corridoi, cucine e spazi dove si desidera un compromesso tra estetica ed esigenze di pulizia. Il semilucido/lucido viene usato più raramente sulle pareti intere, ma risulta interessante su elementi particolari (porte, boiserie, dettagli) dove si vuole un effetto più deciso. In ambienti sensibili, come camerette o spazi dove si vive molte ore al giorno, è sempre più diffusa l’attenzione verso pitture a basso contenuto di VOC , senza formaldeide aggiunta e con certificazioni specifiche per la qualità dell’aria interna. Questi prodotti contribuiscono a ridurre emissioni indesiderate, soprattutto in case molto isolate. Per le pareti soggette a problemi particolari: vecchie macchie di umidità risolte, fumo, nicotina, aloni, esistono fondi e pitture isolanti che creano uno strato di blocco, impedendo la migrazione delle macchie in superficie. In zone con rischio muffe, oltre a intervenire sulle cause (ventilazione, ponti termici), possono essere utilizzati prodotti con additivi specifici che contrastano la proliferazione di funghi e batteri. Colori e finiture possono essere combinati in modo mirato: una base opaca sulle pareti principali, uno smalto satinato su zoccolature e porzioni più esposte, tonalità neutre per dare luce e qualche colore d’accento per caratterizzare una parete o una nicchia. La tinteggiatura non è solo “pittura”, ma un insieme di scelte tecniche ed estetiche che accompagnano ogni giorno chi abita la casa. HighLight • Ampia scelta di prodotti: traspiranti, lavabili, superlavabili, smalti murali, finiture opache e satinate. • Le pitture a basso contenuto di VOC migliorano la qualità dell’aria negli ambienti molto vissuti. • Finiture opache aiutano a nascondere piccole imperfezioni e regalano un aspetto morbido ed elegante. • Smalti murali e prodotti ad alta resistenza sono adatti a cucine, bagni e zone di forte passaggio. LowLight • Scegliere una pittura non adatta all’ambiente (umido, molto trafficato, ecc.) ne riduce la durata nel tempo. • Finiture molto lucide mettono in risalto difetti di supporto e segni di rullo in luce radente. • Alcuni prodotti tecnici richiedono cicli specifici e non si possono usare “come un bianco qualsiasi”. ««« Previous Next »»»
- Parete green - parete verticale | L'artificio
< Back Preparazione del supporto per Pareti verdi 10 ottobre 2025 Keywords: Pareti verticali, preparazione fondo, primer, umidità, adesione, L'Artificio In questo articolo raccontiamo cosa succede prima che il pannello verde venga fissato alla parete. È una fase poco “instagrammabile”, ma decisiva per la durata e la sicurezza del lavoro. Partiamo dal sopralluogo: verifichiamo che tipo di parete abbiamo davanti (laterizio, cartongesso, cemento, vecchia tramezza leggera, etc...), se ci sono crepe, distacchi d’intonaco o segni di umidità. Una parete verticale non può essere montata su un muro che si sfoglia o su un cartongesso sottile senza adeguato rinforzo. Un punto importante è la ricerca di impianti e passaggi nascosti: tubazioni, cavi elettrici, prese e punti luce presenti nella zona interessata. Infatti questi dovrebbero essere accessibili con interventi veloci, e individuarli/ cosa fare per evitarli e come organizzare i passaggi di cavi se la parete verde prevede illuminazione integrata (strip LED, faretti, wall washer) è parte integrante della progettazione. Affrontiamo poi la preparazione vera e propria del supporto: nel caso di muri irregolari o molto imperfetti valutiamo l’uso di pannelli di supporto (ad esempio in MDF, OSB o altri materiali idonei) fissati meccanicamente alla parete. Questo ci permette di avere una superficie piana, stabile e con ancoraggi sicuri. Parliamo anche di trattamenti contro umidità e muffe: se il muro ha avuto problemi in passato è importante risolverli prima, perché l’umidità nascosta dietro a un rivestimento chiuso può peggiorare la situazione. Non si tratta di coprire un difetto con il verde, ma di intervenire prima con i prodotti giusti e solo dopo installare la parete verticale. Chiudiamo con una check-list semplice: muro sano e stabile, eventuali crepe sistemate, impianti mappati, piano di fissaggio definito (diretto o su pannello), eventuali passaggi elettrici già predisposti. Una parete verde ben riuscita comincia sempre da qui, molto prima dell’ultimo ciuffo di moss. HighLight • Una corretta verifica del supporto riduce il rischio di infiltrazioni e umidità indesiderata. • La progettazione di scarichi e punti acqua facilita la gestione quotidiana della parete verde. • Il controllo di luce naturale, aerazione e temperature aiuta a selezionare specie davvero adatte. LowLight • Può richiedere interventi preliminari su impianti idraulici ed elettrici prima dell’installazione. • Pareti non perfettamente impermeabilizzate possono causare danni a intonaci e strutture nel tempo. ««« Previous Next »»»
- Muschio stabilizzato in tonalità verde chiaro | L'artificio
< Back Colori, luci e abbinamenti per valorizzare Pareti verticali 8 ottobre 2025 Keywords: Pareti verticali, colori, illuminazione, interior design, abbinamenti, L'Artificio Partiamo da un dato semplice: il verde del moss non è sempre uguale. Esistono tonalità più chiare, quasi lime, verdi medi freschi e verdi profondi che tendono al bosco. Oltre che decine di altre colorazioni. Queste varianti cambiano la percezione dello spazio: i verdi più chiari sono perfetti per ambienti piccoli o corridoi, mentre i verdi più scuri funzionano benissimo come fondale scenografico dietro un divano, una reception o un tavolo da riunione. Parliamo di abbinamenti con le pareti. Un classico sempre vincente è la parete verde incorniciata da muri in bianco caldo o tortora chiarissimo: il verde risalta, ma l’insieme resta morbido e accogliente. Per un effetto più contemporaneo, suggeriamo accostamenti con grigio chiaro, greige e sabbia, magari in combinazione con pavimenti in legno rovere naturale o rovere spazzolato. Chi ama contrasti più decisi può valutare una parete verde inserita in un ambiente con una parete grafite o blu petrolio, ma in questo caso è importante non esagerare con il numero di colori presenti. Dedichiamo un paragrafo ai materiali che stanno particolarmente bene vicino al verde: legno naturale (rovere, frassino chiaro, noce caldo), pietre chiare, travertino, microcemento nei toni grigio-beige. Raccontiamo qualche combinazione concreta: ingresso con parete di moss abbinata a boiserie in rovere e pavimento in gres effetto pietra chiara; zona tv con fascia verticale di verde e nicchie in cartongesso tinteggiate grigio caldo; ufficio con parete verde dietro la scrivania e arredo in legno chiaro + metallo nero. Menzioniamo ovviamente questioni di illuminazione, spesso il vero segreto per far funzionare una parete verticale. Bisogna distinguere tra luci frontali molto diffuse e luci radenti dall’alto o dal basso che esaltano i volumi del moss e delle foglie. Suggeriamo alcune soluzioni: wall washer a soffitto che lavano la parete, faretti orientabili su binario, strip LED integrate in velette o in cornici che incorniciano il pannello. Sconsigliamo i fari troppo puntuali a distanza ravvicinata, che creano macchie di luce e ombre troppo dure. Chiudiamo con tre scenari tipo: Casa privata: parete di moss verde medio in soggiorno, pareti circostanti in bianco caldo, pavimento in rovere naturale, luci radenti dall’alto con led caldi. Ufficio: pannello verde dietro la reception, pareti grigio chiaro, dettagli in nero (profili, sedie, lampade), luce neutra che mantiene l’ambiente professionale ma accogliente. Locale/ristorante: parete verticale mista (verde + legno) sulla parete principale, pareti laterali in tortora o greige, luci puntuali su tavoli e luce radente calda sulla parete verde per creare profondità. In questo modo è possibile iniziare a immaginare la propria parete verticale non come un elemento isolato, ma come parte di un progetto completo di colore e luce. HighLight • Introducono un elemento naturale forte che scalda subito ambienti molto tecnici o minimal. • Possono dialogare con illuminazione dedicata, creando scenografie serali suggestive. • Si abbinano bene a materiali come legno, metallo nero, cementi e tinte neutre su pareti e soffitti. • Permettono di creare quinte verdi che separano visivamente gli spazi senza costruire muri pieni. LowLight • Un uso eccessivo di verde in ambienti piccoli può risultare visivamente invasivo e difficile da gestire. • Abbinamenti cromatici casuali tra piante, pareti e arredi possono creare un effetto disordinato. ««« Previous Next »»»
- Bagno decorativo moderno | L'artificio
< Back Materiali e finiture per Resine materiche (a spatola) 1 dicembre 2025 Keywords: Resine materiche (a spatola), materiali, finiture, scelta materiali, guida, L'Artificio Il termine resina viene spesso usato in modo generico, ma nel mondo delle resine materiche a spatola esistono formulazioni molto diverse tra loro. Ci sono sistemi cementizi decorativi, cicli in microresina, prodotti ibridi con componenti acrilici, e rivestimenti più tecnici pensati per zone particolarmente sollecitate. La scelta non riguarda solo l’estetica, ma anche aspetti come elasticità, spessore, resistenza alle macchie e facilità di manutenzione. Le resine a base cementizia, ad esempio, offrono un aspetto molto naturale, leggermente nuvolato, con una matericità che ricorda il microcemento. Sono ideali per chi cerca superfici dal carattere soft industrial: pareti di soggiorni, cucine, bagni, scale interne. Le microresine con maggiore componente polimerica garantiscono invece una migliore elasticità e una capacità di seguire piccoli movimenti del supporto, risultando adatte a superfici complesse, arredi su misura, piani di appoggio. Un aspetto fondamentale è la protezione finale. Molte resine materiche spatolate vengono completate con vernici o finiture trasparenti che ne definiscono il grado di opaco o lucido, ma soprattutto la resistenza agli agenti chimici e alle macchie. In ambienti come cucine e bagni, o su pavimenti di zone molto trafficate, la scelta della protezione determina la reale praticità del rivestimento: finiture più "gommate" e resistenti per le zone umide, vernici più sottili e opache per pareti di ambienti giorno. Un capitolo a parte riguarda le texture: superfici quasi lisce, leggermente vellutate al tatto, oppure più segnate, con spatolate evidenti e piccoli salti di luce. La stessa miscela, applicata con tecniche diverse, può generare effetti molto differenti: è per questo che i campioni fisici sono uno strumento essenziale per una scelta consapevole. In conclusione, la resina materica a spatola non è mai un prodotto standard. Ogni ciclo è un insieme di strati, prodotti e passaggi pensati per uno specifico contesto: pareti, pavimenti, box doccia, piani lavoro. Conoscere i materiali disponibili permette di capire meglio le proposte del professionista e di indirizzare la scelta verso soluzioni davvero coerenti con lo stile di vita e l’utilizzo degli spazi. HighLight • Consentono di creare superfici continue con pochissime fughe, sia a pavimento che a parete. • Spessori ridotti che permettono spesso di lavorare sopra rivestimenti esistenti, limitando demolizioni. • Ampia varietà di effetti: dal cemento morbido al materico più segnato, fino a finiture quasi setose. • Possibilità di coordinare pavimenti, pareti, piatti doccia e arredi in un unico linguaggio materico. LowLight • Sono sistemi tecnici: vanno scelti in base a supporto, uso del locale e sollecitazioni previste. • Più sensibili ai movimenti del supporto rispetto a piastrelle o materiali “a pezzi”. • Alcune finiture risultano più delicate a graffi e urti concentrati rispetto a un gres tradizionale. ««« Previous Next »»»
- QUITE CANOPY | L'artificio
Scopri i Nostri Progetti Scopri i Nostri Progetti Scopri i Nostri Progetti Scopri i Nostri Progetti < Back QUITE CANOPY Un bagno poco luminoso e visivamente chiuso viene ripensato senza demolizioni invasive attraverso una nuova nicchia doccia aperta, superfici in resina tono su tono , luce perimetrale e dettagli cromati. Il decoro materico in altorilievo, disegnato su misura, trasforma la doccia in un elemento scenografico ma sobrio, elegante e perfettamente armonizzato con l’ambiente. Il Progetto Questo progetto nasce dalla volontà di rinnovare completamente la percezione del bagno senza affrontare una ristrutturazione pesante. L’ambiente di partenza era lungo e stretto, con una doccia da 80x80 collocata in fondo, poca luce naturale a causa della posizione della finestra e una distribuzione luminosa insufficiente per la zona più arretrata. A questo si aggiungevano un pavimento giallo oro ormai distante dal gusto della cliente e una parete muraria che chiudeva la doccia, rendendo il fondo del bagno ancora più compresso. L’obiettivo era quindi preciso: alleggerire, illuminare, armonizzare e dare al bagno una nuova identità, più elegante e personale, senza entrare in un cantiere invasivo. La soluzione è stata progettata intorno a un’idea chiave: aprire visivamente il volume della doccia e trasformarlo nel fulcro estetico dell’intero ambiente. Abbiamo eliminato la vecchia chiusura in muratura, sostituendola con una configurazione in vetro che ha permesso di creare una nicchia doccia lunga 120 cm, pur mantenendo il piatto esistente da 80 cm per evitare ulteriori demolizioni e costi superflui. Questo passaggio ha cambiato radicalmente la percezione dello spazio, perché la luce naturale ora attraversa il bagno in modo più libero e raggiunge con maggiore efficacia anche la parte finale. La nuova doccia non è stata pensata solo come elemento funzionale, ma come volume architettonico definito da una cornice cromata che accompagna il vetro e restituisce un effetto di riquadratura più elegante, più ordinato, più costruito. Il cuore dell’intervento è la resina materica applicata nella nicchia doccia e ripresa anche a pavimento. Le superfici sono state trattate con un ciclo completo e accurato: sgrassatura, carteggiatura con disco diamantato, primer, armatura delle fughe, applicazione della resina bicomponente e protezione finale bicomponente. Questo approccio ha permesso di lavorare sopra i rivestimenti esistenti, evitando demolizioni inutili ma ottenendo un risultato completamente rinnovato. Nella doccia la resina non è stata utilizzata come semplice rivestimento uniforme: è diventata materia decorativa. Il disegno delle foglie di banano in altorilievo , sviluppato insieme alla cliente passo dopo passo, è stato costruito come un segno su misura, non scelto da catalogo e non replicato da uno schema prefabbricato. Proprio questo rende il risultato così personale. L’altorilievo emerge con discrezione dalla superficie e il tono su tono amplifica la sua eleganza: il decoro si vede, ma non invade; accompagna la luce, la intercetta, la fa scorrere sulle forme e restituisce profondità senza appesantire. All’interno della nicchia abbiamo inserito una filo-mensola in alluminio resinata , sottilissima, quasi nascosta allo sguardo, pensata per unire funzione e pulizia formale. Anche la rubinetteria è stata ripensata in coerenza con il nuovo linguaggio del bagno: al posto della precedente colonna doccia è stato inserito un soffione quadrato con doccino coordinato, entrambi cromati, dalle geometrie nette e contemporanee, in dialogo con i profili, gli accessori e la composizione complessiva. Il miscelatore è stato sostituito non solo per ragioni estetiche, ma anche per una logica di corretto intervento: quando si resinano superfici doccia, è buona regola aggiornare gli elementi tecnici più esposti, così da garantire continuità e affidabilità nel tempo. La continuità cromatica è stata uno degli aspetti più importanti del progetto. Il grigio scelto per la doccia è stato ripreso anche sul pavimento per eliminare il vecchio tono giallo/oro e costruire una base più neutra, raffinata e coerente. Lo stesso colore è stato poi utilizzato, in finitura lucida , anche sul davanzale interno e sul piano lavabo in marmo bianco segnato dagli anni, così da valorizzare elementi esistenti senza sostituirli e contenendo l’intervento entro un budget più intelligente. Questa scelta ha creato un dialogo molto riuscito tra superfici opache e riflettenti, tra materia e luce, tra decorazione e pulizia formale. Anche l’illuminazione è stata ripensata in modo sostanziale. Sfruttando il punto luce esistente, l’impianto è stato riorganizzato in due direzioni: da un lato un LED perimetrale dimmerabile a scomparsa, realizzato con sistema miniLED nascosto sopra la cornice delle piastrelle, senza necessità di incassi; dall’altro una lampada da specchio a fisarmonica, estensibile, pensata per portare più luce nelle attività quotidiane come trucco, cura del viso e utilizzo del lavabo. La presenza del soffitto inclinato, tipico del sottotetto, è stata trasformata da limite a opportunità attraverso l’uso di un profilo a 45°, che diffonde meglio la luce e accompagna la geometria del bagno con maggiore naturalezza. A completamento dell’intervento, tutti gli accessori sono stati coordinati con il nuovo disegno della doccia: portasalviette, portasapone e corredi bagno in finitura cromata, con linee squadrate e pulite, coerenti con il linguaggio di rubinetterie e profili. Il risultato finale è un bagno profondamente trasformato senza eccessi demolitori: più aperto, più luminoso, più armonico. Un ambiente in cui la tecnica resta invisibile, mentre emergono la personalizzazione del decoro , la qualità delle finiture in resina , l’equilibrio tra luce, materia e geometria e una sensazione complessiva di comfort contemporaneo, intimo e raffinato. 20030 Senago MI, Italia Clienti privati Aprile 2026 Spa Contemporary Riepilogo Tipologie lavorazioni Decorazioni e finiture Resine materiche - decorative Resine spatolate e decorate per pareti e superfici continue con effetto materico, moderno e personalizzato. Decorazioni e finiture Resine (a rullo) Resine applicate a rullo per superfici uniformi, pratiche da pulire e dall’aspetto contemporaneo. Ti piacerebbe dare nuova forma ai tuoi spazi? Raccontaci il tuo progetto: ti aiutiamo a trovare la soluzione fuori dai luoghi comuni più adatta a te. ««« Previous Next »»»
- Dettaglio parete con faretti a led integrati nel controsoffitto | L'artificio
< Back Colori, luci e abbinamenti per valorizzare Controsoffitti e contropareti 24 settembre 2025 Keywords: Controsoffitti e contropareti, colori, illuminazione, interior design, abbinamenti, L'Artificio Dal punto di vista cromatico, il controcielo bianco resta la scelta più frequente, soprattutto quando l’obiettivo è mantenere la massima luminosità e non abbassare visivamente il soffitto. Un bianco caldo opaco, abbinato a pareti neutre (sabbia, greige, grigio chiaro) e pavimenti in legno, crea un’atmosfera morbida e accogliente, adatta a soggiorni, camere e ambienti residenziali. Quando un ambiente è molto alto o appare poco raccolto, un ribassamento selettivo può aiutare a riequilibrarne le proporzioni. Velette perimetrali, isole centrali o controsoffitti a quote differenziate permettono di definire la zona pranzo, il living, l’area cucina o l’angolo studio. In questi casi il colore del controsoffitto può variare leggermente rispetto alle pareti, con toni come grigio caldo, tortora o beige neutro, per creare un effetto di “cappello” leggero ma percepibile. Le contropareti sono spesso lo sfondo ideale per contenitori su misura, tv, camini, librerie e testate letto . Una controparete in tinta unita neutra, magari leggermente più scura rispetto alle altre pareti, incornicia la zona giorno e nasconde cavi e attacchi, permettendo di integrare nicchie, mensole, pannelli in legno o rivestimenti decorativi. Nei progetti più contemporanei, contropareti in grigio caldo, greige o verde salvia dialogano molto bene con pavimenti in rovere e arredi in toni naturali. La luce integrata è uno degli aspetti più interessanti dei controsoffitti. Velette luminose, linee di luce continue, gole per strip LED e faretti incassati consentono di creare scenari diversi: luce diffusa per la quotidianità, accenti mirati su quadri e arredi, luce radente per valorizzare pareti materiche o carte da parati. La temperatura colore delle luci (calda, neutra) viene scelta in funzione dello stile dell’ambiente e dell’effetto desiderato: accogliente e domestico, oppure più tecnico e pulito. Nei corridoi e nelle zone di passaggio, controsoffitti e contropareti permettono di spezzare monotonia e guidare il percorso. Gradini di luce, ribassamenti a tratti, pareti leggermente rientranti con colori diversi dal resto della casa contribuiscono a dare ritmo senza caricare eccessivamente lo spazio. In queste zone funzionano bene toni come grigio perla, corda, sabbia, con luci lineari a soffitto o a parete. In ambito commerciale e direzionale, colori più decisi su contropareti selezionate, abbinati a controsoffitti chiari con tagli luminosi, aiutano a definire reception, aree attesa, percorsi interni. Le superfici diventano così non solo elementi tecnici, ma strumenti per comunicare identità, ordine e cura del dettaglio. HighLight • Consentono di modellare volumi e altezze, creando nicchie, quinte e rientranze per arredi e illuminazione. • Controsoffitti chiari e lineari aiutano a diffondere la luce e a nascondere corpi illuminanti diretti. • Contropareti ben studiate permettono di integrare TV, camino, librerie e gole luminose in un unico disegno. • Lavorando su differenze di quota e colore si possono separare visivamente funzioni diverse nello stesso ambiente. LowLight • Un uso eccessivo di ribassamenti e rientranze può rendere gli ambienti frammentati e “pesanti”. • Colori troppo scuri su soffitti ribassati rischiano di abbassare ulteriormente la percezione dello spazio. • Volumi non coordinati con arredi e pavimenti possono creare discontinuità visive difficili da armonizzare. ««« Previous Next »»»
- Imbiancatura facciata di una casa con tonalità rosse | L'artificio
< Back Ispezione e ripristino dei cappotti esistenti 24 novembre 2025 Keywords: Esterni, cappotto termico, ispezione, ripristino, facciate, L'Artificio La manutenzione leggera degli esterni passa innanzitutto da controlli visivi periodici. Dopo alcuni anni è normale che compaiano leggeri segni di invecchiamento: un po’ di sporco nelle zone più esposte al traffico, ombre vicino ai pluviali, segni d’acqua sotto i balconi. Intervenire in questa fase con lavaggi controllati è molto più semplice che aspettare che lo sporco si “cucini” sulla superficie. In molti casi è possibile eseguire lavaggi a bassa pressione con acqua e detergenti specifici per facciate, evitando idropulitrici troppo aggressive che rischiano di rovinare il film di pittura o di staccare intonachini superficiali. L’azione combinata di acqua, detergenti adeguati e spazzolature mirate consente di rimuovere smog, alghe leggere e polveri accumulatesi nel tempo. La comparsa di alghe e muffe in zone particolarmente umide o poco soleggiate (nord, cortili stretti, vicinanza con vegetazione fitta) è un fenomeno frequente. In questi casi, oltre alla pulizia, è utile valutare l’uso di cicli con additivi specifici o l’applicazione di prodotti protettivi che riducano la nuova colonizzazione biologica. Naturalmente, dove possibile, è altrettanto importante migliorare ventilazione e drenaggio dell’acqua. Gli elementi più esposti a urti – come muretti, zoccolature, spigoli di rampe e accessi carrabili – possono richiedere ritocchi o riprese localizzate. Avere a disposizione un minimo di documentazione sui prodotti utilizzati (tipo di pittura, codice colore, eventuali rivestimenti) facilita molto questi interventi puntuali, evitando differenze troppo evidenti tra vecchio e nuovo. Nel lungo periodo è consigliabile programmare interventi di manutenzione programmata , soprattutto su edifici complessi. Invece di attendere il totale degrado, si può prevedere un ciclo di lavaggio e ripresa della finitura ogni tot anni, concentrandosi sulle zone più esposte e rimandando un rifacimento integrale a scadenze più dilatate. Questo approccio è spesso più sostenibile, sia economicamente sia dal punto di vista dell’impatto sul vivere quotidiano di chi abita l’edificio. Anche la gestione di grondaie, pluviali e coperture rientra a pieno titolo nella manutenzione delle superfici esterne: pluviali ostruiti o gocciolatoi mal funzionanti sono la causa principale di colature e aloni sulle facciate. Un controllo periodico di questi elementi evita che l’acqua scorra dove non dovrebbe, limitando i danni estetici e strutturali. HighLight • Lavaggi periodici controllati aiutano a rimuovere smog, polveri e primi depositi biologici prima che si fissino. • Interventi localizzati su muretti, zoccolature e spigoli riducono la necessità di rifacimenti completi. • Programmare manutenzioni leggere e regolari allunga la vita utile del ciclo e dilata i tempi tra un rifacimento e l’altro. • Controlli su gronde, pluviali e punti di scolo limitano colature e aloni su facciate altrimenti sane. LowLight • Idropulitrici usate in modo troppo aggressivo possono danneggiare pitture e rivestimenti a spessore. • Trascurare per anni manutenzione e pulizia porta a degradi che non si risolvono più con semplici ritocchi. • Colonizzazioni importanti di alghe e muffe richiedono cicli specifici più complessi rispetto a una semplice pittura. ««« Previous Next »»»
- Muretto del bagno rivestito in travertino | L'artificio
< Back Manutenzione e pulizia delle lavorazioni di Decorazioni materiche 10 novembre 2025 Keywords: Decorazioni materiche, manutenzione, pulizia, detergenti, ripristino, L'Artificio Questo articolo è pensato per chi ha già scelto una decorazione materica o ci sta pensando ma teme la manutenzione. Partiamo sfatando un mito: non esiste una superficie che non si sporca mai, ma esistono superfici che si puliscono meglio e che si ripristinano senza drammi. Le decorazioni materiche sono tipicamente porose ma esistono diverse finiture protettive con cere, vernici o resine trasparenti. Le prime sono perfette in ambienti più “calmi”, dove si vuole un effetto molto naturale; le seconde sono indicate in zone di passaggio, corridoi, scale e vicino ai punti di contatto frequenti (interruttori, schienali di sedie, testate del letto), le ultime offrono il massimo livello di protezione ma incidono molto sulla riflettanza naturale della parete. Entriamo nel dettaglio dei prodotti consigliati per la pulizia: panni in microfibra, detergenti neutri, acqua tiepida e poche gocce di prodotto specifico. Invece è meglio evitare: spugne abrasive, solventi, candeggina, prodotti multiuso troppo aggressivi che possono opacizzare o macchiare la superficie. Piccoli incidenti domestici: strisciate lasciate da borse o scarpe, segni di matita o penna, macchie di cibo. Se le superfici sono trattate con protettivi i segni lievi vengono puliti con facilità anche dal cliente, senza bisogno di un intervento extra. Per danni più marcati proponiamo modalità di intervento per un ripristino localizzato. Soprattutto sulle decorazioni materiche è importante non improvvisare: certe correzioni fatte a caso si notano più del difetto iniziale. Infine, affrontiamo il tema dell’invecchiamento naturale: una decorazione materica, col tempo, può prendere una patina che spesso la rende ancora più interessante. Per riconoscere la differenza tra un invecchiamento “bello” e un degrado vero e proprio, suggeriamo intervalli indicativi per controlli e, se necessario, per stendere una nuova protezione superficiale. L’obiettivo è far capire che prendersi cura di queste superfici non è complicato, basta sapere come farlo. HighLight • Molte finiture materiche possono essere pulite con detergenti neutri e panni morbidi senza procedure complesse. • È spesso possibile intervenire con ritocchi localizzati senza rifare l’intera parete. • Le versioni protette con vernici o cere specifiche tollerano meglio urti leggeri e sporco quotidiano. LowLight • Prodotti troppo aggressivi o abrasivi possono rovinare la texture e lucidare in modo irregolare la superficie. • Colori molto scuri o effetti molto marcati tendono a evidenziare di più polvere e piccoli segni. ««« Previous Next »»»










